Archive for the 'saggezza popolare' Category

Buona Candelora

LettriceM Febbraio 2nd, 2008

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Buona Candelora a tutti!

Spogliatevi dei fardelli dell’inverno e incamminatevi nella Luce del nuovo anno che si avvicina,
che la Luminosità diffusa vi investa con tutto il suo potere di guida e speranza, la Primavera del cuore è già viva dentro di ognuno di noi,
basta solo levarsi il cappotto di buio e tristezza e avere Fede nella immensa possibilità che attende solo Noi per divenire certezza.
Chiedete e vi sarà dato, credete e diverrete creatori.

 

P.S. la foto già la conoscete, Dafne la pubblicò qui ed io qui, ma è troppo bella per non usarla una terza volta ;-)

Radunate le donne

LettriceM Gennaio 5th, 2008

Mentre ero alla ricerca di alcuni regali di Natale i miei occhi si sono posati su un libro e non sono riuscita a non comprarlo, in questi giorni (anzi in queste notti… tanto per cambiare), l’ho letto. Il libro si chiama “Saranno le donne a salvare la madre terra” ed è stato scritto da Jean Shinoda Bolen, una psicoanalista e docente di psichiatria, autrice di saggi e opinionista di fama internazionale. Devo dire che la lettura mi ha provocato reazioni altalenanti in quanto intriso di una combattività che condivido ma fino ad un certo punto ma che mi fa anche sorridere gioiosamente perché tipica di un certo tipo di donne “naturali” che mi piacciono molto. Parte dall’analisi di culti antichi, dell’importanza, celata dal maschilismo patriarcale, della figura della donna nell’antichità anche nella dimensione divina. Interessante l’excursus così come le conclusioni cui tende. Ciò da cui in parte mi distacco è quella parte che fa trasparire una rabbia primordiale e che secondo me, ma posso essere in errore sia sull’interpretazione che sul concetto, poco serve a cambiare il mondo. Sono assolutamente d’accordo sul necessario intervento delle donne per la salvezza della nostra povera madre terra ma non credo che si possa arrivare a qualche risultato se si continua a provare odio e rancore. Comunque l’argomento centrale del libro è ben altro. Il titolo originale è, come spesso accade, molto più esaustivo, concludente e indicativo del succo della questione. Urgent message from Mother: gather the women, save the world”. Che in italiano suonerebbe, più o meno, come “Messaggio urgente dalla Grande Madre: radunate le donne, salvate il mondo”. Tutto questo prende spunto, come ci racconta l’autrice, da un’iniziativa nata via internet nel 2003 che invitava le donne a organizzare raduni nella giornata dell’8 marzo o comunque dedicati a tale data: la giornata internazionale delle donne. Quell’anno furono organizzati ben 405 raduni sparsi nel mondo (o forse di più, ma di 405 si ebbe notizia) e parteciparono ad essi anche alcuni uomini che credevano e credono nella potenza dell’intervento femminile.
La voglia delle donne di fare qualcosa nasce dal loro essere interiormente madri, che lo siano o meno biologicamente. Dalla caratteristica primordiale di portare in sé un amore compassionevole ma allo stesso tempo dotato di una forza indistruttibile, dalla conoscenza atavica che è dentro di loro e deve solo trovare la via per riemergere a livello consapevole. Tutte caratteristiche diverse, seppure complementari, a quelle dell’uomo. Ecco perché il loro intervento in determinate aree sarebbe ed è essenziale a livello planetario.
Ogni piccolo cerchio porta in sé il germe del cambiamento e tanti piccoli cerchi possono fare la differenza.
Il libro porta esempi illustri come quello delle vedove e orfane dell’11 settembre che riuscirono a smuovere le indagini fino a giungere a risultati insperati o come le iniziative di prestiti di microcredito ed altri ancora.
L’idea centrale è quella di formare appunto dei cerchi di donne che hanno la voglia e l’energia per cambiare qualcosa, per portare un po’ di serenità nel mondo, per venire in aiuto dei più deboli che sono tutti sempre e comunque figli della Madre Terra e dunque nostri, di ognuna di noi. E di venire in aiuto anche della Madre Terra stessa, facendo sì che venga rispettata e nutrita anziché seviziata. Un gruppo di donne che si riunisce ha in sé la forza per creare tutto questo o quanto meno di dare stimolo a tutto questo agendo nel proprio microcosmo. Si è d’aiuto innanzitutto le une alle altre e, grazie a questo singolo portato, anche a coloro che ci vivono intorno. La condivisione di idee, esperienze personali, gioie e dolori, obiettivi comuni crea un centro energetico che può generare altra e più potente energia. In questi cerchi si crea a mio parere, anche dove non lo si sa, quel centro spirituale che l’autrice dice essere importante per questo tipo di esperienza. Laddove vi sia, infatti, comunione di sentimenti si crea forse anche comunione di intenti pur se in presenza di diversità di credo. Basta una candela, una singola preghiera, o anche solo un pensiero d’amore rivolto a qualcuno che soffre ed ecco che il centro spirituale è sorto.
Trovare questo libro “per caso” mi ha fatto sorridere perché questo era uno degli argomenti dei quali avrei voluto qui parlare in quanto è un’esperienza che a fasi alterne sto vivendo e che si è creato in maniera piuttosto spontanea, nascendo dalla voglia di un gruppo di amiche di darsi sostegno vicendevole in un momento difficile per molte ma anche condito dalla progettualità verso obiettivi comuni di aiuto umanitario.
Credo valga la pena di valutare in questo momento che ogni piccola cosa può cambiare la situazione tragica in cui si vive. Non smettiamo mai di dirlo e spero anche di farlo.

Riporto di seguito un brano del libro e che a sua volta cita un’altra fonte. Dopo aver citato un saggio in cui Clarissa Pinkola Estés ricorda l’importanza di ogni piccola azione per cambiare il mondo, ribadendo che milioni di piccole azioni alla propria portata (e fatte da persone che non si arrendano all’apparente immutabilità delle brutture del mondo), fanno la differenza, la Shinoda Bolen scrive:

A Tale for All season sul “nulla più del nulla” di Kurt Kauter mi è arrivato via email, gusto in tempo perché potessi aggiungerlo qui. Che si tratti di un fiocco di neve o della centesima scimmia o del milionesimo cerchio, il messaggio è sempre lo stesso: continuate a fare quello in cui credete. Non fermatevi solo perché non riuscite a vedere la differenza che state facendo. Conservate la fiducia nel fatto che, quando siete gentili o vi adoperate perché sia fatta giustizia o rendete più felice qualcuno in questo mondo o più ameno un posto sulla Terra, state contribuendo alla pace.

«Dimmi quanto pesa un fiocco di neve», chiese un passero a una colomba selvatica.
« Nulla più del nulla» fu la risposta.
«In tal caso devo raccontarti una storia» disse il passero.
«Sedevo su un ramo di abete, vicino al tronco, quando cominciò a nevicare. Non avendo niente di meglio da fare contai i fiocchi di neve che si posavano sui rametti e sugli aghi del mio ramo. Arrivai a 3.741.952. quando il fiocco di neve numero 3.741.953 cadde sul ramo, nulla più del nulla, il ramo si spezzò».
Detto questo il passero volò via.
La colomba, fin dai tempi di Noè un’autorità in materia, riflettè per un po’ sulla storia e alla fine si disse: «Forse manca solo la voce di un’unica persona perché la pace possa giungere nel mondo». ”

Un’ultima cosa che mi viene da dire è che il cerchio ha tante valenze tra cui quella di proteggere ciò che accade al suo interno ma, se ci pensate, quando buttate un sasso nell’acqua ciò che si crea è un insieme di cerchi concentrici che si allargano, ecco, io immagino i cerchi di donne e di uomini con simili ideali ed obiettivi come dei propulsori energetici che emettono le loro positive onde vibrazionali radianti che investono anche chi non ne sa nulla. Un modo in più per portare propositi, idee ed azioni tutto intorno a noi. Nello stesso tempo l’energia si irradia verticalmente traendo forza e conoscenza dall’alto…

Heroes

LettriceM Ottobre 24th, 2007

Se mi avessero detto che un giorno avrei scritto un post su un telefilm mi sarei messa a ridere con una smorfia inorridita eppure… eppure qui la cosa si fa seria. Sto diventando Heroes-dipendente e ho il terrore che, visti gli scarsi risultati di auditel che sta ottenendo, mediaset decida di non programmare la seconda serie. Sulla questione share-posizionamento-bacino di utenza non mi addentro e faccio parlare esperti di televisione, siti e blog che di questo si occupano per “mestiere”. Facciamo tacere subito anche i maliziosi dicendo che se è vero che LUI…

costituisce già di suo un buon motivo per seguire la serie non è però certamente l’unico. Mi sembra infatti che questo telefilm abbia il suo bel motivo di esistere. E il motivo è esattamente quello che piace a me: I DONI!
In fondo non è un argomento nuovo, i supereroi sono da sempre presenti nella storia, nella letteratura, nella fumettistica, nella filmografia, nella cultura umana insomma, basti pensare ai miti greci, all’olimpo, agli egiziani, alle culture più antiche ancora.
Ecco dunque che in un momento storico un po’ particolare si affaccia anche questo nuovo telefilm. La lotta tra il bene e il male e anche, forse diversamente dal solito, la difficoltà di discernere l’uno dall’altro, la confusione, il passaggio a volte obbligato per l’apparentemente “meno bene” per tentare arrivare al superamento del male. La possibilità di cambiare rotta, di aprire gli occhi e imparare a guardare la realtà con occhi diversi.
È presente anche la simbologia, l’interdipendenza, la “coincidenza”.
Tutto sommato, poi, in effetti, se ci pensiamo bene, cosa ci differenzia da questi moderni supereroi? Nulla è la risposta che mi viene spontanea. Siamo esattamente come loro e come loro scopriamo i nostri doni giorno dopo giorno e capiamo anche che non siamo tanto diversi gli uni dagli altri, questo ci fa sentire meno soli, ci aiuta anche a migliorarci, a coltivare ciò che la natura ci ha donato, a imparare che insieme siamo più forti e, soprattutto, a notare ancora di più la nostra interdipendenza, quanto le nostre parole e le nostre azioni agiscano sugli altri, come possiamo aiutarci l’uno l’altro a capire e tutti insieme a operare grandi cambiamenti.
Naturalmente da curiosa quale sono ho sbirciato qualche spoiler e devo dire che la scelta del finale della prima serie me lo ha fatto piacere ancora di più.

Lo guardate? Vi piace? Ditemi che non sono l’unica malata vi prego… rassicuratemi… :cry:

SEGNALAZIONE IMPORTANTE: ho letto questo post dalle amiche di okanimali, credo valga la pena (ed è proprio il caso di dirlo) di leggerlo e aderire ad un’iniziativa che, se non servirà a salvare un essere vivente a quanto pare già defunto, servirà almeno forse ad evitare che questa mostruosità si ripeta.

Sorpresa

LettriceM Settembre 23rd, 2007

Ieri andando al cimitero ho trovato una sorpresa.
Sullo spigolo del loculo (o come caspita si chiama) di una delle persone che ho maggiormente Amato nella mia vita, che sento vicina e che continua comunque a mancarmi, soprattutto in questo periodo, delle vespe hanno costruito un nido. Alcune erano appena nate, altre se ne stavano lì a lavorare per continuare la costruzione. Nascoste dalla marea di fiori finti e bellissimi che tengo lì per non essere obbligata ad andare ogni settimana pur desiderando che, se tomba deve esistere, almeno sia in ordine, c’erano loro. Quando ho spostato i fiori non si sono arrabbiate, mi hanno semplicemente avvisata della loro presenza volandomi intorno.
Tra i centinaia di loculi in fila hanno scelto quello, a dispetto anche di quelli con fiori veri e profumati… Chissà, magari quelli finti, non appassendo, danno la sicurezza di un nido sempre protetto o, forse, è anche questo un messaggio… Se seguo il comune modo di dire “trovarsi in un vespaio” non ho molto da stare allegra… Ma c’è anche la valenza del nido. E forse, chissà, anche della femminilità, non si dice forse “avere un vitino da vespa”??!?!
A voi viene in mente qualche suggerimento?

P.S. la foto è presa da wikipedia, quella che ho fatto io non è venuta un gran che ma il nido era proprio così, forse un po’ più piatto e esagonale.

Il coraggio di sognare

LettriceM Settembre 20th, 2007

Sospesa in un tempo indefinito accarezzo i miei sogni nutrendoli di energia e di vita

perché

i miracoli avvengono se si ha la forza di crederci.

Numerando

LettriceM Maggio 2nd, 2007

Stamattina sono saltata sul letto alle 7.27 in punto… nel sogno che facevo stavo… indovinate un po’… stavo leggendo ovviamente. La smorfia ci dice che il leggere corrisponde al numero 7 e quindi nulla di fatto… Proviamo diversamente, è il 2 maggio. Abbiamo un bel 2, un 5 (che poi sempre 7 fa) del 2007, ossia un bel 9, continuano a tornare il 7 e il 27, il 7 e il 9, che poi sommati fanno 16, e ci risiamo, un altro 7, a meno che non vogliamo considerare il 2007 come 07 ma saremmo da capo a dodici, sì dunque 12… no il 12 non c’entra. Beh sentite, io, tanto per cambiare, i numeri li ho dati, ora fatene un po’ quello che vi pare… Ah, mi raccomando “su Roma e tutte” e in caso aspetto una percentuale… E’ meglio che vada a dare una spolverata alla mia palla di vetro…

Corpo e spirito

LettriceM Marzo 28th, 2007

Credere che la salute fisica dipenda da quella psichica o che quella psichica dipenda dalla salute fisica è questione di formazione e di modo di vedere la vita, punti di vista più prettamente scientifici o “spirituali”. Sta di fatto che mente e spirito sono collegati e i malesseri dell’uno e dell’altro vanno a braccetto e si verificano più o meno simultaneamente. Gli ormoni vanno in tilt causando turbe comportamentali? Inespressi bisogni psichici determinano a lungo andare dei malesseri fisici? Come sempre l’invito è all’equilibrio e all’ascolto di ogni parte di sé, corpo e spirito, nulla escluso, nulla da trascurare. I pensieri si accavallano e le sensazioni anche, i sogni parlano, lo spirito reclama attenzione, il nostro corpo ne risente. E quand’anche fosse lui a lamentarsi per primo? Beh allora sarebbe lo spirito e ribellarsi e a seguire il corpo nel tentativo di ricreare le condizioni della sua migliore espressività, ad avvisarci che qualcosa non va affinché si corra ai ripari, affinché si cerchi una cura, affinché si dedichi a noi stessi, alla nostra interiorità ma anche al nostro corpo, la cura di cui necessita. Siamo fatti di energia e questa ha bisogno di trovare strade aperte per poter liberamente circolare dentro di noi riflettendosi all’interno e poi all’esterno, ogni blocco, emotivo e/o fisico, produce un malessere, un disequilibrio. Come se un fiume, che dovrebbe essere libero di scorrere, trovasse improvvise e nuove dighe. L’energia si ritrae, il movimento si blocca, non giunge laddove dovrebbe, tutto il nostro essere ne risente. E allora è necessario ricominciare: analizzare cosa ha determinato quel blocco, cosa lo ha prodotto, nella nostra interiorità così come nel nostro vivere quotidiano e rimettersi all’opera per sciogliere quel nodo, per capire se ci è già capitato qualcosa di simile e in questo caso agire per sbloccarlo avendo dei dati in più. Perché alla fine tutto torna, perché spesso si ricomincia, perché a volte le prove si ripetono, perché dal nostro benessere dipende quello di chi amiamo. E allora… al lavoro!

Formule magiche

LettriceM Febbraio 11th, 2007

“Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere” dicono molti cercando una giustificazione ai frequenti problemi di comunicazione tra i sessi, io ho sempre pensato che probabilmente non comunica chi non vuole farlo perché costa fatica e “sacrificio”. E questo dipende da ambo i sessi, insomma, cari maschietti, vi ho sempre difeso e, anzi, mi siete sempre piaciuti più delle appartenenti al mio stesso genere, le vostre contraddizioni, il vostro essere fumantini, il vostro essere protettivi, insomma, normalmente tifo per voi ma quando poi apri il programma di statistica del blog e trovi che sono arrivati a te cercando “frasi d’amore dopo averla già conquistata” ti viene proprio la voglia di fare di tutta l’erba un fascio, prendere il genere marziano e, dopo averlo sottoposto a immani torture, metterlo a fare i lavori forzati. Poi torni in te e cerchi di instaurare un dialogo con questo genio che va facendo così pregnanti ricerche su internet per chiedergli cosa caspita vuole, che problemi ha, se la madre lo ha maltrattato da piccolo causandogli immani turbe psichiche. Mio caro, se ci sei batti un colpo, sì anche una testata al muro va bene. Cosa caspita vai cercando? Sta poveretta per la quale ti affanni l’hai conquistata facendo il gioco dei mimi? L’hai conquistata ma non te la dà? Ti sei illuso di averla conquistata e, invece, lei è a passeggio con il tuo migliore amico? Sei forse lo stesso minorato mentale che è approdato sul mio blog cercando “collant usati“, li hai trovati, ne vuoi fare dono alla tua bella e non sai cosa scrivere sul biglietto? O sei il tipo, mi auguro cinese, che andava cercando “scene di sesso, glande“? Fai pace con il cervello e se vuoi un consiglio spassionato la prossima volta che non te la dà prova con un magico APRITI SESAMO, hai visto mai…

Cupido si nasce, non lo si diventa

LettriceM Febbraio 1st, 2007

E si sono fissati eh… Vi ricordate la cena di qualche tempo fa in cui si cercava di “accoppiarmi”? Beh non si arrendono, e così, dopo un breve incontro, organizzato per altri e più seri motivi, con una persona che rispondeva ai criteri da me scherzosamente dettati con l’aggiunta di qualche altra caratteristica sicuramente non trascurabile, ieri sera c’è stata una cena che doveva essere a tre e invece si è trasformata in “a quattro”, comprendendo il soggetto in questione che, evidentemente, aveva gradito il fugace incontro pomeridiano. Ecco. Come dire? A me viene in mente che gradirebbe di più chi l’incontro l’ha organizzato, persone a cui voglio un gran bene e che ne vogliono a me, piuttosto che noi vittime degli improvvisati “Cupidi”. Fatto sta che quando ceni seduta di fronte ad un uomo e in due ore lui accenna una sola risata e solamente due tirati sorrisi allora cominci a preoccuparti… per lui ovviamente, non per te stesso. E non per mancanza di autocritica ma perché se tre persone ridono e una no, beh il problema, o l’idiozia, non credo si possano rinvenire nel terzetto ridanciano. Comunque non posso che augurarmi che chi mi vuole bene smetta di volermi trovare un compagno perché se continuiamo così il rischio è che mi venga una rara forma di androfobia ed io mi chiuda in convento (a dire il vero quest’ultimo rischio è molto molto remoto).
Appello a chi mi vuole bene (alla romana perché rende meglio): lasciateme fa da sola, ve prego!
E se proprio non resistete aggiungerei alle caratteristiche fondamentali CHE SAPPIA RIDERE E NON SI PRENDA TROPPO SUL SERIO! O_o

Parrucchiere, tattiche e tentazioni

LettriceM Gennaio 27th, 2007

Oggi a Roma è tornata la primavera, dopo 4 giorni di bufere ed uragani, vento a raffiche, tuoni e lampi, di nuovo la calma e il sorriso del sole nonché quel meraviglioso odore che solo dopo la pioggia è possibile percepire. Non ho resistito e, come una lumaca, sono uscita a respirare quell’aria così gioiosa. Una delle cose che sopporto male nella vita è andare dal parrucchiere e oggi, presa dall’impeto e da una strana forma di euforia che mi ha colpita come una specie di piacevole malattia infettiva, mi sono decisa, anche perché il rischio era ormai quello di inciampare nei miei stessi capelli. Oggi ho proprio la testa tra le nuvole e così per tamponare l’attesa non c’è stato nemmeno bisogno di ricorrere alle gossip-riviste tipiche del luogo. C’è da dire, comunque, che il mio parrucchiere offre molti spunti assai divertenti. Gestito da maschi (sì sì non uomini ma “maschi”) e pieno di maschi, tutti assolutamente etero, che, nella migliore tradizione del chi non mostra non vende, sono anche piuttosto bellocci e fanno di tutto per evidenziare questa loro caratteristica con abbigliamento ad hoc. Vi lascio immaginare, dunque, la passerella di clienti con minigonne inguinali, magliette al limite dello slabramento, trucco da gran sera e fare da gatta morta. Arrivato il mio turno mi metto allegramente a chiacchierare con colui che da qualche anno si occupa, nonostante le mie rimostranze, di tenere un minimo in ordine la mia capigliatura e che ormai si è rassegnato a vedermi un paio di volte l’anno per la famigerata “spuntatina”, chiacchierando chiacchierando esce fuori che lui preferisce caratterialmente di gran lunga le clienti che non amano andarci, quelle, insomma, che vede ogni tanto e che, spesso, come me, se ne scappano con i capelli bagnati mentre le rincorrono per fare la odiata messa in piega. Di qui un pensiero: ohhhh ma possibile che anche dal parrucchier vince chi fugge?? Ma è mai possibile che questa regola valga per tutti gli uomini e in qualsiasi caso? E mentre me lo chiedevo mi rendevo sempre più conto che, a parte la specifica occasione, questa cosa non fa per me. Se una persona mi piace (amico o altro che sia) la cerco e poco me ne frega se la cosa può apparire anomala e/o sfacciata. Non ci sono mai riuscita a usare stupide tattiche, dare-non dare, fare-non fare, dire-non dire… ma che palle… Se una cosa mi piace e la desidero cerco di averla e lo faccio così come mi viene. Un po’ come il cibo. Non riesco a capire quelli che mangiano porzioni da nouvelle cousine perché “stimola la loro attenzione”, se una cosa mi piace io ne desidero un piatto delle dimensioni pari a ciò che il mio stomaco è disposto a contenere. Ecco purtroppo con il cibo però devo starci attenta per un normalissimo rischio di ingrassamento e, mamma mia, che tristezza… Non tentazione ma tristezza, la tristezza della privazione. Giustappunto, dopo il parrucchiere, sono andata a fare la spesa: a qualcosa ho resistito ad altro ho ceduto miseramente. Non c’è nulla da fare sono fatta così. Resisto alle pulsioni, ho raggiunto un buon autocontrollo ma non cercate di legarmi in inconsistenti regole “tattiche” perché proprio non fa per me.
Vado a dare un morso alla mia mela, buon sabato! ;-)

A Roma si dice…

LettriceM Ottobre 23rd, 2006

Ho pensato di aprire la settimana con una tipica chicca romanesca, la cara vecchia saggezza popolare…

"Chi diggiuna e antro non fa,
a l’inferno se ne va’"

A Roma siamo sempre un po’ "definitivi"…
Buona settimana a tutti!

Aggiornamento: grazie a ENZA abbiamo la versione siciliana dello stesso proverbio

"Cui dijuna ed autru bene un fà,
sparagna lu pani e a lu ‘nfernu si nni va"