Archive for the 'amicizia' Category

Caramel

LettriceM Gennaio 30th, 2008

Un film bellissimo.
Da tutti i punti di vista.
Storie di donne che si intrecciano senza prevaricarsi. Amicizia e Amore nella Beirut dei nostri tempi.
Donne che lavorano insieme in un centro estetico e che vivono le proprie storie dandosi appoggio, consigli, una spalla su cui piangere e una su cui puntellarsi nei momenti di debolezza. Un film deliziosamente femminile, diretto da una donna che riesce a non cadere mai nello scontato. Scorre sullo schermo, così come nel cuore, con tinte calde e avvolgenti. I minuti passano senza che ne pesi uno, senza che ci sia un momento di noia, senza cadere nel banale nonostante le argomentazioni siano a rischio. Un film che consiglio di vedere senza tema di smentite. Bella anche la colonna sonora.

Notazione buffa. La regista, nonché attrice, Nadine Labaki ha una somiglianza assoluta con lei… Guardare per credere 8O

Vi lascio un delicato assaggio.

Radunate le donne

LettriceM Gennaio 5th, 2008

Mentre ero alla ricerca di alcuni regali di Natale i miei occhi si sono posati su un libro e non sono riuscita a non comprarlo, in questi giorni (anzi in queste notti… tanto per cambiare), l’ho letto. Il libro si chiama “Saranno le donne a salvare la madre terra” ed è stato scritto da Jean Shinoda Bolen, una psicoanalista e docente di psichiatria, autrice di saggi e opinionista di fama internazionale. Devo dire che la lettura mi ha provocato reazioni altalenanti in quanto intriso di una combattività che condivido ma fino ad un certo punto ma che mi fa anche sorridere gioiosamente perché tipica di un certo tipo di donne “naturali” che mi piacciono molto. Parte dall’analisi di culti antichi, dell’importanza, celata dal maschilismo patriarcale, della figura della donna nell’antichità anche nella dimensione divina. Interessante l’excursus così come le conclusioni cui tende. Ciò da cui in parte mi distacco è quella parte che fa trasparire una rabbia primordiale e che secondo me, ma posso essere in errore sia sull’interpretazione che sul concetto, poco serve a cambiare il mondo. Sono assolutamente d’accordo sul necessario intervento delle donne per la salvezza della nostra povera madre terra ma non credo che si possa arrivare a qualche risultato se si continua a provare odio e rancore. Comunque l’argomento centrale del libro è ben altro. Il titolo originale è, come spesso accade, molto più esaustivo, concludente e indicativo del succo della questione. Urgent message from Mother: gather the women, save the world”. Che in italiano suonerebbe, più o meno, come “Messaggio urgente dalla Grande Madre: radunate le donne, salvate il mondo”. Tutto questo prende spunto, come ci racconta l’autrice, da un’iniziativa nata via internet nel 2003 che invitava le donne a organizzare raduni nella giornata dell’8 marzo o comunque dedicati a tale data: la giornata internazionale delle donne. Quell’anno furono organizzati ben 405 raduni sparsi nel mondo (o forse di più, ma di 405 si ebbe notizia) e parteciparono ad essi anche alcuni uomini che credevano e credono nella potenza dell’intervento femminile.
La voglia delle donne di fare qualcosa nasce dal loro essere interiormente madri, che lo siano o meno biologicamente. Dalla caratteristica primordiale di portare in sé un amore compassionevole ma allo stesso tempo dotato di una forza indistruttibile, dalla conoscenza atavica che è dentro di loro e deve solo trovare la via per riemergere a livello consapevole. Tutte caratteristiche diverse, seppure complementari, a quelle dell’uomo. Ecco perché il loro intervento in determinate aree sarebbe ed è essenziale a livello planetario.
Ogni piccolo cerchio porta in sé il germe del cambiamento e tanti piccoli cerchi possono fare la differenza.
Il libro porta esempi illustri come quello delle vedove e orfane dell’11 settembre che riuscirono a smuovere le indagini fino a giungere a risultati insperati o come le iniziative di prestiti di microcredito ed altri ancora.
L’idea centrale è quella di formare appunto dei cerchi di donne che hanno la voglia e l’energia per cambiare qualcosa, per portare un po’ di serenità nel mondo, per venire in aiuto dei più deboli che sono tutti sempre e comunque figli della Madre Terra e dunque nostri, di ognuna di noi. E di venire in aiuto anche della Madre Terra stessa, facendo sì che venga rispettata e nutrita anziché seviziata. Un gruppo di donne che si riunisce ha in sé la forza per creare tutto questo o quanto meno di dare stimolo a tutto questo agendo nel proprio microcosmo. Si è d’aiuto innanzitutto le une alle altre e, grazie a questo singolo portato, anche a coloro che ci vivono intorno. La condivisione di idee, esperienze personali, gioie e dolori, obiettivi comuni crea un centro energetico che può generare altra e più potente energia. In questi cerchi si crea a mio parere, anche dove non lo si sa, quel centro spirituale che l’autrice dice essere importante per questo tipo di esperienza. Laddove vi sia, infatti, comunione di sentimenti si crea forse anche comunione di intenti pur se in presenza di diversità di credo. Basta una candela, una singola preghiera, o anche solo un pensiero d’amore rivolto a qualcuno che soffre ed ecco che il centro spirituale è sorto.
Trovare questo libro “per caso” mi ha fatto sorridere perché questo era uno degli argomenti dei quali avrei voluto qui parlare in quanto è un’esperienza che a fasi alterne sto vivendo e che si è creato in maniera piuttosto spontanea, nascendo dalla voglia di un gruppo di amiche di darsi sostegno vicendevole in un momento difficile per molte ma anche condito dalla progettualità verso obiettivi comuni di aiuto umanitario.
Credo valga la pena di valutare in questo momento che ogni piccola cosa può cambiare la situazione tragica in cui si vive. Non smettiamo mai di dirlo e spero anche di farlo.

Riporto di seguito un brano del libro e che a sua volta cita un’altra fonte. Dopo aver citato un saggio in cui Clarissa Pinkola Estés ricorda l’importanza di ogni piccola azione per cambiare il mondo, ribadendo che milioni di piccole azioni alla propria portata (e fatte da persone che non si arrendano all’apparente immutabilità delle brutture del mondo), fanno la differenza, la Shinoda Bolen scrive:

A Tale for All season sul “nulla più del nulla” di Kurt Kauter mi è arrivato via email, gusto in tempo perché potessi aggiungerlo qui. Che si tratti di un fiocco di neve o della centesima scimmia o del milionesimo cerchio, il messaggio è sempre lo stesso: continuate a fare quello in cui credete. Non fermatevi solo perché non riuscite a vedere la differenza che state facendo. Conservate la fiducia nel fatto che, quando siete gentili o vi adoperate perché sia fatta giustizia o rendete più felice qualcuno in questo mondo o più ameno un posto sulla Terra, state contribuendo alla pace.

«Dimmi quanto pesa un fiocco di neve», chiese un passero a una colomba selvatica.
« Nulla più del nulla» fu la risposta.
«In tal caso devo raccontarti una storia» disse il passero.
«Sedevo su un ramo di abete, vicino al tronco, quando cominciò a nevicare. Non avendo niente di meglio da fare contai i fiocchi di neve che si posavano sui rametti e sugli aghi del mio ramo. Arrivai a 3.741.952. quando il fiocco di neve numero 3.741.953 cadde sul ramo, nulla più del nulla, il ramo si spezzò».
Detto questo il passero volò via.
La colomba, fin dai tempi di Noè un’autorità in materia, riflettè per un po’ sulla storia e alla fine si disse: «Forse manca solo la voce di un’unica persona perché la pace possa giungere nel mondo». ”

Un’ultima cosa che mi viene da dire è che il cerchio ha tante valenze tra cui quella di proteggere ciò che accade al suo interno ma, se ci pensate, quando buttate un sasso nell’acqua ciò che si crea è un insieme di cerchi concentrici che si allargano, ecco, io immagino i cerchi di donne e di uomini con simili ideali ed obiettivi come dei propulsori energetici che emettono le loro positive onde vibrazionali radianti che investono anche chi non ne sa nulla. Un modo in più per portare propositi, idee ed azioni tutto intorno a noi. Nello stesso tempo l’energia si irradia verticalmente traendo forza e conoscenza dall’alto…

L’ombra della luce

LettriceM Settembre 27th, 2007

Oggi il tempo stringe, ma vi lascio un regalo che in quetsi giorni particolari spero vi farà compagnia…

Nella notte… la Luce

LettriceM Settembre 26th, 2007

Queste che stanno volando via sono giornate parecchio faticose per me, faticose e confuse. Vado dritta per la mia strada con il tempo che si fa tiranno e, in questo momento, una gatta semisdraiata sulla tastiera che rende difficile scrivere questo post. A volte ho la sensazione di camminare nel buio, nel buio ma non al buio, perché ad ogni passo il buio si fa luce, perché la Luce siamo noi, il nostro cuore, la nostra mente, la capacità che abbiamo, e che dobbiamo solo imparare ad usare, di rendere ogni cosa una bagliore infinito di Luce, la nostra immaginazione creativa è capace di tutto, basta crederci, basta volerlo, basta sentirlo. Mi piace dire che la nostra vita è un grande e potente atto di Fede, e non sto parlando di religione, sto parlando di uomini, sto parlando di quello che sentiamo, di quello che Amiamo, di quello che vogliamo. Di quello che è il nostro desiderio di Vita e libertà. Dagli schemi, dalle sovrastrutture, dalle paure, sì soprattutto dalle paure, perché sono le paure a creare i blocchi più gravi, quelli che ci allontanano da ciò che siamo e dovremmo essere. Quanti post ho scritto sul cammino che ho fatto, quante righe, quanto vissuto tra le virtuali pagine di un pubblico diario e poi quanti silenzi e quanto bisogno di condividere.
E stasera, di nuovo, un piccolo miracolo lo ha fatto la foto che proprio oggi Dafne ha pubblicato sul suo blog, andate a vederla, è lì che ti guarda e ti parla, e mi parla e mi fa tornare la voglia di scrivere. Mi rendo conto però che in questo periodo non mi riesce, non mi riesce come una volta, perché sono concentrata sulle mie scelte, sulla realizzazione delle stesse, sul rendere finalmente materiale un piccolo sogno racchiuso nel cuore, un passetto in più verso quella che sono, un sogno da realizzare, un traguardo e un nuovo inizio. E non importa se le cose sono diverse da come tempo fa le avrei desiderate, perché siamo il frutto delle nostre scelte ed azioni. Ora è su questo che devo costruire e allora costruisco, con qualche rischio ma ne vale la pena. L’obiettivo è chiaro, devo solo renderlo traguardo e tagliare il nastro di arrivo per ripartire subito dopo. Senza sosta, senza tregua, senza più aspettare, perché non ho più paura, non ho più timore, ho solo la voglia di fare!
E lo so, lo vedo… ad ogni passo nel buio la Luce è più forte e camminare, seppure con stille di sudore rosso ed amaro, rende il mio essere ancora più forte. Mi interrogo a volte, mi sembro indurita, mi sembro distaccata, poi mi guardo meglio e vedo che, invece, non sono mai stata meno distaccata di così. La via verso gli altri passa necessariamente per sé stessi, e il viaggio è fatto di tappe, spirituali quanto materiali, momenti e decisioni, sentimenti e astrazioni, azioni. Non sono scomparsa nella realtà, sto ancora una volta costruendo un altro pezzetto di me che mi tiene centrata su obiettivi ed emozioni. La mancanza apparente di emozioni a volte nasconde la consapevolizzazione delle stesse con una forza più profonda, le emozioni che non scuotono ma costruiscono. Per sé e per altri. Un mattone dopo l’altro in un tempo che sembra confondere vissuto e vivente, ma va bene così.

Aggiornamento delle 3.00: stavo mettendo un minimo di ordine tra le tags dei vecchi post e ho ritrovato questo… poco più di un anno fa, in quella fascia che non è stata divorata dal crash del server e quindi completa dei vostri preziosissimi commenti. Bello rileggersi, bello rileggervi e vedere che molti di voi c’erano già e magari ci saranno per molto tempo ancora. :-) Buon autunno allora

Sii il cambiamento

LettriceM Agosto 22nd, 2007

Strano che proprio in questi giorni non si parli altro che di Gandhi, Focus storia ha un articolo a lui dedicato, La7 ha riproposto qualche sera fa il film… Strano? Io dico di no, credo che non sia un caso, sono convinta che, come sempre, anche questo abbia un senso. Ero sul lettino a prendere il sole e leggevo il suo pensiero cui sono tanto affezionata SII IL CAMBIAMENTO CHE VUOI VEDERE NEL MONDO! Per un attimo mi sono sentita in pace con il mondo, rigenerata, con una nuova forza e la mente ha cominciato a ripercorrere tanti sentieri già battuti… Senza la nostra partecipazione nulla è possibile, nel bene e nel male. Il rinnovamento parte da noi, la Vita prende forma grazie alle nostre azioni quotidiane, ogni nostro gesto, ogni nostro pensiero, è sentito, percepito, vissuto vibrazionalmente da altre milioni di persone alle quali siamo collegate da una maglia invisibile. Ecco perché anche una nostra azione non esattamente positiva può influenzare negativamente milioni e milioni di individui, se è vera l’affermazione gandhiana è vero, secondo me, anche il suo opposto: non essere quello che non vuoi vedere accadere nel mondo! Quanto siamo ancora disposti a mentire a noi stessi e a dire che non possiamo fare nulla o, peggio ancora, che non facciamo nulla di male? Sarà capitato e tutti di tenere un comportamento sentendo di non poter far altro ma sapendo in fondo al cuore che cera qualcosa che non andava, trovando giustificazioni, scusanti, riempiendo pagine e pensieri di frasi di abbandono allo stato di fatto? Quante volte abbiamo mentito a noi stessi senza renderci conto del fatto che ognuna di quelle volte quella “verità” creata ad arte ci si sarebbe rivoltata contro? Perché è questo che accade spesso… La nostra mente costruisce delle barriere per non farci vedere o sentire, per non farci affrontare il vero problema ed ecco che il problema all’improvviso diventa un modo di vivere o un boomerang che prima o poi ci colpirà in faccia con la violenza impressagli da una nostra spinta protratta giorno dopo giorno… L’energia del cosmo ci sta insegnando che nella vita nulla è perduto basta affrontarlo con coraggio e soprattutto smettendo di nasconderci dietro un dito e di mentire a noi stessi e agli altri. C’è sempre qualcosa che si può fare, c’è sempre il modo per cercare di migliorare, c’è sempre il modo per limitare i danni, c’è sempre un modo più alto di Amare. Solo noi possiamo migliorare la nostra vita! Solo noi possiamo imprimere al mondo quella marcia in più che serve a dare impulso al cambiamento mosso da altri milioni di piccoli e grandi gesti… Solo altruismo? No, non stavolta, non facendo male agli altri evitiamo di farne anche a noi stessi…
E’ facile riconoscerci negli occhi di chi ci Ama, solo vivendo con coraggio quegli occhi saranno quelli che ci guardano da uno specchio…
Non è sempre facile tirare fuori i pensieri perché hanno la cattiva abitudine di materializzarsi e non sempre possiamo permetterci di farlo, soprattutto quando vanno a toccare le vite altrui, ecco che allora diventa più difficile, tiriamoli fuori davanti a quello specchio e guardiamoli scorrere nel silenzio delle nostre pupille, vedremo più nitidamente e saremo in grado di riprendere il corso della nostra vita…
Le prove non finiscono mai… o almeno non fino a quando abbiamo qualcosa da imparare…

Ti scrivo…

LettriceM Agosto 16th, 2007

Ti scrivo quello che avrei voluto dirti ma per stupidità ed imbarazzo non ti ho detto…
Ti scrivo come mi sento e come ti sento…
Ti scrivo per dirti che mi manchi nel silenzio, nelle parole, nella gioia, nel dolore…
Ti scrivo per dirti che è stato meraviglioso incontrarti…
Ti scrivo perché è l’unica cosa che so fare…
Ti scrivo perché nelle parole ti ritrovo e mi ritrovo…
Ti scrivo perché la mia vita è fatta di questo…
Ti scrivo seduta così come non facevo da tempo…
Ti scrivo guardando le stelle…
Ti scrivo anche con la mente…
Ti scrivo perché così ti raggiungo ovunque tu sia…
Ti scrivo nella certezza che ci sei e ci sarai…

Lettera aperta all’Amicizia tra le note di Ti scrivo di Giovanni Allevi…

Mare amico

LettriceM Luglio 22nd, 2007

Da quando ho aperto questo blog non credo di aver mai parlato del mare.
Per anni è stata la mia unica fonte naturale di energia, poi qualcosa è cambiato, ho conosciuto la montagna, ho consapevolizzato il mio rapporto con gli alberi e lui, il mare, è passato in secondo piano, o meglio, la sua importanza nella mia vita si è ridimensionata eppure… eppure ogni anno quando arriva l’estate ho bisogno di correre da lui. Mi ricarica, mi rivitalizza, mi fa dormire come una bambina. Di solito le persone lo trovano sovraeccitante, cosa che invece a me provoca il rapporto con gli alberi. Il mare no… mi ricarica rilassandomi. Sto ore e ore come una lucertola sdraiata sul lettino a guardarlo andare e venire, ad annusarlo, ad ammirarlo. E poi mi lascio lambire dalle onde, ci gioco, ci nuoto in mezzo e più alte sono più le amo. Il mare è vivo, meravigliosamente paterno e pericoloso e richiede un rispetto assoluto. Da piccola dicevano che l’acqua era il mio elemento, oggi mi chiedo a quale elemento io non appartenga. Quanta vita nell’acqua, quanta gioia nell’aria, quanta energia nel fuoco e quanta emozione nella terra. Cosa siamo se non materia vivente composta dalla forza di Madre Natura, materia vitalizzata dal vento dell’anima. Unione perfetta ed equilibrata. Siamo uomini, siamo parte della Natura, siamo la Vita e l’Amore e il nostro respiro è energia che si propaga, pensiero che vibra. Quando guardo il mare penso alla vita, alle persone che vanno e vengono, alle emozioni che ti accarezzano e anche quando si ritirano da te lasciano un velo di sentimenti indelebili, così come le onde lasciano la patina di salsedine che penetra nei pori della pelle. Ogni volta che devo lasciare il mare un po’ di tristezza vela i miei occhi, lui sarà sempre lì ma non sarà mai lo stesso nel suo continuo divenire, ogni volta che saluto un amico so che nelle ore di distacco cambierà e avrò qualcosa di nuovo di lui da conoscere e riconoscere al prossimo incontro…

Lezioni di volo

LettriceM Luglio 8th, 2007

Pochi giorni fa mi è stato affidato un passerotto caduto dal nido… Non è la prima volta che tento di salvarne uno ma purtroppo non vi sono mai riuscita. Alla fine la selezione naturale ha sempre fatto il suo corso. Il piccoletto sta ancora mettendo il piumaggio vero e proprio e ha bisogno di essere nutrito molto spesso così, nelle ore in cui sono in ufficio, sono costretta a lasciarlo in affido ad una “tata”. È un buffo uccellino con una faccetta antipaticissima, è sempre scocciato e quando mi vede arrivare spalanca il beccuccio in attesa di cibo che prende dalle mie unghie o da un beccuccio per capelli. Da ieri manifesta il desiderio di volare e così mi sto improvvisando in buffissime lezioni di volo dal davanzale della mia finestra. Lui si arrabbia moltissimo perché il massimo che riesce a fare è planare a terra, ma almeno ha imparato come atterrare senza schiantarsi faccia avanti. Nelle pause se ne sta lì, nella sua triste gabbietta e osserva i suoi simili che si librano nel cielo. Cerca la sua mamma, gli manca il calore del nido ed io lo guardo e, come al solito, mi chiedo se portandolo a casa ho fatto la cosa giusta. La Natura aveva forse deciso che era troppo debole per salvarsi e l’aveva fatto cadere in un luogo pieno di gatti affamati… Mi pongo queste domande che sono sempre parte della mia vita e che in questi giorni mi pongo ancora di più. Sto vivendo un momento particolare in cui il rischio è altissimo e le prove si sommano ogni giorno. E non solo le mie. Quando un’amico/a si trova nella prova cosa dobbiamo fare mi chiedo… Dobbiamo lasciare che la affronti da solo o possiamo, se lo sentiamo, stargli accanto con la nostra presenza e con il nostro Amore? E se nello stargli vicino facessimo peggio non rendendolo abbastanza forte, accollandoci una parte delle sue fatiche? Ma chi lo dice, d’altronde, che le prove si affrontano da soli? Magari la semplice vicinanza affettiva di chi ci Ama può essere di sostegno, mai risolutiva, ma una sferzata di energia che può aiutare a capire cosa vogliamo o non vogliamo fare. Dove ci conduce il nostro libero arbitrio. Mi rendo conto che anche dalle prove altrui impariamo, e lo facciamo osservando, tendendo la mano, ascoltando… Possiamo aiutare a volare anche se non abbiamo le ali? Chissà, magari le lezioni di volo servono anche a noi e quel salto nel vuoto, fatto ala nell’ala è un modo per superare la prova non solo per chi Amiamo ma anche per noi stessi…

Voglia di vivere

LettriceM Luglio 5th, 2007

Che dire?
Dovevo dedicarmi al blog almeno un’ora al giorno ma non lo sto facendo. Quando finisco di lavorare di tutto ho voglia tranne che di chiudermi in casa, così ogni scusa è buona per stare fuori. Ho voglia di aria, voglia di giocare, voglia di vivere e volare. La sensazione che ho è quella di un cuore in esplosione, come se non riuscissi più a contenere quello che ho dentro, come se riaprire le ali e scrollar via le lacrime significhi sorridere al mondo e svolazzare qua e là con la gioia di vivere, di Amare, di prendersi cura delle persone da vicino, toccandole, abbracciandole, sentendole vive. Sono emozioni bellissime da provare, da esternare, da elaborare. Una specie di fuoco di artificio che non ho intenzione di placare o soffocare. È evidente che quando poi la notte arrivo a casa stramazzo al letto… Voi mi perdonate vero? ^_^
Un abbraccio a tutti e un ringraziamento speciale a Blue che mi ha regalato questa bellissima immagine.

Il bianco e il nero

LettriceM Maggio 23rd, 2007

Due amiche, due modi di pensare e di vedere, due percorsi, due estremizzazioni.
Una delle due, la chiamerò B, mi racconta di un uomo, del dolore che le ha procurato e le procura, di quante probabili menzogne e di quante falsità la ricopra eppure lei è lì, capace di vedere un fiore anche dove c’è solo un’erbaccia. B è una persona estremamente “positiva”, nel senso che vuole sempre vedere il bello e il buono nelle cose e nelle persone, ha bisogno di questo, sta facendo un percorso di rifiuto di ciò che non sembra tale, ma anziché osservarlo e capire che comunque esiste decide ogni giorno che ciò che non è “bene” non esiste, lei non lo vuole vedere, non è che non lo vede ma non VUOLE vederlo, perché se lo vedesse esisterebbe. E così vive la sua vita spesso nascondendo a sé stessa anche le proprie sofferenze, dicendosi che sta bene quando bene non sta affatto e in questo modo, spesso, evita di affrontare i problemi e li accantona perché “tali non sono”.
L’altra amica, la chiamerò C, è l’esatto opposto, o meglio vive la sua esistenza lontana da qualsiasi tipo di spiritualità, positivo e negativo non sembrano esistere per lei se non come manifestazioni di quello che vive e vede, bello e brutto sono due superfici, due apparenze, nulla di più, conta solo come il mondo si relazionerà con lei, seguendo o meno quello che lei si era rappresentata per il mondo. Ha una discussione con una persona e da questa comincia a immaginarsi i comportamenti futuri dell’antagonista, si crea delle aspettative negative… “vedrai che domani farà così” ed inesorabilmente “domani” cerca nel comportamento altrui la prova di quello che lei si era prefigurata, ed, ovviamente, non può che trovarlo.
Voglio un gran bene a B e a C, le trovo tanto simili nel loro essere completamente opposte. L’ottimista e la pessimista. Entrambe precorrono i tempi e le azioni altrui, entrambe hanno più aspettative che pensieri, entrambe giudicano, nessuna delle due riesce a guardare la vita con obiettività, una è troppo presa dal vedere il bello anche dove non c’è, l’altra a cercare il brutto dove nemmeno ve ne è l’ombra.
Nel loro modo di comportarsi si sentono entrambe inattaccabili. Una perché troppo fiduciosa, l’altra perché troppo sfiduciata. Entrambe ostentano una sicurezza di sé che non hanno. Per chi sta in mezzo è come avere accanto la materializzazione dei fumettistici “angioletto e diavoletto”. Su uno stesso argomento l’una risponderà con una pioggia di cuoricini, l’altra inviterà a lasciar perdere riuscendo a trovare lati terrificanti in ogni persona. Ma il punto non è questo, non è il mio relazionarmi con loro (che detto tra noi è anche divertente), il punto è, secondo me, invece, che il mondo non è né bianco né nero, il mondo è composto di mille sfumature di grigio ed è per di più pieno di persone che non cercano altro che uomini e donne come loro, talmente ancorate alle proprie “certezze” da essere le più attaccabili. La vita, purtroppo, nasconde mille mistificazioni e non sempre quello che sembra buono è tale e viceversa. Bene e Male sono fatti, in fondo, della sostanza e similarmente si manifestano. L’uno apparirà spesso la parte dura, quella difficile, quella tanto faticosa da apparire come male, l’altro farà di tutto per apparire il suo opposto. Quale persona è più attaccabile di quella ferma nelle sue certezze? Quanto poco ci vuole ad approfittare della bontà e della purezza d’animo altrui? Se volessi prendermi gioco di B quanto poco ci metterei? I suoi punti deboli sono così evidenti, così facili, e lei non se ne renderebbe conto perché sarebbe occupata a vedere il bello e il buono dove in realtà c’è solo una persona che sta cercando di utilizzare la sua energia positiva per i suoi scopi. E d’altro canto, quanto poco ci vuole anche a prendersi gioco di C? Basta fare il suo gioco, dubitare di lei, approfittare anche del suo pessimismo, della sua incapacità di vedere e godere le gioie della vita, basta insinuarsi nella sua negatività imperante e sfruttarla come una falla in un cui far passare energia e prendersi la sua.
Nella vita credo di essere passata per una e per l’altra delle estremizzazioni e di schiaffi ne ho presi tanti, tantissimi, molti più di quanti avrei mai immaginato.
Oggi cerco di osservare, di ascoltarmi, di avere un dubbio soprattutto là dove il mio intuito non mi lascia in pace. Quello che spesso cerco di dire a B è che dubitare non significa non saper godere della bellezza della vita, né significa offendere chi abbiamo di fronte, il non farlo dove invece lo sentiremmo è un offesa ben più grave, perché annulla la sensibilità donataci. Allo stesso modo vedere tutto nero, sempre e comunque, non consente di vivere, non ci permette di ricaricarci se non di energia negativa. Il pregiudizio, in bene o in male che sia, non porta a nulla o, almeno, non porta a godere di quello che DAVVERO abbiamo di fronte.
Se cerco il bello troverò il bello, ma non è detto che il bello sia reale, potrebbe essere creato ad arte per ingannarmi, se cerco il brutto allora lo troverò perché ogni nostra azione può essere guardata da angolazioni diverse, basta spostarsi di qualche millimetro. Le aspettative non possono, a mio parere, guidare la nostra vita che dovrebbe, credo, essere improntata a prendere ed accettare quello che accade e a vederlo per quello che realmente è. Non si vuole meno bene alle persone, non si vive con minor pienezza la gioia, non si smette di meravigliarsi… semplicemente, forse, si dà ad ogni cosa e persona la dignità di ciò che, nel bene e nel male, realmente sono.

Energie

LettriceM Maggio 17th, 2007

È arrivata la notte e, stavolta, oserei dire FINALMENTE! Molti di noi hanno vissuto una pessima giornata, quanto meno a livello di sensazioni. C’è stato chi sentiva rabbia, chi insicurezza, chi sofferenza, è evidente che qualcosa nell’aria c’era, così come è evidente che, almeno per me, questo qualcosa è cominciato a diminuire nel tardissimo pomeriggio. Esistono giornate così, in cui siamo più profondamente connessi con le energie del creato che si incontrano e, soprattutto, a volte, si scontrano, ecco che quindi più persone percepiscono sensazioni negative. Ognuno nella sua intimità, ognuno con emozioni simili. Scoprire che altre persone si sentono agitate o hanno avuto delle percezioni anomale al risveglio può aiutare a sentirsi meno soli e anche a focalizzare il problema, la causa, la provenienza di certe emozioni. Ma non solo: attraverso questo tipo di esperienza collettiva si acquisisce maggiore consapevolezza delle proprie potenzialità, si acquista così maggiore fiducia in sé stessi. Ecco perché, se pure è vero che la negatività si combatte con il suo opposto, che è la positività, è pure vero che manifestare il proprio disagio a persone di cui ci si fida può aiutare. La prima reazione che si ha in queste occasioni è, infatti, focalizzare l’attenzione su noi stessi o su qualcuno di molto vicino affettivamente a noi, ed è una reazione più che normale anche perché chi ha determinate sensibilità spesso le ha più acuite nei confronti di coloro a cui è in qualche modo legato. Ognuno di noi ha qualcosa nella sua vita o nella vita dei suoi cari che non va esattamente come si vorrebbe ed ecco che è molto semplice scaricare la sensazione di negatività su una di queste cose che automaticamente divengono un pensiero fisso e generano proprio quelle sensazioni di paura, confusione, ansia e rabbia di cui parlavamo all’inizio. Cosa accade se singolarmente ognuno di noi ha questo genere di reazione? Semplice: le energie negative già presenti nell’aria si intensificano e diventano più forti perché è proprio di queste emozioni che si nutrono. Ecco perché comunicare il disagio può essere utile. Se il “problema”? appartiene a più persone e se queste sono in città, luoghi, occupazioni diverse, il significato non può che essere uno: il problema non è solo del singolo ma di tutti, e solo tutti insieme possiamo uscirne. Come è semplice, basta opporre alla negatività la positività che può venirci dal capire che non si è soli, siamo dotati di una coscienza collettiva per cui le sensazioni positive di uno vanno a mescolarsi con quelle degli altri. Se all’odio si risponde tutti insieme con l’Amore sarà questo ad avere la meglio. Sempre, in ogni momento, ogni giorno. Ed ecco l’importanza di non perdere la calma e non lasciarsi andare alla negatività, nonché l’importanza della condivisione. Sarà, in questo modo, più semplice anche affrontare le situazioni negative che in queste giornate si verificano nelle vite di ognuno di noi e capire che senza l’azione Amorevole congiunta sarebbero state di molto peggiori. L’Amore crea una barriera protettiva potentissima, allora continuiamo a vivere nell’ottica della collettività e non del singolo, prendiamoci cura gli uni degli altri anche in giornate che sembrano votate alla tragedia e ne usciremo tutti più forti, più consapevoli e comunque vittoriosi!

Maggio

LettriceM Maggio 12th, 2007

Ce ne sono tanti di modi di indicare Maggio, lo si identifica ad esempio con il mese delle rose e il mese della Madonna, ma il modo che più mi piace è il mese dei somari, eh sì, perché è in questo periodo che i nostri amici orecchiuti vanno in amore, e chi può dargli torto?! C’è un’aria talmente frizzantina, tutti i prati sono in fiore, i pollini se ne svolazzano come romantici fiocchi di neve iridescente, il sole scalda ma non scotta, le giornate hanno la lunghezza giusta per essere godute appieno, gli uccellini si accoppiano in volo. Insomma un risveglio generale. Ebbene, il risveglio colpisce anche me! In tutti i sensi e con tutti i sensi. Perdo il controllo! Potrei, quindi, parlare di “cause di forza maggiore” e giustificare così il tutto, in fondo non sarebbe nemmeno falso, ma non sarebbe nemmeno completamente vero, e preferisco, comunque, ammetterlo: sono abbastanza vanitosa… E così, per una serie di concause, mi sono ritrovata dal famoso parrucchiere con notevole anticipo rispetto ai miei standard. Il panorama era lo stesso di sempre: tette in bella vista, signore settantenni che hanno fatto del non ce vojo stà (gli anni per me vanno all’indietro) la loro filosofia di vita e indossano pantaloni elasticizzati pitonati abbinati a magliette con scolli ombelicali e labbra ottime per fare il baywatch, perizoma in bella vista sotto pantaloni di lino bianchi e chi più ne ha più ne metta. Il discorso però è un altro: il peccato si paga. La vanità è stata punita, pensavo di andare al lavaggio e non sapevo che ero finita in un film di terz’ordine in cui interpretavo la concorrente sconfitta di una lotta nel fango… Dopo essere stata scossa e “massaggiata”? tanto energicamente da avere il collo a pezzi e il mascara colato fino al mento, i miei lunghi capelli sono stati arrotolati e trasformati in una fune che è stata poi utilizzata per sbatacchiarmi qua e là, mentre la mia aguzzina emetteva un ringhio nemmeno troppo sommesso, finendo con il portarmi, trainandomi con la suddetta fune tra le mani, in zona taglio e dimenticando di avvisare l’esimio sforbiciatore che mi ha trovata, stremata, graffiata ed ormai asciutta, seduta sotto la mantella da taglio, con l’occhio vitreo e una risata isterica.
D’altronde mio nonno me lo diceva sempre: chi bello vuol comparire qualche mal deve patire.
Non contenta di ciò è scattato lo shopping. Ebbene: io ODIO fare shopping. Ormai ho individuato due o tre negozi sufficientemente vicini a casa mia e vado solo lì. Ma diciamocelo… provare i primi abiti estivi è shockante, nei maledetti camerini le tue nudità candide come la neve ti guardano e ti sputano in faccia tutte le schifezze ingerite nel periodo invernale e tu, sempre più depresso, hai la sensazione che mai nella tua vita hai amato tanto il freddo dicembre e i suoi vestiti coprenti/nascondenti/modellanti. Va beh alla fine ho acquistato due paia di pantaloni IDENTICI a quelli invernali ma in tessuto estivo, almeno non ho sorprese! Colori? Naturalmente NERO (che sfina) e jeans… tanto per non avere ulteriori colpi apoplettici di fronte allo specchio!!!
Oggi poi era una giornata speciale. Esistono al mondo solo un paio di uomini ai quali non so assolutamente dire di no…
“Lettri, vado a fare una prova in un nuovo maneggio, mi accompagni?”
“Ma certo che vengo”.
PAURA! Lo scoglio, per lui è importante, mi presenterà ai suoi amici. Indosso camicia bianca con colletto che occhieggia tra i capelli, jeans e stivale simil texano. Lui bello come il sole con il suo oltre metroeottanta e i jeans neri attillati. Loro carini e scaciatelli. Lui tutto fiero, mi acchiappa, mi abbraccia e mi si sbaciucchia a più non posso. Loro, ridanciani, fanno finta di non guardare. Lui tutto fighetto a cavallo, io a far due chiacchiere con loro. Ma sììì, mi informo anche io sul costo di un decente pacchetto di lezioni, lui corso avanzato, io corso principiante dei principianti, loro quasi mai visto un cavallo. Si gioca, si scherza, si ride, si socializza con i proprietari dei luoghi. Il tempo passa allegro e spensierato. Che dire? Che soddisfazioni che dà essere la cugina maggiore!
Ah: anche i cavalli sono divisi in questo periodo. Maschi da una parte e femmine da tutt’altra…
A me Maggio fa un gran bene, e a voi?

P.S. facendo una ricerca immagini per questo post cercavo “somaro innamorato”, risultato di Google: foto di Totti che bacia il primogenito Cristian O_o

Forte fragilità

LettriceM Maggio 6th, 2007

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Guardo avanti, non mi fermo e cerco di ritrovare la forza attraverso il sentimento più puro, perché lì mi riconosco, lì mi si svela esattamente la via, solo lì sono capace di cercare e trovare, solo lì riesco a ritrovare la Luce. Mi fermo, mi guardo intorno e cerco un appiglio, mi aggrappo, mi dispero, ma alla fine resisto. E allora ricomincio a lottare contro tristezza e malinconia, cerco la forza in un raggio di sole, e mi rifugio a pensare alla luce della Luna. Che strana la vita, che strani giri percorriamo per capire che siamo esattamente come quando eravamo bambini. Se ripenso ad allora mi vengono in mente scene e situazioni, ricordi continui, comportamenti che avevo e venivano corretti, come se fossero frutto di errore, comportamenti che ho imparato a cambiare per essere come mi volevano, diventando ad un certo punto quella che non ero e non sono. Per ritrovarmi oggi esattamente come ero e con nessuna intenzione di farmi cambiare ancora. Con la gioia di essere come quando ero bambina, con la maturità per capire che una persona come me non può che essere così, non può essere cambiata perché si perderebbe ancora. Ciò che veniva scambiata per debolezza e paura era l’unica fonte a cui posso tutt’oggi attingere per non cadere in facili trappole, per non diventare come i miei peggiori nemici. Mi hanno plasmata, mi hanno cambiata, mi sono fatta cambiare e plasmare, ed oggi si ritrovano all’inizio, si ritrovano con quella che ero, e non ci provano più a cambiarmi. E mi guardano esattamente come mi guardavano allora, solo che ora sono consapevole di quello che sono e del perché sono così e questo mi rende ancora più fragilmente forte, ancora più capace di non reagire e resistere a sguardi, intenzioni, conversazioni che fingo di non sentire, tentativi di instillare in me sensazioni che non mi appartengono, moti dell’anima che miei non sono. Un distacco, un taglio, una sforbiciata ad un cordone che non ha più capacità di nutrirmi e non sono più come ero diventata, sono finalmente libera di essere come sono, finalmente felice di essere come sono e non sento più il peso di quelle critiche al mio carattere, non sento più il moto che mi induceva la forza di carattere di qualcuno che, per troppo amore, voleva insegnarmi a combattere con armi che usate da me possono diventare fatali, fatali soprattutto per me stessa.
La pazienza, la capacità di aspettare, l’accettazione, la fretta contro il saper attendere, il lasciare che il dolore scorra nelle proprie vene senza ignorarlo, il lasciare che le lacrime escano così come i sorrisi, il lasciare agli altri il tempo e il modo di comprendere, il lasciare che sia il tempo a gestire le cose, non senza intervenire ma riuscendo a non re-agire, riuscendo a comprendere, cercando di mettersi nei panni degli altri: caratteristiche spesso scambiate per rassegnazione e mancanza di carattere. Mi hanno insegnato a combattere, mi hanno insegnato a re-agire, ma io non volevo farlo, volevo aspettare volevo combattere con le mie armi, con il mio modo di Amare, di vedere, di “sentire”. Non conosco vendetta né ripicca, conosco l’attesa… e non mi sono arresa, sto semplicemente lottando, sto lottando strenuamente contro me stessa, contro quella parte di me che ancora re-agisce, con quella parte che ancora resta nell’oscurità.
Come può cambiare la nostra vita se non siamo noi i primi a cambiare, come può crearsi equilibrio dove equilibrio non c’è? Come possiamo aspettarci dalla vita un dono se a niente siamo disposti a rinunciare, se non siamo capaci di metterci in gioco? Ogni momento della nostra giornata è un mettersi in gioco, ogni nostro pensiero, ogni nostra azione, ogni nostra re-azione, ogni nostra caduta, ogni parola detta e ancor più quella non detta.
Uno sguardo al passato mi riporta al presente e mi fa sperare in un futuro migliore, quello che sto costruendo attraverso me stessa, cadendo e rialzandomi, aggrappandomi a un muro che mi ostino a chiamare Amore perché non sono capace di dargli un altro nome, è così che lo sento, è così che lo vivo, è così che spero di riuscire a trasmetterlo.
Ritrovo la serenità nel lasciarmi andare nel vento, nell’espormi alle intemperie, nel cercare di superarle attraverso la forza portata dalle mie radici saldamente attaccate al muro dell’Amore e la mia voce interiore mi dice che l’Amore, quello vero, quello da ricercare, non è il nostro egoistico bisogno di essere Amati, ma quello che ci muove in direzione dell’Amore Universale. Una condizione che solo ognuno di noi può costruire unendosi a coloro che lottano nella stessa direzione, spesso contro sé stessi e le proprie pulsioni…

Grazie a Dafne per la meravigliosa fotografia che mi donò in una notte particolare ridonandomi la fiducia e la forza… io usavo parole, lei mi rispose con un’immagine…

On air Primavera di Ludovico Einaudi (e qui un grazie che non ho mai detto pubblicamente: grazie a MonicaGellerB per avermi regalato il cd)

Prove

LettriceM Maggio 3rd, 2007

Questa notte la serenità è arrivata vestita con i panni di chi un tempo mi viveva accanto in carne ed ossa e oggi non può che farlo con la sua presenza eterea e spettacolare, questa notte la serenità aveva il volto di una donna che mi mostrava le parole in cui si era nascosta e le sagome dietro cui mascherava la sua identità. Questa notte mentre, come al solito, continuavo a scrivere trasportata da una sensazione di grande pace interiore mi sono ricordata di una cosa. Del concetto delle prove, di quante ce ne vengano proposte ogni giorno e di quanto dovremmo esserne felici. Dietro ogni prova si nasconde la nostra possibilità di evolverci e crescere, al superamento di ogni nostro limite riusciamo a scorgere un bagliore in più di quella Luce che ci alberga dentro e che spesso è smorzata dal buio della nostra depressione o insoddisfazione, di ogni nostra reazione, di ogni singola azione. Per un po’ staccata da me stessa, ed osservando cose e fatti di cui non conosco né origine né protagonisti, ho potuto scorgere un pezzo della strada che ho percorso, tra cadute e successi, tra limiti e sconfinamenti, tra crescita e stallo. Se è vero che dubbi e paure bloccano la nostra capacità di crescere relegandola nei meandri del nostro Ego, è anche vero che spesso ne abbiamo bisogno per capire dove abbiamo sbagliato e sperare di correggere quel comportamento. Gioire e sorridere di un proprio successo e ricominciare, invece, il lavoro dove invece si è scivolati ancora. Quante più prove ci si pongono davanti tante più possibilità abbiamo di superarle e quindi crescere, sono convinta anche che un primo passo sia quello di capire che una determinata situazione era una prova e che l’abbiamo fallita. Un passo in più verso la consapevolezza, un passo in più verso noi stessi. Ogni volta che cadremo ci verrà data un’altra possibilità, non subito, non nella stessa forma ma la prova arriverà e potremo fare un passettino in più. Questo non significa lasciarsi vivere nell’idea che avremo infinite possibilità, significa, invece, rimboccarsi le maniche a capire quello che ci accade intorno. Significa prendere coscienza della nostra imperfezione ma anche della nostra perfettibilità. Non sono le circostanze esterne a creare il nostro cammino, siamo noi a costruirlo passo dopo passo.

L’immagine è The Waltz of the Angels di Arthur Douët

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