LettriceM Ottobre 10th, 2007
Nel post precedente si è parlato d’Amore e di energia, si è parlato del più grande dei poteri e del più grande dei misteri e, alla fine, come sempre e come è naturale che sia, si è finito per parlare di quello che proviamo, di quello che sentiamo, di quello che desideriamo, perché a questo dovrebbero portare, nella speranza di chi li pratica, i famosi legamenti d’amore, a tornare all’unione, al raggiungimento di quella unità che ricerchiamo da tempo. E lasciamo stare per un attimo le importanti implicazioni che tali rituali portano con sé, pensiamo al desiderio che li muove, pensiamo che, in fin dei conti, a generarne l’uso è (o quantomeno dovrebbe essere il desiderio di …) un sentimento che apre il cuore, che se vissuto pienamente riempie cuore e vita. Astriamoci per un secondo dal fatto che sono opinabili, così come opinabile è il reale sentimento che ne determina l’uso, anche perché su questo vi rimando ad un bellissimo post scritto proprio in questi giorni da 1pensiero. Soffermiamoci, invece, su quello che ognuno di noi avrà provato almeno una volta nella vita, quella meravigliosa sensazione che dà una delle fasi dell’amore, una delle sue componenti: l’innamoramento. Quel brivido di gioia che ti pervade, quell’emozione che ti invade e ti fa camminare ad un metro da terra, che ti fa vivere con maggiore “leggerezza” i problemi quotidiani. Proviamo a richiamarla dentro di noi, proprio ora, mentre stiamo leggendo, mentre ci stiamo dedicando un po’ di tempo per leggere i blog, sentiamola scorrere nelle vene e nutriamoci di essa anche se ne abbiamo solo il ricordo. Cosa provate? Non vi sentite un po’ come vi sentivate da bambini quando ogni cosa era sorpresa, ogni ostacolo veniva vissuto e superato con energia, quando il ricordo di una caduta non impediva che ricominciassimo immediatamente a correre sulla nostra bicicletta? Quando non avevamo paura di piangere per una strillata presa dai genitori, quando ridevamo a crepapelle per qualcosa di buffo… quando eravamo in contatto con quello che siamo davvero. La fonte dell’Amore è lì, proprio lì, nella nostra capacità di vivere, gioire, piangere, di essere noi stessi, di sentirci in sintonia con l’universo. Osservate un bambino quando si getta alla scoperta della natura, quando gioca con un cane, quando si fissa per interi minuti a guardare un filo d’erba mosso dal vento. Il bambino vive, respira, immagazzina dati e si meraviglia. Il bambino non “pensa”… Ama. Certo lo fa ad uno stato embrionale, lo fa in maniera “incosciente”, lo fa e basta e non si chiede il perché. Cresciamo e ci lasciamo imbrigliare, cresciamo e impariamo, cresciamo e sperimentiamo, cresciamo e spesso purtroppo perdiamo una parte di noi, quella capace di “sentire” davvero, pienamente, senza paura, senza rancore, senza schermi. L’Amore è la nostra origine e la nostra meta. L’Amore è vita. E allora ricominciamo prima di tutto a sentirci un po’ bambini, il resto verrà da sé…
Vi lascio una canzone che ho reincontrato stasera ed era in sintonia con quello che sentivo. Chi non conosce l’inglese trova la traduzione qui.
Buonanotte a tutti!