aiutoooo
LettriceM Febbraio 5th, 2008

… nella notte un dubbio la cui risoluzione è di importanza vitale…
ma… qual è il femminile di “amico fraterno”??? Amica solerna??????
LettriceM Febbraio 5th, 2008

… nella notte un dubbio la cui risoluzione è di importanza vitale…
ma… qual è il femminile di “amico fraterno”??? Amica solerna??????
LettriceM Settembre 19th, 2007
Come quasi ogni donna che conosco AMO FOLLEMENTE LE SCARPE!!!
Mi piacciono tantissimo, ne ho un numero spropositato, di tutti i generi, con tutti i tipi di tacco, dei colori e con le decorazioni più strane (e chi ha visto può confermare), impazzirei di gioia se potessi avere quelle della foto, e, non dubitate, le indosserei! Unico problema: piedi delicatissimi e quindi ogni acquisto è una specie di salasso… Ma va beh, basta puntarle e poi eventualmente aspettare i saldi o la botta da matto!
Scarpe e gioielli sono un po’ una mania femminile, ciò che differenzia le une dagli altri è che almeno le prime le puoi indossare senza timore, che poi, detto da una che ha subito una rapina a mano armata per un orologio, che era solo somigliante a uno di quelli di marca senza volerne nemmeno essere un’imitazione, la cosa fa un po’ ridere. Ma tant’è. Ho continuato ad indossare i pochi gioielli che porto sempre fregandomene. A maggior ragione indosso le mie scarpe senza problemi… Ecco! Male faccio! Perché anche con le scarpe si rischia grosso. Almeno fino a ieri, quando la polizia ha arrestato il famoso rapinatore di scarpe.
Sì sì, proprio così, questo simpatico ventiseienne bloccava le donne per strada, intimava loro di consegnargli le scarpe e, se le malcapitate facevano resistenza, le aggrediva ai polpacci…
Ma ve lo immaginate un tipo attaccato ai polpacci come un barboncino ringhioso per portarvi via le vostre amatissime scarpe??!! “Dammi le scarpe”, “Te lo scordi”, “guarda che ti azzanno”, “Ehhh?!?! ?_?”, “Arghhh, grrrr”…. Chissà se dicendogli “a cuccia”? si placherebbe?!?! @_@
Per la cronaca: l’orologio è rimasto mio (e fortunatamente anche la giugulare) e il rapinatore è scappato a gambe levate (lo so sono un’incosciente, ma l’istinto ha prevalso sulla ragione), un rapinatore attaccato al polpaccio che minacci le mie scarpe non so se resterebbe vivo…
LettriceM Settembre 15th, 2007
Stamattina mi sono svegliata, ho guardato fuori, annusato l’aria e… all’improvviso, cosa per me anomala, hanno cominciato a fluir in testa i versi de L’aquilone di Pascoli…
E così ho deciso di fare una cosa che difficilmente faccio, postare la poesia…
Si richiede consulenza psichiatrica e pure letteraria… Sarà l’amore del poeta per la natura vista come contrapposizione alla “materiaità cittadina”, sarà il suo carattere, il suo amore per le piccole cose, non ne ho la più pallida idea, l’unica cosa che so è che stamattina Pascoli mi accompagna e per me è una novità assoluta…
L’Aquilone
Giovanni Pascoli
C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole,
anzi d’antico: io vivo altrove, e sento
che sono intorno nate le viole.
Son nate nella selva del convento
dei cappuccini, tra le morte foglie
che al ceppo delle quercie agita il vento.
Si respira una dolce aria che scioglie
le dure zolle, e visita le chiese
di campagna, ch’erbose hanno le soglie:
un’aria d’altro luogo e d’altro mese
e d’altra vita: un’aria celestina
che regga molte bianche ali sospese…
sì, gli aquiloni! E’ questa una mattina
che non c’è scuola. Siamo usciti a schiera
tra le siepi di rovo e d’albaspina.
Le siepi erano brulle, irte; ma c’era
d’autunno ancora qualche mazzo rosso
di bacche, e qualche fior di primavera
bianco; e sui rami nudi il pettirosso
saltava, e la lucertola il capino
mostrava tra le foglie aspre del fosso.
Or siamo fermi: abbiamo in faccia Urbino
ventoso: ognuno manda da una balza
la sua cometa per il ciel turchino.
Ed ecco ondeggia, pencola, urta, sbalza,
risale, prende il vento; ecco pian piano
tra un lungo dei fanciulli urlo s’inalza.
S’inalza; e ruba il filo dalla mano,
come un fiore che fugga su lo stelo
esile, e vada a rifiorir lontano.
S’inalza; e i piedi trepidi e l’anelo
petto del bimbo e l’avida pupilla
e il viso e il cuore, porta tutto in cielo.
Più su, più su: già come un punto brilla
lassù, lassù… Ma ecco una ventata
di sbieco, ecco uno strillo alto… - Chi strilla?
Sono le voci della camerata mia:
le conosco tutte all’improvviso,
una dolce, una acuta, una velata…
A uno a uno tutti vi ravviso,
o miei compagni! E te, sì, che abbandoni
su l’omero il pallor muto del viso.
Sì: dissi sopra te l’orazioni,
e piansi: eppur, felice te che al vento
non vedesti cader che gli aquiloni!
Tu eri tutto bianco, io mi rammento:
solo avevi del rosso nei ginocchi,
per quel nostro pregar sul pavimento.
Oh! te felice che chiudesti gli occhi
persuaso, stringendoti sul cuore
il più caro dei tuoi cari balocchi!
Oh! dolcemente, so ben io, si muore
la sua stringendo fanciullezza al petto,
come i candidi suoi pètali un fiore
ancora in boccia! O morto giovinetto,
anch’io presto verrò sotto le zolle
là dove dormi placido e soletto…
Meglio venirci ansante, roseo, molle
di sudor, come dopo una gioconda
corsa di gara per salire un colle!
Meglio venirci con la testa bionda,
che poi che fredda giacque sul guanciale,
ti pettinò co’ bei capelli a onda tua madre…
adagio, per non farti male.
LettriceM Settembre 13th, 2007
… vi presento Il vento tra le nebbie…
Che ne dite? Diciamo che anche questo sto finendo di modificarlo, e alcune cose NON LE TROVO!!!!O__O
Però mi sto applicando
Ora voglio fare una piccola prova e quindi vi faccio una lista di quello che ho scoperto:
Detto questo passo alla sperimentazione e vediamo se la lista di cazzate che ho scritto viene visualizzata con le foglioline ![]()
E con questo simpatico ed inutile post torno alle mie occupazioni (ossia in questo periodo POLTRIRE!!!!)
LettriceM Maggio 14th, 2007
Mumble, mumble… ma sì dai, stavolta sì… di solito rifuggo le catene e, quando mi ci incastrano, minaccio the alla cicuta, terribili torture con foglie di ortica e manicaretti a base di mandragora, ma, siccome tanto ormai lo sapete che sono dispettosa, stavolta, sulla scia di Marcello, Melchisedec e Blu, mi incateno da sola, mia sponte, con le mie sante manine (Marcello, le chiavi le metto nel secondo cassetto dell’armadio di sinistra, sotto ai documenti… in caso me ne dimenticassi pensaci tu per favore a liberarmi
).
La verità è che dell’argomento tanto si parla, spesso qualcuno mette giù qualcosa tra un post e l’altro e le reali intenzioni si capiscono comunque, è però bello ed interessante anche fermarsi ogni tanto a pensare con più attenzione, anche perché il tempo passa e con esso si modificano anche le motivazioni e le sensazioni.
Ecco dunque, non in ordine di importanza, i miei 5 buoni motivi per tenere un blog:
Bene, ecco qua…
Pensate che finisca così? Beh vi sbagliate perché stavolta mi devo anche un po’ vendicare, così, se di solito faccio le catene a modo mio, minaccio e le spezzo, stavolta, visto che mi sono autoincatenata, ho deciso che darò un seguito a tutto questo e NOMINO, sì signori! Ecco qua le nominations:
Viola21 (perché non mi posso lasciar sfuggire questa occasione), Dreamdust e Falloppio (che per primi mi nominarono), Puma74 e Mik (per conoscerli sempre meglio), Elena (per il solo gusto di farle un dispetto!)
Ciaoooooooo (evitate di mandarmi accidenti, ricordatevi che ho lo stramonio che mi difende!!!)
LettriceM Maggio 9th, 2007
… ehhh, enumerarle tutte oggi è un caos!
E’ stata una luuuunga giornata di voglie soddisfatte. Eh sì, perché alla fine, dopo giorni e giorni di pioggia e temporali, la luce fu e con il sole è tornata anche la mia voglia di pazzie! Le spese le ha fatte la mia adorata macchinina, la LettriceMobile, che mi sopporta nonostante l’età (la sua, ben inteso), che mi fa scorazzare libera, che subisce i miei cambi di marcia quando, nell’enfasi del momento, sfido tutte le norme sul rispetto dei limiti di velocità, quando amo sentire il rombo del suo motore urlare all’unisono con il mio umore, quando corriamo come pazze in giro per Roma e non solo, quando la coccolo, le parlo e lei mi risponde, quando (rarissimamente, ne sono gelosissima) lascio che siano altri a guidarla… insomma il nostro è un rapporto quasi carnale, di amore profondo, rispetto, cura reciproca, sintonia totale… ahhh la mia piccola macchinina. Ed oggi avevo voglia di lei, voglia di sentirmela sotto a rombare, voglia di correre, e lei mi ha assecondata, grata di essere tornata, dopo mesi, lucida e splendente! E dove poteva portarmi tra un BROOOM BROOOM e l’altro la mia macchinetta se non a soddisfare la seconda delle voglie impellenti che avevo??? Ed infatti mi ha portata nel bosco! E lì la prima bella sorpresa. Mentre arrivavo e cercavo un parcheggio un buffo ometto mi faceva dei segnali indicandomi che, seguendolo, avrei potuto mettere la mia auto al posto della sua e premurandosi anche di avvisarmi che mettendola lì non avrei dovuto pagare nulla; sì, decisamente, ci sono giornate che, anche se non iniziano benissimo, possono migliorare notevolmente. Nel mio boschetto c’era un meraviglioso odore di sottobosco e funghi e, per la prima volta nella stagione, MI SONO LEVATA LE SCARPE, me ne sono stata lì, con i piedi infilati tra fogliame e terra, in totale contemplazione e condivisione, con il vento che mi accarezzava la pelle e ritmava le mie emozioni, appoggiata ad un albero, in alcuni momenti con la musica nelle orecchie ed in altri solo con i rumori della natura a farmi compagnia, poi a passeggio e, dopo, sdraiata tra le foglie secche, con mille animaletti che mi passeggiavano addosso (ho una bella collezione di punture di neonate zanzarine sparse un po’ ovunque: piedi, mani, schiena, pancia). Dopo una buona ora l’umidità era veramente troppa, così me ne sono andata a riposare al sole sotto un pino e mi sono quasi addormentata. Al risveglio mi sono resa conto che ormai ero praticamente un abitante dei boschi, non c’era quasi più alcuna differenza tra me e un cespuglio: pezzi corteccia sul viso, piedi pieni di terra, erba e foglie nei capelli, animaletti qua e là e terribilmente FELICE. Ho preso le mie robine, mi sono rinfilata le scarpe e ho ricominciato a vagare per la città in macchina, altri rombi, altre marce scalate, altre strade curvose cercate per giocare un po’ con il filo delle traiettorie, per sentire la macchina rispondere ai comandi, per sentirmi tutt’uno con lei. Ad un certo punto qualcosa mi richiamava verso casa ed infatti c’era una bella sorpresa ad attendermi, una visita inattesa, un abbraccio dolcissimo, un’altra sferzata di amore ed energia.
Dopo un bellissimo bagno pieno di bolle colorate mi sono lasciata coccolare dalla mia micia che, come al solito, mi ha ipnotizzata e fatta addormentare tra le sue fusa e carezze (sì la mia gatta accarezza!).
Qualche mail da scrivere, un’occhiata al blog, la mia pizza giornaliera da divorare, gli amici da sentire in mille modi diversi, voci che tornano e telefonate inattese…
Pensavo di potermi accontentare e invece oggi non ne avevo mai abbastanza!
Improvvisa e terribile: voglia di Coca Cola! Ma la mia gastrite ha risposto per me con un secco NO e così ho deviato (oggi di voglie ne avevo così tante che non è stato difficile trovare una degna sostituta), ma sììì, facciamoci prendere dalla VOGLIA DI GELATO. Tolto il pigiama, infilati al volo jeans, pullover e giubbetto, spolverata di fard (lo so, sono malata!) e viaaaa, a svegliare la LettriceMobile che dormiva in garage e a spingerla a tutto gas verso una zona che ha tre gelaterie nella speranza di trovarne aperta almeno una nonostante fossero le 22 passate. Roma stasera era bellissima, me ne sarei andata in giro per ore, profumava di frizzante primavera, erano tutti a spasso, per poco non mi sono fermata a citofonare a tutte le mie amiche ma… avevo il bottino… la scatola del gelato: cioccolato, pinolo, variegato alla nutella e stracciatella!!!!!!
Ora me ne sto qui, a pancia piena, anzi pienissima, perché il gelato, quando è troppo, chiama pane e formaggio! Me ne sto qui a scrivere e a pensare che è stata una bellissima giornata! Bella bella bella. La cana mi guarda in cagnesco (dopotutto è una cana!!), vuole mettersi a dormire, vuole essere abbracciata (sìì la mia cana dorme abbracciata -__-) ed io ora ho davvero voglia di accontentarla
LettriceM Maggio 4th, 2007
… ho detto SCAMBI, scandite insieme a me S C A M B I, non scambisti, quindi non fatevi subito strane idee.
Sono andata fuori di testa? Forse, ma, visto che per mesi abbiamo gridato alla gratuità del donare e del donarsi, proviamo, tanto per cambiare, a mischiare le carte in tavola. Un vecchio ritornello dice più o meno: se tu dai una cosa a me, io poi do una cosa a te (poi c’era anche mamma Ciccio mi tocca; toccami Ciccio che mamma non vede, ma questa è un’altra storia). Mi piacerebbe provare a giocare un po’ con voi e a mettere su un gran “mercato”. Direi che ormai i frequentatori di questo blog si conoscono abbastanza e altrettanto conoscono me, perché allora non fare degli scambi fittizi mettendo in luce quello che ci piacerebbe avere di un’altra persona e cosa ci piacerebbe darle in cambio?! Chiedete, offrite, scambiate… Cosa? Tutto quello che vi viene in mente di fisico o psichico che sia. Oh, in mancanza d’altro c’è la scimmia che in cambio di una banana (buoni… vi ho visti… avevamo detto niente malizia!!) un bacio secondo me non lo nega a nessuno!
Avvertenza: attenti a quello che chiedete perché magari potrebbe esservi concesso e richiedere poi la contropartita
Esclusi perditempo e inviti a giocare a dottore e ammalata.
LettriceM Maggio 2nd, 2007

LettriceM Maggio 1st, 2007
Tranquilla mattinata di primavera.
Il sole splendeva, il vento soffiava (cit.).
Lui: “Signorina, buongiorno… di nuovo qui?”
Io: “Eh sì, ho già finito tutto”
Lui: “Signorina ma lei non dorme mai?”
Io: “ Beh, sa, soffro d’insonnia…”
Lui: “Ma ci sono molte altre cose interessanti da fare di notte”
Io: “… … … sa non sto lavorando in questo periodo, leggo ANCHE DI GIORNO”
Lui: “Potrebbe venire a lavorare qui… è bella, sorride sempre…”
Io: “… … eh sarebbe bello, io adoro i libri, il loro odore, averli tra le mani… senta è arrivato il libro che avevo ordinato?”
Lui: “Sì, gliene do anche un altro… prenda questo, intanto le ordino gli altri che mi ha chiesto”
Io: “Bene, grazie, arrivederci, ci vediamo domani“
E fu così che mi ritrovai a leggere La lettera d’amore di Cathleen Schine, un libro scritto con ironia, abbastanza divertente, non esattamente il mio genere ma carino… la storia d’amore tra una libraia e il suo giovane commesso… La trama gira intorno ad una misteriosa lettera che la libraia trova tra le sue carte e che mette in moto una serie di indagini mentali sul possibile mittente. Un libro pieno di sorprese e anche di passione, non mancano scene di sesso ma raccontate con delicatezza. Vi lascio la lettera, e vi prego… non chiamatemi Capra!
Cara Capra,
come ci si innamora? Si casca? Si inciampa, si perde l’equilibrio e si cade sul marciapiedi, sbucciandosi un ginocchio, sbucciandosi il cuore? Ci si schianta per terra, sui sassi? O è come rimanere sospesi oltre l’orlo di un precipizio, per sempre?
So che ti amo quando ti vedo, lo so quando ho voglia di vederti. Non un muscolo si è mosso. Nessuna brezza agita le foglie. L’aria è ferma. Ho cominciato ad amarti senza fare un solo passo. Senza neanche un battito di ciglia. Non so neppure quando è successo.
Sto bruciando. E’ troppo banale per te? No, e lo sai. Vedrai. E’ quello che capita, è quello che importa. Sto bruciando.
Non mangio più, mi dimentico di mangiare, mi sembra una cosa sciocca, che non c’entra. Se ci bado. Ma non bado a niente. I miei pensieri straripano furiosi, una casa piena di fratelli, legati dal sangue, che si dilaniano in una faida:
“Mi sto innamorando”.
“Tipica scelta stupida”.
“Eppure… L’amore mi tormenta come se fosse dolore”.
“Sì, continua così, manda a puttane la tua vita. E’ tutto sbagliato, e lo sai. Svegliati. Guarda le cose in faccia”.
“C’è una faccia sola, l’unica che vedo, quando dormo e quando non dormo”.
Stanotte ho buttato via il libro dalla finestra. Ho provato a dimenticare. Tu non vai bene per me, lo so, ma quello che penso non mi interessa più, a meno che non pensi a te. Quando sono accanto a te, davanti a te, sento i tuoi capelli che mi sfiorano la guancia anche se non è vero. Qualche volta guardo altrove. Poi ti guardo di nuovo.
Quando mi allaccio le scarpe, quando sbuccio un’arancia, quando guido la macchina, quando vado a dormire ogni notte senza di te, io resto,
come sempre,
Montone
LettriceM Aprile 19th, 2007

Accarezzi la mia pelle sotto le fronde di un pioppo
quando spiri la mia vita sembra libera da ogni intoppo,
vorrei farmi trasportare da un cavallo al galoppo
ma senza dubbio troverei un vecchio equino zoppo,
guardo la mia gonna che ha bisogno di un rattoppo
ma con l’ago in mano alla mia gola viene un groppo,
cerco tra le foglie sperando in un malloppo
ma mi chiedo se non stia già chiedendo troppo,
sento la felicità ad un tiro di schioppo
aiutami a raggiungerla o dolce vento…sciroppo.
Dedicata a quel simpatico curiosone che è arrivato sul mio blog cercando “il vento sciroppo”… ![]()
LettriceM Aprile 14th, 2007
E chi se lo aspettava di ricevere così tante risposte al post precedente, sinceramente, la cosa mi ha meravigliata non poco ma soprattutto mi ha fatto un gran piacere, senza contare che siete stati tutti, o quasi, molto molto buoni. Ora proprio non posso più sfuggire alla seduta di analisi, che non è più autoanalisi ma psicoterapia di gruppo. E voi vi beccherete un post fiume.
A questo punto dovrei alzarmi e dire (grazie Falloppio per il suggerimento) “Ciao a tutti SONO LettriceM, una vera ed autentica scassapalle!” E fin qui siamo tutti d’accordo, tranne Masso che ringrazio per la strenua difesa. Sono continuamente alla ricerca di qualcosa dentro e fuori di me, questo mi fa apparire spesso spiritualmente contraddittoria (come giustamente dice MissMelletta) perché ho smesso da tempo di vedere solo bianco o nero, cerco le sfumature e soprattutto cerco il filo conduttore nelle similitudini anziché nei contrasti. Un parte di verità è ovunque e a noi sta riuscire a vederla, un po’ come un puzzle i cui pezzi si sono sparsi nei millenni un po’ qua e un po’ là, solo nell’unione ritroveremo l’equilibrio, di qui il grande rispetto per le idee e i credo di ogni civiltà, antica e moderna, e la ricerca di una spiegazione anche in comportamenti che in sé appaiono privi di senso. Lungi dall’essere perfetta cerco di proseguire lungo la strada di una consapevolezza sempre maggiore ma mai completa e soprattutto con diverse battute d’arresto che mi fanno diventare “un po’” lunatica (vero Kill?) perché in effetti MI INNERVOSISCE, oltre al brutto tempo citato giustamente da MonicaGellerB (per il me il tempo brutto è quello piatto, in cui tutto sembra immobile, non pioggia, non sole, non vento), l’immobilismo interiore. Altra cosa che mi fa diventare elettrica è la malvagità, la cattiveria, l’odio. Ed è stata dura per me, a volte ancora lo è a dire il vero, non rispondere con la stessa moneta, imparare a contenere le mie reazioni, senza reprimerle ma trasformandole. La repressione, così come la reazione, può scatenare una tale energia negativa da generare pericolose falle nel nostro stesso campo energetico. L’odio attira odio, la violenza produce violenza, e il male, trova un varco attaccandosi addosso come una malattia virulenta e contagiosa. Ed ecco che allora spesso il “porgi l’altra guancia” lungi dall’essere buonismo diventa autodifesa. In passato credo di aver provato qualcosa di molto simile all’ODIO, questo almeno era il nome che davo a quello che provavo, a distanza di tempo ho capito che non ho mai veramente odiato, non credo di esserne capace, non riesco o forse non voglio e non ho mai voluto riuscire a farlo. Eppure so che è un sentimento che conosco e riconosco rischiando di diventarne lo specchio. Vero è, come dice giustamente Dafne, che IMPAZZISCO se mi sento in trappola, mi manca l’aria, il cervello va in panne e ci metto un po’ per capire che una via d’uscita esiste sempre e che dipende solo da noi e dalla nostra capacità di agire o attendere. Un ‘altra cosa che mi fa impazzire, perché sì le DETESTO, sono le bugie, la falsità e, ancor più, chi una volta scoperto, nega l’evidenza. L’INDIFFERENZA non fa per me, non c’è un cavolo da fare, un modo per svicolarne lo trovo e non è sempre un bene. Un bel “chissenefrega” ogni tanto ci starebbe bene. MI DEPRIMO quando non riesco ad esternare quello che ho dentro, nel bene e nel male, quando mi sembra che non ci sia scampo, quando non riesco a spiegare le ali (grazie Enza), quando mi sento colpevole e mi rendo conto che dalle mie azioni sono dipesi effetti nocivi per le vite altrui, questo mi fa sentire malissimo, mi fa chiudere come un riccio nella paura di poter provocare dolore. EVITO le ombre, eh già Elena, ma non le ombre in genere che invece mi piacciono e trovo stimolanti, quelle invece generate dalla falsità. Ed evito, inoltre, chi tenta in maniera subdola di cambiarmi. CHIEDO sincerità e se ci scappano un po’ di coccole. Coccola è anche un saluto, un sorriso, una piccola attenzione, un pensiero gentile. Poi, certo, se qualcuno si diverte a solleticare la mia curiosità (a buon intenditor poche parole) divento anche una gran curiosa e allora piovono domande. Di solito, invece, la curiosità morbosa che ho la contengo… O almeno ci provo!!! In cambio OFFRO sincerità, coccole e attenzioni, orecchie per ascoltare, disponibilità e un pensiero costante a chi amo. Giusto… AMO… domanda mica facile, vasta nei contenuti, nelle diverse gradazioni dell’Amore, nelle sue sfumature. Amo le persone, la Natura, il silenzio (Angela sapessi quante volte lo cerco…), la sincerità, la Vita in genere, la cosa più importante è che amo amare e la mia più grande paura è quella di perdere la capacità di farlo. ADORO camminare scalza nel bosco, è una sensazione meravigliosa che insieme MI RILASSA e MI ELETTRIZZA. Così come fare i dispetti e vedere le persone ridere e sorridere. Siccome sono un’ingorda, e questo sì lo devo proprio ammettere, cerco spesso di fare le cose che mi rilassano tutte insieme: un bagno nelle bolle viola (Falloppio ci sei andato vicino), con musica e candele. Oppure leggere un libro sdraiata in mezzo a un prato, ascoltare la musica mentre mi accoccolo ai piedi di un albero. Ascoltare, invece, la voce degli alberi mi carica di energia, apre la mia mente ed io potrei saltare e correre per ore, vorrei costruirmi una casetta in un bosco e allora sì sarei felice e in pace con me stessa.
Vorrei ora sfatare la storia che MI VESTO come un albero di Natale e/o così come viene. La verità è che mi vesto, a parte a strati (che è vero), come mi piace, la moda non riesco a seguirla, passano interi anni in cui non riesco a comprare nulla perché nulla mi piace. Indosso cose che molti si vergognerebbero ad indossare perché sgargianti o particolari ma io mi sento a mio agio così. Il mio armadio è pieno di gonnellone, ma ci sono anche, per i periodi di magra, le mini, ci sono tailleur (con i quali sto comodissima), pantaloni e tante tante scarpe con i tacchi (di necessità virtù). UFFFF!!! MI SPOGLIO appena metto piede dentro casa, i particolari magari stavolta me li tengo, un po’ di mistero non fa mai male!!!
A questo punto mi sembra di aver detto tutto o comunque molto più di quanto avessi intenzione di fare, quello che SEMBRO me lo avete detto voi e mi avete divertita non poco, ora avete anche lo strumento per valutare se sono quello che sembro o no! Ah già… MI PIACEREBBE vedere le vostre facce dopo la fatica e la noia di leggere questo lunghissimo post
LettriceM Febbraio 11th, 2007
“Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere” dicono molti cercando una giustificazione ai frequenti problemi di comunicazione tra i sessi, io ho sempre pensato che probabilmente non comunica chi non vuole farlo perché costa fatica e “sacrificio”. E questo dipende da ambo i sessi, insomma, cari maschietti, vi ho sempre difeso e, anzi, mi siete sempre piaciuti più delle appartenenti al mio stesso genere, le vostre contraddizioni, il vostro essere fumantini, il vostro essere protettivi, insomma, normalmente tifo per voi ma quando poi apri il programma di statistica del blog e trovi che sono arrivati a te cercando “frasi d’amore dopo averla già conquistata” ti viene proprio la voglia di fare di tutta l’erba un fascio, prendere il genere marziano e, dopo averlo sottoposto a immani torture, metterlo a fare i lavori forzati. Poi torni in te e cerchi di instaurare un dialogo con questo genio che va facendo così pregnanti ricerche su internet per chiedergli cosa caspita vuole, che problemi ha, se la madre lo ha maltrattato da piccolo causandogli immani turbe psichiche. Mio caro, se ci sei batti un colpo, sì anche una testata al muro va bene. Cosa caspita vai cercando? Sta poveretta per la quale ti affanni l’hai conquistata facendo il gioco dei mimi? L’hai conquistata ma non te la dà? Ti sei illuso di averla conquistata e, invece, lei è a passeggio con il tuo migliore amico? Sei forse lo stesso minorato mentale che è approdato sul mio blog cercando “collant usati“, li hai trovati, ne vuoi fare dono alla tua bella e non sai cosa scrivere sul biglietto? O sei il tipo, mi auguro cinese, che andava cercando “scene di sesso, glande“? Fai pace con il cervello e se vuoi un consiglio spassionato la prossima volta che non te la dà prova con un magico APRITI SESAMO, hai visto mai…