Ciao Elena, Amica mia

LettriceM 19 Maggio, 2010

     

Mia dolcissima Amica,  http://www.youtube.com/watch?v=MfAuiF-EHv4

rientro nel blog solo per lasciarti un saluto… qui è tutto in disordine… non so più quante volte mi ha i chiesto di riprendere a scrivere ma non ce l’ho fatta… era terminato per me il tempo di questo tipo di comunicazione, avevo bisogno di staccarmi da qui. Poi è venuto il trasloco e tutto è diventato più difficile. Non sei mai uscita dai miei pensieri che abitavi costantemente. Ti ringrazio Elena per i giorni che mi hai donato, ti ringrazio per avermi voluta vicina, per essermi stata vicina in quest’ultimo mese e per essermi vicina ogni giorno… La tua “Cascata di Luce” non smette mai di inondarmi… ora sai tante cose che prima non sapevi, ora hai conoscenze che vanno al di là della vita terrena, ora guardi i cuori nella loro interezza e sai… Quante volte abbiamo discusso, quante volte ci siamo date padellate a vicenda, quante volte ci siamo fatte compagnia…  Ti sento sai, sei in me, così quanto io sono in te e viaggiamo insieme e mi porti tra quelle meravigliose stelle delle quali ti piaceva guardare le fotografie… Sei un essere speciale, sei Luce pura, sei una delle persone più sentimentalmente generose che mi sia mai capitato di incontrare e ringrazio Dio per avermi dato la possibilità di trovarti… che poi mi vien da ridere… sì perché è giusto ringraziare Dio, ci incontrammo proprio parlando di lui sul forum di libero… tu eri Cascatadiluce ed io anabole2006, mi piacesti immediatamente e non ti ho più lasciata andare… mi ricordo ancora quando con tutto il candore di cui sei capace mi chiedesti “perché Gesù sta sulla croce? Perché non lo levano da lì? Lui non è lì, è risorto… fa impressione vederlo ancora su quella Croce”… e avevi ragione… non dovrebbe stare su quella croce, non abbiamo bisogno di quel monito cruento che non tiene conto del dopo e dell’ancora e ancora e ancora… Mi hai insegnato e mi insegni tantissime cose, sento il tuo calore, le tue risate e, sì, anche le tue padellate. Avevi ragione sai… non mi manchi… sei sempre con me… ci ho messo un paio di giorni a smaltire la botta ma ora so che hai sempre avuto ragione tu! In verità non lo mettevo in dubbio, in verità non ci pensavo proprio a questa eventualità. Grazie Elena, Amica mia, per tutto quello che mi hai dato, mi dai e mi darai. Grazie!

Gatto nero day :-)

Into the wild

LettriceM 9 Marzo, 2008

Da quando ho finito di vedere il film mi viene in mente una sola parola: ECCESSIVO!
Tratto da una storia vera avvenuta una quindicina di anni fa.
Fermo restando la bellezza della fotografia che in certi momenti lascia davvero senza fiato devo dire che il film non mi ha soddisfatta. Troppo lungo innanzitutto, troppo lento in alcuni momenti, scelte di montaggio “anomale” e soprattutto una onnipresente voce narrante a raccontare cose che erano già assolutamente evidenti… Sembrava un po’ di avere dei sottotitoli per non intelligenti. La trama è nota ormai a tutti: Chris McCandless, giovane benestante e intellettivamente vivace ma traumatizzato da un passato mendace dei genitori e da un presente degli stessi altamente materialistico, si laurea e molla tutto, “va in viaggio alla ricerca della verità”, senza soldi, senza esperienza, senza nulla, solo con la sua voglia di essere e ritrovarsi a contatto con la natura… Incontra persone, situazioni, emozioni, incontra sfaccettature della vita che non conosceva (ovvio aveva 20 anni) e purtroppo non è chiaro se queste esperienze gli chiariscano che nella vita non è tutto bianco o nero ma esistono delle sfumature, dei diversi punti di vista. Raggiunge la sua meta, l’Alaska, e lì muore di stenti o veleni, dopo poco più di 100 giorni. Proprio quando vuole tornare indietro non ci riesce e quella natura che tanto desiderava lo intrappola… questo appare dal film, nella realtà, a quanto ho letto qua e là nella rete sulle sue biografie, è lui stesso a farsi intrappolare perché a poco più di un giorno di viaggio avrebbe trovato un rifugio di rangers, quindi ancora una volta quello che a me sembra è che lui valutasse “un’unica via”… a poche ore dalla morte lascia scritta la verità trovata “la felicità non è reale se non puoi condividerla”.
Perché non mi è piaciuto il film? Perché mi sembra che si voglia rendere McCandless un martire e un profeta. Eppure non mi pare vi sia nessuna profetica novità nella conclusione cui arriva, mi pare vi siano millenni di storia, letteratura e antropologia a testimoniare che la ricerca interiore si deve poi materializzare nel rapportarsi con l’esterno altrimenti diviene bieco egoismo, un egoismo da cui, peraltro, non si esce alla fine di questa storia ove la ricerca sembra volta alla propria felicità e vede la condivisione come mezzo anziché vederle intrecciate in modo equilibrato tanto da essere fine e mezzo l’una dell’altra. Ma questo è quello che a me ha detto il film, Chris non mi ha invece detto nulla…
Non ho letto il libro da cui è tratto (e non credo lo leggerò) che è stato costruito sulla base delle poche note diaristiche del protagonista e delle testimonianze di chi lo aveva incontrato e continuo a chiedermi se quelle note non fossero davvero troppo poche per capire. La sensazione è che all’eccesso manchi il succo. Mi sembra che, almeno dalla visione del film, il giovane Chris abbia sparso qua e là una filosofia spicciola imparata sui libri, nulla però esce di quello che realmente sentiva. Il viaggio, la fuga dal materialismo, la ricerca del proprio Sé in rapporto alla realtà, tutto vissuto fuori, ma dentro? Perché alla fine il vero viaggio e la vera fuga si svolgono dentro, non fuori da noi stessi. Dio è in tutto ciò che ci circonda e ogni manifestazione è fonte di gioia, questo ci dice Chris, e siamo d’accordo. Lui necessita di un viaggio per trovarsi e anche qui ci siamo, il film ce lo mostra morire con il sorriso sulle labbra per essersi trovato ma anche con il rammarico di non essere tornato in tempo. Chi sarebbe stato Chris? Cosa avrebbe scritto in una ipotetica autobiografia?
Non so… manca qualcosa. Lui che non lesina consigli sul coraggio di cambiare strada alla fine resta intrappolato proprio perché in fin dei conti non la cambia. Novello Icaro? O forse solo qualcuno a cui è mancato il tempo per raccontarci davvero quello che sentiva, viveva e voleva? Non parla mai di sé, apre le menti di coloro che incontra con il suo comportamento da bravo ragazzo intriso del suo sogno, sparge qua e là consigli su una vita che, da quanto appare, nemmeno lui conosce.
Forse avrebbero fatto un miglior servizio alla sua memoria lasciando che fossero unicamente le sue poche memorie a parlare… questa la sensazione che non mi abbandona!

aiutoooo

LettriceM 5 Febbraio, 2008

… nella notte un dubbio la cui risoluzione è di importanza vitale…
ma… qual è il femminile di “amico fraterno”??? Amica solerna?????? 8O
 

Buona Candelora

LettriceM 2 Febbraio, 2008

Copyright © 2008 – www.otherland.it

Buona Candelora a tutti!

Spogliatevi dei fardelli dell’inverno e incamminatevi nella Luce del nuovo anno che si avvicina,
che la Luminosità diffusa vi investa con tutto il suo potere di guida e speranza, la Primavera del cuore è già viva dentro di ognuno di noi,
basta solo levarsi il cappotto di buio e tristezza e avere Fede nella immensa possibilità che attende solo Noi per divenire certezza.
Chiedete e vi sarà dato, credete e diverrete creatori.

 

P.S. la foto già la conoscete, Dafne la pubblicò qui ed io qui, ma è troppo bella per non usarla una terza volta ;-)

Caramel

LettriceM 30 Gennaio, 2008

Un film bellissimo.
Da tutti i punti di vista.
Storie di donne che si intrecciano senza prevaricarsi. Amicizia e Amore nella Beirut dei nostri tempi.
Donne che lavorano insieme in un centro estetico e che vivono le proprie storie dandosi appoggio, consigli, una spalla su cui piangere e una su cui puntellarsi nei momenti di debolezza. Un film deliziosamente femminile, diretto da una donna che riesce a non cadere mai nello scontato. Scorre sullo schermo, così come nel cuore, con tinte calde e avvolgenti. I minuti passano senza che ne pesi uno, senza che ci sia un momento di noia, senza cadere nel banale nonostante le argomentazioni siano a rischio. Un film che consiglio di vedere senza tema di smentite. Bella anche la colonna sonora.

Notazione buffa. La regista, nonché attrice, Nadine Labaki ha una somiglianza assoluta con lei… Guardare per credere 8O

Vi lascio un delicato assaggio.

Liber interruptus

LettriceM 18 Gennaio, 2008

Diversamente da molte persone che conosco quando un libro non mi piace lo mollo. Ci provo fino a che posso, ma poi, più o meno allo sbadiglio e al senso di fastidio rispettivamente numero 30 e 25, abbandono il libro, lo accarezzo amorevolmente, perché sempre ad una famiglia importante appartiene, e poi lo lascio lì. Con o senza segnalibro, quasi senza alcun rimorso.
Ecco, quindi, che ho deciso di inaugurare una nuova tag che magari potrebbe diventare un giorno una pagina a sé stante, prima del crollo del blog avevamo la pagina dedicata ai libri ora, in controtendenza, potremmo fare quella dei “libri abbandonati”. Prima di tutto di serve un titolo degno, quindi dateci sotto con le idee, poi serve, come sempre, la vostra partecipazione.
Come vi comportate se un libro non vi piace? Lo leggete fino in fondo o fate come me?
Se fate come me, quali libri avete abbandonato?
Per iniziare vi cito i miei tre ultimi abbandoni, in più di un anno direi che ci si può stare.
In ordine di tempo sono:

Scirocco di Gerolamo De Michele

Fuori da un evidente destino di Giorgio Faletti

La cattedrale del mare di Idelfonso Falcones

L’ultimo è stato abbandonato proprio oggi a pag. 115 dopo aver emesso una serie di grugniti niente male. D’altronde venivo fresca fresca da quattro libri che mi hanno dato grandi soddisfazioni quindi non posso lamentarmi.
Comunque, per quanto riguarda i tre abbandoni direi che sul primo non ci metterei la firma ma il secondo e il terzo so che hanno riscosso certamente critiche positivissime. Che dire… de gustibus…

Conto su di voi, sulle vostre spiate e anche sul trovare un titolo acconcio per questa benedetta categoria che non lo lessi mi pare davvero triste e non aprite quella pagina mi sembra quantomeno eccessivo e comunque troppo lungo… liber interruptus?????

Radunate le donne

LettriceM 5 Gennaio, 2008

Mentre ero alla ricerca di alcuni regali di Natale i miei occhi si sono posati su un libro e non sono riuscita a non comprarlo, in questi giorni (anzi in queste notti… tanto per cambiare), l’ho letto. Il libro si chiama “Saranno le donne a salvare la madre terra” ed è stato scritto da Jean Shinoda Bolen, una psicoanalista e docente di psichiatria, autrice di saggi e opinionista di fama internazionale. Devo dire che la lettura mi ha provocato reazioni altalenanti in quanto intriso di una combattività che condivido ma fino ad un certo punto ma che mi fa anche sorridere gioiosamente perché tipica di un certo tipo di donne “naturali” che mi piacciono molto. Parte dall’analisi di culti antichi, dell’importanza, celata dal maschilismo patriarcale, della figura della donna nell’antichità anche nella dimensione divina. Interessante l’excursus così come le conclusioni cui tende. Ciò da cui in parte mi distacco è quella parte che fa trasparire una rabbia primordiale e che secondo me, ma posso essere in errore sia sull’interpretazione che sul concetto, poco serve a cambiare il mondo. Sono assolutamente d’accordo sul necessario intervento delle donne per la salvezza della nostra povera madre terra ma non credo che si possa arrivare a qualche risultato se si continua a provare odio e rancore. Comunque l’argomento centrale del libro è ben altro. Il titolo originale è, come spesso accade, molto più esaustivo, concludente e indicativo del succo della questione. Urgent message from Mother: gather the women, save the world”. Che in italiano suonerebbe, più o meno, come “Messaggio urgente dalla Grande Madre: radunate le donne, salvate il mondo”. Tutto questo prende spunto, come ci racconta l’autrice, da un’iniziativa nata via internet nel 2003 che invitava le donne a organizzare raduni nella giornata dell’8 marzo o comunque dedicati a tale data: la giornata internazionale delle donne. Quell’anno furono organizzati ben 405 raduni sparsi nel mondo (o forse di più, ma di 405 si ebbe notizia) e parteciparono ad essi anche alcuni uomini che credevano e credono nella potenza dell’intervento femminile.
La voglia delle donne di fare qualcosa nasce dal loro essere interiormente madri, che lo siano o meno biologicamente. Dalla caratteristica primordiale di portare in sé un amore compassionevole ma allo stesso tempo dotato di una forza indistruttibile, dalla conoscenza atavica che è dentro di loro e deve solo trovare la via per riemergere a livello consapevole. Tutte caratteristiche diverse, seppure complementari, a quelle dell’uomo. Ecco perché il loro intervento in determinate aree sarebbe ed è essenziale a livello planetario.
Ogni piccolo cerchio porta in sé il germe del cambiamento e tanti piccoli cerchi possono fare la differenza.
Il libro porta esempi illustri come quello delle vedove e orfane dell’11 settembre che riuscirono a smuovere le indagini fino a giungere a risultati insperati o come le iniziative di prestiti di microcredito ed altri ancora.
L’idea centrale è quella di formare appunto dei cerchi di donne che hanno la voglia e l’energia per cambiare qualcosa, per portare un po’ di serenità nel mondo, per venire in aiuto dei più deboli che sono tutti sempre e comunque figli della Madre Terra e dunque nostri, di ognuna di noi. E di venire in aiuto anche della Madre Terra stessa, facendo sì che venga rispettata e nutrita anziché seviziata. Un gruppo di donne che si riunisce ha in sé la forza per creare tutto questo o quanto meno di dare stimolo a tutto questo agendo nel proprio microcosmo. Si è d’aiuto innanzitutto le une alle altre e, grazie a questo singolo portato, anche a coloro che ci vivono intorno. La condivisione di idee, esperienze personali, gioie e dolori, obiettivi comuni crea un centro energetico che può generare altra e più potente energia. In questi cerchi si crea a mio parere, anche dove non lo si sa, quel centro spirituale che l’autrice dice essere importante per questo tipo di esperienza. Laddove vi sia, infatti, comunione di sentimenti si crea forse anche comunione di intenti pur se in presenza di diversità di credo. Basta una candela, una singola preghiera, o anche solo un pensiero d’amore rivolto a qualcuno che soffre ed ecco che il centro spirituale è sorto.
Trovare questo libro “per caso” mi ha fatto sorridere perché questo era uno degli argomenti dei quali avrei voluto qui parlare in quanto è un’esperienza che a fasi alterne sto vivendo e che si è creato in maniera piuttosto spontanea, nascendo dalla voglia di un gruppo di amiche di darsi sostegno vicendevole in un momento difficile per molte ma anche condito dalla progettualità verso obiettivi comuni di aiuto umanitario.
Credo valga la pena di valutare in questo momento che ogni piccola cosa può cambiare la situazione tragica in cui si vive. Non smettiamo mai di dirlo e spero anche di farlo.

Riporto di seguito un brano del libro e che a sua volta cita un’altra fonte. Dopo aver citato un saggio in cui Clarissa Pinkola Estés ricorda l’importanza di ogni piccola azione per cambiare il mondo, ribadendo che milioni di piccole azioni alla propria portata (e fatte da persone che non si arrendano all’apparente immutabilità delle brutture del mondo), fanno la differenza, la Shinoda Bolen scrive:

A Tale for All season sul “nulla più del nulla” di Kurt Kauter mi è arrivato via email, gusto in tempo perché potessi aggiungerlo qui. Che si tratti di un fiocco di neve o della centesima scimmia o del milionesimo cerchio, il messaggio è sempre lo stesso: continuate a fare quello in cui credete. Non fermatevi solo perché non riuscite a vedere la differenza che state facendo. Conservate la fiducia nel fatto che, quando siete gentili o vi adoperate perché sia fatta giustizia o rendete più felice qualcuno in questo mondo o più ameno un posto sulla Terra, state contribuendo alla pace.

«Dimmi quanto pesa un fiocco di neve», chiese un passero a una colomba selvatica.
« Nulla più del nulla» fu la risposta.
«In tal caso devo raccontarti una storia» disse il passero.
«Sedevo su un ramo di abete, vicino al tronco, quando cominciò a nevicare. Non avendo niente di meglio da fare contai i fiocchi di neve che si posavano sui rametti e sugli aghi del mio ramo. Arrivai a 3.741.952. quando il fiocco di neve numero 3.741.953 cadde sul ramo, nulla più del nulla, il ramo si spezzò».
Detto questo il passero volò via.
La colomba, fin dai tempi di Noè un’autorità in materia, riflettè per un po’ sulla storia e alla fine si disse: «Forse manca solo la voce di un’unica persona perché la pace possa giungere nel mondo». ”

Un’ultima cosa che mi viene da dire è che il cerchio ha tante valenze tra cui quella di proteggere ciò che accade al suo interno ma, se ci pensate, quando buttate un sasso nell’acqua ciò che si crea è un insieme di cerchi concentrici che si allargano, ecco, io immagino i cerchi di donne e di uomini con simili ideali ed obiettivi come dei propulsori energetici che emettono le loro positive onde vibrazionali radianti che investono anche chi non ne sa nulla. Un modo in più per portare propositi, idee ed azioni tutto intorno a noi. Nello stesso tempo l’energia si irradia verticalmente traendo forza e conoscenza dall’alto…

Perché

LettriceM 30 Dicembre, 2007

Perché quando la Natura decide che è giunta l’ora del tuo risveglio puoi assecondarla o ignorarla ma da quel momento qualcosa cambierà…

Perché quando cominci la tua nuova Vita sta solo a te scegliere, ora con consapevolezza, il Bene o il Male…

Perché anche se sbagli una dolce melodia proverà a risvegliarti ancora…

Perché il tempo delle prove non termina in un giorno, né in un mese, né in un anno, dura il tempo di cui la tua Anima necessita per fare il grande salto…

Perché puoi credere o non credere ma quello che non puoi fare è non vivere…

Perché fin che riesci a creare qualcosa per qualcuno allora puoi sperare…

Perché l’Amore è l’unica vera fonte e la musica lo accompagna…

Pausa

LettriceM 24 Novembre, 2007

Eccomi qui dopo quasi un mese di silenzio… purtroppo devo dire che in questo periodo non ho voglia di scrivere e nemmeno di parlare… la sensazione è quella di non aver nulla da dire… sono sicura che presto questa sensazione passerà. È come trovarsi in una galleria, non c’è buio, semplicemente si sta attraversando un passaggio e bisogna andare fino in fondo. Chissà cosa capita nella mente umana, chissà cosa capita nella mia. Sto comunque cercando di mantenere una sorta di serenità e penso a ciascuno di voi anche se non riesco nemmeno ad avvicinarmi ai blog. Questo accade perché in ufficio (dove mi reco anche il sabato e la domenica) non ho a disposizione un pc se non per pochi minuti al giorno e sempre con qualcuno intorno a condividere ciò che guardo e leggo, è un miracolo che riesca a leggere la mia posta una volta al giorno e la sera, quando torno a casa (sempre molto oltre l’ora di cena), sono veramente stanca e la mia vista si sta abbassando, quindi fatico a stare al pc. Tornerò comunque a leggere e scrivere, questa è una certezza. Vi ringrazio e vi abbraccio tutti!

Buon anno magico!

LettriceM 1 Novembre, 2007

Copyright © Josephine Wall

Pensieri accavallati a note che si incastrano ringiovanite dal ritmo del tempo che scorre, come in una danza, come in una magica armonia di giorni che vanno e vengono e sembrano riportare in superficie momenti di vita che non sono terminati, melodie che chiedono di essere compiute e si affacciano in giorni inattesi. Abbracci di rugiada e piccole stille di desiderio a far riemergere l’essenza abbandonata. Percorsi interrotti per la vita e speranze che si rincorrono tra ieri, oggi e domani. Nel futuro che si affaccia ancora l’ombra del non so, nebbia che copre la possibilità e Vite che proseguono guidate dalla luce che inseguono. Errori o vita? Rinuncia o forza di un sogno e sentimento? La Vita prosegue, la Vita ricomincia oggi, la Vita non si arresta mai e porterà quello che a noi non è dato sapere ma che ci abbaglia della Luce soffusa di un arcobaleno di emozioni…

Con qualche ora di ritardo buon anno magico a tutti, che la Vita vi riservi ciò per cui continuate a sognare, ciò per cui continuate a far pulsare i vostri cuori e il Cielo accolga le vostre preghiere in un abbraccio di luce e colore.

Avrei voluto dedicare tempo ai blog ma corro in ufficio! Vi lascio in compagnia di Yanni però!!!

Suppliche e… risposte

LettriceM 28 Ottobre, 2007

Oggi…

momento di grande sconforto…

una supplica si è levata in alto partendo dal profondo…

immediata la risposta…

questa… 

non è possibile rimanere ciechi e sordi…

l’Universo risponde sempre e le prove basta saperle vedere! 

P.S. questa canzone è stata spesso confusa con quello che non è… non è dell’amore terreno che parla. Per chi non ne conoscesse il testo, eccolo qui insieme alla traduzione.

Heroes

LettriceM 24 Ottobre, 2007

Se mi avessero detto che un giorno avrei scritto un post su un telefilm mi sarei messa a ridere con una smorfia inorridita eppure… eppure qui la cosa si fa seria. Sto diventando Heroes-dipendente e ho il terrore che, visti gli scarsi risultati di auditel che sta ottenendo, mediaset decida di non programmare la seconda serie. Sulla questione share-posizionamento-bacino di utenza non mi addentro e faccio parlare esperti di televisione, siti e blog che di questo si occupano per “mestiere”. Facciamo tacere subito anche i maliziosi dicendo che se è vero che LUI…

costituisce già di suo un buon motivo per seguire la serie non è però certamente l’unico. Mi sembra infatti che questo telefilm abbia il suo bel motivo di esistere. E il motivo è esattamente quello che piace a me: I DONI!
In fondo non è un argomento nuovo, i supereroi sono da sempre presenti nella storia, nella letteratura, nella fumettistica, nella filmografia, nella cultura umana insomma, basti pensare ai miti greci, all’olimpo, agli egiziani, alle culture più antiche ancora.
Ecco dunque che in un momento storico un po’ particolare si affaccia anche questo nuovo telefilm. La lotta tra il bene e il male e anche, forse diversamente dal solito, la difficoltà di discernere l’uno dall’altro, la confusione, il passaggio a volte obbligato per l’apparentemente “meno bene” per tentare arrivare al superamento del male. La possibilità di cambiare rotta, di aprire gli occhi e imparare a guardare la realtà con occhi diversi.
È presente anche la simbologia, l’interdipendenza, la “coincidenza”.
Tutto sommato, poi, in effetti, se ci pensiamo bene, cosa ci differenzia da questi moderni supereroi? Nulla è la risposta che mi viene spontanea. Siamo esattamente come loro e come loro scopriamo i nostri doni giorno dopo giorno e capiamo anche che non siamo tanto diversi gli uni dagli altri, questo ci fa sentire meno soli, ci aiuta anche a migliorarci, a coltivare ciò che la natura ci ha donato, a imparare che insieme siamo più forti e, soprattutto, a notare ancora di più la nostra interdipendenza, quanto le nostre parole e le nostre azioni agiscano sugli altri, come possiamo aiutarci l’uno l’altro a capire e tutti insieme a operare grandi cambiamenti.
Naturalmente da curiosa quale sono ho sbirciato qualche spoiler e devo dire che la scelta del finale della prima serie me lo ha fatto piacere ancora di più.

Lo guardate? Vi piace? Ditemi che non sono l’unica malata vi prego… rassicuratemi… :cry:

SEGNALAZIONE IMPORTANTE: ho letto questo post dalle amiche di okanimali, credo valga la pena (ed è proprio il caso di dirlo) di leggerlo e aderire ad un’iniziativa che, se non servirà a salvare un essere vivente a quanto pare già defunto, servirà almeno forse ad evitare che questa mostruosità si ripeta.

Echi

LettriceM 23 Ottobre, 2007

Notte fonda… tanto per cambiare…
Mi sono ridotta a far tardi con il nulla questa sera.
Aprivo il blog e lo richiudevo, voglia di dire e voglia di tacere che si accavallavano. Forse in cerca di uno sbocco, forse in cerca del vero silenzio. Non ho voglia di leggere, non ho voglia di commentare, non ho voglia di rispondere. Cerco di creare il vuoto nella testa per buttare via tutte le schifezze che incamero durante il giorno e così mi faccio schermo. Non posso farmele scivolare addosso perché alcune mi riguardano, ma posso, ad un certo punto, la sera, cercare di non pensare a nulla. Creare il vuoto da riempire con le emozioni. E così mi dilungo nel far nulla, o con delle parole crociate, o con giochi similari. Qualcosa insomma che serva all’unico scopo di farmi concentrare su quello che in fondo non ha senso e poter poi ricercare nel vuoto me stessa, in modo da non perdermi in pensieri in coda, in modo da distaccarmi dalle re-azioni che ogni tanto rischio ancora di mettere in pratica. Il tempo però in questo mi è amico e, dove forse non resisterei, accorre qualcosa che lo fa scorrere in modo che io non possa far danno a me stessa. Il prolungarsi fa sì che io possa ritrovare la lucidità perduta e soprattutto la calma, che riesca a vedere dove gli occhi guardavano e a non fare scelte azzardate. L’inganno è sempre dietro l’angolo, la provocazione è un’arma terribile, giocare con il mio orgoglio la peggiore delle armi che mi si possano scagliare contro. E così passano le ore… Nel nulla, nel silenzio, in una falsa concentrazione. Poi qualcosa si apre, una sensazione richiama la mente e sono di nuovo io, sono di nuovo qui. Con poca voglia di leggere, ancor meno di commentare, purtroppo poca anche di rispondere e di tutto questo mi scuso ma non ho mai fatto nulla sui blog, sul mio come su quelli degli altri, che non mi venisse spontaneo fare. In compenso stasera, forse, una latente voglia di scrivere. Perché dopo tanti giorni a non-pensare la testa elabora, il vissuto viene a galla, la parte vera, la parte emozionale, quella che fa vivere e sentire. E quante cose ci sarebbero su cui dialogare, da tirare fuori, da analizzare insieme a voi. Talmente tante che stanotte mi sembra impossibile farlo. Dopo giorni e giorni in cui il vento mi ha praticamente soffocata come in una morsa impenetrabile riesco di nuovo a rimettere in sesto quello che ho dentro. Mi sono ammalata che cominciava a far freddo, nei giorni in cui ero a letto ci sono state continue tempeste di vento e quando domenica ho rimesso piede fuori casa per andare a lavorare ho trovato un clima quasi natalizio e ancora quel vento… gelido… così forte da non poter essere ascoltato se non come eco e lamento, energia anomala, grido lontano, canto di sirene straziante. Eppure sommesso. Una coltre che ti avviluppa, ti avvolge e non fa passare quasi nulla, se non quello che è ben radicato dentro di te, una cortina di ferro, una fitta nebbia, uno scudo, una fredda solitudine. Quasi senza vita, quasi senza corpo, quasi senza energia, quasi come automi, quasi senza sé stessi ma completi di chi siamo ed amiamo, rinchiusi in una bolla di vento, ingoiati in un tempo-non tempo. Tra le fronde il silenzio, anche gli alberi ascoltano, incamerano, anche loro, sbattuti dalle folate, sono in attesa, trasmettono solo forza e tristezza, si lasciano andare e assorbono, imparano e saranno lì per raccontarci cosa ci aspetta…

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