Archive for the 'diario' Category

Into the wild

LettriceM Marzo 9th, 2008

Da quando ho finito di vedere il film mi viene in mente una sola parola: ECCESSIVO!
Tratto da una storia vera avvenuta una quindicina di anni fa.
Fermo restando la bellezza della fotografia che in certi momenti lascia davvero senza fiato devo dire che il film non mi ha soddisfatta. Troppo lungo innanzitutto, troppo lento in alcuni momenti, scelte di montaggio “anomale” e soprattutto una onnipresente voce narrante a raccontare cose che erano già assolutamente evidenti… Sembrava un po’ di avere dei sottotitoli per non intelligenti. La trama è nota ormai a tutti: Chris McCandless, giovane benestante e intellettivamente vivace ma traumatizzato da un passato mendace dei genitori e da un presente degli stessi altamente materialistico, si laurea e molla tutto, “va in viaggio alla ricerca della verità”, senza soldi, senza esperienza, senza nulla, solo con la sua voglia di essere e ritrovarsi a contatto con la natura… Incontra persone, situazioni, emozioni, incontra sfaccettature della vita che non conosceva (ovvio aveva 20 anni) e purtroppo non è chiaro se queste esperienze gli chiariscano che nella vita non è tutto bianco o nero ma esistono delle sfumature, dei diversi punti di vista. Raggiunge la sua meta, l’Alaska, e lì muore di stenti o veleni, dopo poco più di 100 giorni. Proprio quando vuole tornare indietro non ci riesce e quella natura che tanto desiderava lo intrappola… questo appare dal film, nella realtà, a quanto ho letto qua e là nella rete sulle sue biografie, è lui stesso a farsi intrappolare perché a poco più di un giorno di viaggio avrebbe trovato un rifugio di rangers, quindi ancora una volta quello che a me sembra è che lui valutasse “un’unica via”… a poche ore dalla morte lascia scritta la verità trovata “la felicità non è reale se non puoi condividerla”.
Perché non mi è piaciuto il film? Perché mi sembra che si voglia rendere McCandless un martire e un profeta. Eppure non mi pare vi sia nessuna profetica novità nella conclusione cui arriva, mi pare vi siano millenni di storia, letteratura e antropologia a testimoniare che la ricerca interiore si deve poi materializzare nel rapportarsi con l’esterno altrimenti diviene bieco egoismo, un egoismo da cui, peraltro, non si esce alla fine di questa storia ove la ricerca sembra volta alla propria felicità e vede la condivisione come mezzo anziché vederle intrecciate in modo equilibrato tanto da essere fine e mezzo l’una dell’altra. Ma questo è quello che a me ha detto il film, Chris non mi ha invece detto nulla…
Non ho letto il libro da cui è tratto (e non credo lo leggerò) che è stato costruito sulla base delle poche note diaristiche del protagonista e delle testimonianze di chi lo aveva incontrato e continuo a chiedermi se quelle note non fossero davvero troppo poche per capire. La sensazione è che all’eccesso manchi il succo. Mi sembra che, almeno dalla visione del film, il giovane Chris abbia sparso qua e là una filosofia spicciola imparata sui libri, nulla però esce di quello che realmente sentiva. Il viaggio, la fuga dal materialismo, la ricerca del proprio Sé in rapporto alla realtà, tutto vissuto fuori, ma dentro? Perché alla fine il vero viaggio e la vera fuga si svolgono dentro, non fuori da noi stessi. Dio è in tutto ciò che ci circonda e ogni manifestazione è fonte di gioia, questo ci dice Chris, e siamo d’accordo. Lui necessita di un viaggio per trovarsi e anche qui ci siamo, il film ce lo mostra morire con il sorriso sulle labbra per essersi trovato ma anche con il rammarico di non essere tornato in tempo. Chi sarebbe stato Chris? Cosa avrebbe scritto in una ipotetica autobiografia?
Non so… manca qualcosa. Lui che non lesina consigli sul coraggio di cambiare strada alla fine resta intrappolato proprio perché in fin dei conti non la cambia. Novello Icaro? O forse solo qualcuno a cui è mancato il tempo per raccontarci davvero quello che sentiva, viveva e voleva? Non parla mai di sé, apre le menti di coloro che incontra con il suo comportamento da bravo ragazzo intriso del suo sogno, sparge qua e là consigli su una vita che, da quanto appare, nemmeno lui conosce.
Forse avrebbero fatto un miglior servizio alla sua memoria lasciando che fossero unicamente le sue poche memorie a parlare… questa la sensazione che non mi abbandona!

Radunate le donne

LettriceM Gennaio 5th, 2008

Mentre ero alla ricerca di alcuni regali di Natale i miei occhi si sono posati su un libro e non sono riuscita a non comprarlo, in questi giorni (anzi in queste notti… tanto per cambiare), l’ho letto. Il libro si chiama “Saranno le donne a salvare la madre terra” ed è stato scritto da Jean Shinoda Bolen, una psicoanalista e docente di psichiatria, autrice di saggi e opinionista di fama internazionale. Devo dire che la lettura mi ha provocato reazioni altalenanti in quanto intriso di una combattività che condivido ma fino ad un certo punto ma che mi fa anche sorridere gioiosamente perché tipica di un certo tipo di donne “naturali” che mi piacciono molto. Parte dall’analisi di culti antichi, dell’importanza, celata dal maschilismo patriarcale, della figura della donna nell’antichità anche nella dimensione divina. Interessante l’excursus così come le conclusioni cui tende. Ciò da cui in parte mi distacco è quella parte che fa trasparire una rabbia primordiale e che secondo me, ma posso essere in errore sia sull’interpretazione che sul concetto, poco serve a cambiare il mondo. Sono assolutamente d’accordo sul necessario intervento delle donne per la salvezza della nostra povera madre terra ma non credo che si possa arrivare a qualche risultato se si continua a provare odio e rancore. Comunque l’argomento centrale del libro è ben altro. Il titolo originale è, come spesso accade, molto più esaustivo, concludente e indicativo del succo della questione. Urgent message from Mother: gather the women, save the world”. Che in italiano suonerebbe, più o meno, come “Messaggio urgente dalla Grande Madre: radunate le donne, salvate il mondo”. Tutto questo prende spunto, come ci racconta l’autrice, da un’iniziativa nata via internet nel 2003 che invitava le donne a organizzare raduni nella giornata dell’8 marzo o comunque dedicati a tale data: la giornata internazionale delle donne. Quell’anno furono organizzati ben 405 raduni sparsi nel mondo (o forse di più, ma di 405 si ebbe notizia) e parteciparono ad essi anche alcuni uomini che credevano e credono nella potenza dell’intervento femminile.
La voglia delle donne di fare qualcosa nasce dal loro essere interiormente madri, che lo siano o meno biologicamente. Dalla caratteristica primordiale di portare in sé un amore compassionevole ma allo stesso tempo dotato di una forza indistruttibile, dalla conoscenza atavica che è dentro di loro e deve solo trovare la via per riemergere a livello consapevole. Tutte caratteristiche diverse, seppure complementari, a quelle dell’uomo. Ecco perché il loro intervento in determinate aree sarebbe ed è essenziale a livello planetario.
Ogni piccolo cerchio porta in sé il germe del cambiamento e tanti piccoli cerchi possono fare la differenza.
Il libro porta esempi illustri come quello delle vedove e orfane dell’11 settembre che riuscirono a smuovere le indagini fino a giungere a risultati insperati o come le iniziative di prestiti di microcredito ed altri ancora.
L’idea centrale è quella di formare appunto dei cerchi di donne che hanno la voglia e l’energia per cambiare qualcosa, per portare un po’ di serenità nel mondo, per venire in aiuto dei più deboli che sono tutti sempre e comunque figli della Madre Terra e dunque nostri, di ognuna di noi. E di venire in aiuto anche della Madre Terra stessa, facendo sì che venga rispettata e nutrita anziché seviziata. Un gruppo di donne che si riunisce ha in sé la forza per creare tutto questo o quanto meno di dare stimolo a tutto questo agendo nel proprio microcosmo. Si è d’aiuto innanzitutto le une alle altre e, grazie a questo singolo portato, anche a coloro che ci vivono intorno. La condivisione di idee, esperienze personali, gioie e dolori, obiettivi comuni crea un centro energetico che può generare altra e più potente energia. In questi cerchi si crea a mio parere, anche dove non lo si sa, quel centro spirituale che l’autrice dice essere importante per questo tipo di esperienza. Laddove vi sia, infatti, comunione di sentimenti si crea forse anche comunione di intenti pur se in presenza di diversità di credo. Basta una candela, una singola preghiera, o anche solo un pensiero d’amore rivolto a qualcuno che soffre ed ecco che il centro spirituale è sorto.
Trovare questo libro “per caso” mi ha fatto sorridere perché questo era uno degli argomenti dei quali avrei voluto qui parlare in quanto è un’esperienza che a fasi alterne sto vivendo e che si è creato in maniera piuttosto spontanea, nascendo dalla voglia di un gruppo di amiche di darsi sostegno vicendevole in un momento difficile per molte ma anche condito dalla progettualità verso obiettivi comuni di aiuto umanitario.
Credo valga la pena di valutare in questo momento che ogni piccola cosa può cambiare la situazione tragica in cui si vive. Non smettiamo mai di dirlo e spero anche di farlo.

Riporto di seguito un brano del libro e che a sua volta cita un’altra fonte. Dopo aver citato un saggio in cui Clarissa Pinkola Estés ricorda l’importanza di ogni piccola azione per cambiare il mondo, ribadendo che milioni di piccole azioni alla propria portata (e fatte da persone che non si arrendano all’apparente immutabilità delle brutture del mondo), fanno la differenza, la Shinoda Bolen scrive:

A Tale for All season sul “nulla più del nulla” di Kurt Kauter mi è arrivato via email, gusto in tempo perché potessi aggiungerlo qui. Che si tratti di un fiocco di neve o della centesima scimmia o del milionesimo cerchio, il messaggio è sempre lo stesso: continuate a fare quello in cui credete. Non fermatevi solo perché non riuscite a vedere la differenza che state facendo. Conservate la fiducia nel fatto che, quando siete gentili o vi adoperate perché sia fatta giustizia o rendete più felice qualcuno in questo mondo o più ameno un posto sulla Terra, state contribuendo alla pace.

«Dimmi quanto pesa un fiocco di neve», chiese un passero a una colomba selvatica.
« Nulla più del nulla» fu la risposta.
«In tal caso devo raccontarti una storia» disse il passero.
«Sedevo su un ramo di abete, vicino al tronco, quando cominciò a nevicare. Non avendo niente di meglio da fare contai i fiocchi di neve che si posavano sui rametti e sugli aghi del mio ramo. Arrivai a 3.741.952. quando il fiocco di neve numero 3.741.953 cadde sul ramo, nulla più del nulla, il ramo si spezzò».
Detto questo il passero volò via.
La colomba, fin dai tempi di Noè un’autorità in materia, riflettè per un po’ sulla storia e alla fine si disse: «Forse manca solo la voce di un’unica persona perché la pace possa giungere nel mondo». ”

Un’ultima cosa che mi viene da dire è che il cerchio ha tante valenze tra cui quella di proteggere ciò che accade al suo interno ma, se ci pensate, quando buttate un sasso nell’acqua ciò che si crea è un insieme di cerchi concentrici che si allargano, ecco, io immagino i cerchi di donne e di uomini con simili ideali ed obiettivi come dei propulsori energetici che emettono le loro positive onde vibrazionali radianti che investono anche chi non ne sa nulla. Un modo in più per portare propositi, idee ed azioni tutto intorno a noi. Nello stesso tempo l’energia si irradia verticalmente traendo forza e conoscenza dall’alto…

Pausa

LettriceM Novembre 24th, 2007

Eccomi qui dopo quasi un mese di silenzio… purtroppo devo dire che in questo periodo non ho voglia di scrivere e nemmeno di parlare… la sensazione è quella di non aver nulla da dire… sono sicura che presto questa sensazione passerà. È come trovarsi in una galleria, non c’è buio, semplicemente si sta attraversando un passaggio e bisogna andare fino in fondo. Chissà cosa capita nella mente umana, chissà cosa capita nella mia. Sto comunque cercando di mantenere una sorta di serenità e penso a ciascuno di voi anche se non riesco nemmeno ad avvicinarmi ai blog. Questo accade perché in ufficio (dove mi reco anche il sabato e la domenica) non ho a disposizione un pc se non per pochi minuti al giorno e sempre con qualcuno intorno a condividere ciò che guardo e leggo, è un miracolo che riesca a leggere la mia posta una volta al giorno e la sera, quando torno a casa (sempre molto oltre l’ora di cena), sono veramente stanca e la mia vista si sta abbassando, quindi fatico a stare al pc. Tornerò comunque a leggere e scrivere, questa è una certezza. Vi ringrazio e vi abbraccio tutti!

Suppliche e… risposte

LettriceM Ottobre 28th, 2007

Oggi…

momento di grande sconforto…

una supplica si è levata in alto partendo dal profondo…

immediata la risposta…

questa… 

non è possibile rimanere ciechi e sordi…

l’Universo risponde sempre e le prove basta saperle vedere! 

P.S. questa canzone è stata spesso confusa con quello che non è… non è dell’amore terreno che parla. Per chi non ne conoscesse il testo, eccolo qui insieme alla traduzione.

Heroes

LettriceM Ottobre 24th, 2007

Se mi avessero detto che un giorno avrei scritto un post su un telefilm mi sarei messa a ridere con una smorfia inorridita eppure… eppure qui la cosa si fa seria. Sto diventando Heroes-dipendente e ho il terrore che, visti gli scarsi risultati di auditel che sta ottenendo, mediaset decida di non programmare la seconda serie. Sulla questione share-posizionamento-bacino di utenza non mi addentro e faccio parlare esperti di televisione, siti e blog che di questo si occupano per “mestiere”. Facciamo tacere subito anche i maliziosi dicendo che se è vero che LUI…

costituisce già di suo un buon motivo per seguire la serie non è però certamente l’unico. Mi sembra infatti che questo telefilm abbia il suo bel motivo di esistere. E il motivo è esattamente quello che piace a me: I DONI!
In fondo non è un argomento nuovo, i supereroi sono da sempre presenti nella storia, nella letteratura, nella fumettistica, nella filmografia, nella cultura umana insomma, basti pensare ai miti greci, all’olimpo, agli egiziani, alle culture più antiche ancora.
Ecco dunque che in un momento storico un po’ particolare si affaccia anche questo nuovo telefilm. La lotta tra il bene e il male e anche, forse diversamente dal solito, la difficoltà di discernere l’uno dall’altro, la confusione, il passaggio a volte obbligato per l’apparentemente “meno bene” per tentare arrivare al superamento del male. La possibilità di cambiare rotta, di aprire gli occhi e imparare a guardare la realtà con occhi diversi.
È presente anche la simbologia, l’interdipendenza, la “coincidenza”.
Tutto sommato, poi, in effetti, se ci pensiamo bene, cosa ci differenzia da questi moderni supereroi? Nulla è la risposta che mi viene spontanea. Siamo esattamente come loro e come loro scopriamo i nostri doni giorno dopo giorno e capiamo anche che non siamo tanto diversi gli uni dagli altri, questo ci fa sentire meno soli, ci aiuta anche a migliorarci, a coltivare ciò che la natura ci ha donato, a imparare che insieme siamo più forti e, soprattutto, a notare ancora di più la nostra interdipendenza, quanto le nostre parole e le nostre azioni agiscano sugli altri, come possiamo aiutarci l’uno l’altro a capire e tutti insieme a operare grandi cambiamenti.
Naturalmente da curiosa quale sono ho sbirciato qualche spoiler e devo dire che la scelta del finale della prima serie me lo ha fatto piacere ancora di più.

Lo guardate? Vi piace? Ditemi che non sono l’unica malata vi prego… rassicuratemi… :cry:

SEGNALAZIONE IMPORTANTE: ho letto questo post dalle amiche di okanimali, credo valga la pena (ed è proprio il caso di dirlo) di leggerlo e aderire ad un’iniziativa che, se non servirà a salvare un essere vivente a quanto pare già defunto, servirà almeno forse ad evitare che questa mostruosità si ripeta.

Echi

LettriceM Ottobre 23rd, 2007

Notte fonda… tanto per cambiare…
Mi sono ridotta a far tardi con il nulla questa sera.
Aprivo il blog e lo richiudevo, voglia di dire e voglia di tacere che si accavallavano. Forse in cerca di uno sbocco, forse in cerca del vero silenzio. Non ho voglia di leggere, non ho voglia di commentare, non ho voglia di rispondere. Cerco di creare il vuoto nella testa per buttare via tutte le schifezze che incamero durante il giorno e così mi faccio schermo. Non posso farmele scivolare addosso perché alcune mi riguardano, ma posso, ad un certo punto, la sera, cercare di non pensare a nulla. Creare il vuoto da riempire con le emozioni. E così mi dilungo nel far nulla, o con delle parole crociate, o con giochi similari. Qualcosa insomma che serva all’unico scopo di farmi concentrare su quello che in fondo non ha senso e poter poi ricercare nel vuoto me stessa, in modo da non perdermi in pensieri in coda, in modo da distaccarmi dalle re-azioni che ogni tanto rischio ancora di mettere in pratica. Il tempo però in questo mi è amico e, dove forse non resisterei, accorre qualcosa che lo fa scorrere in modo che io non possa far danno a me stessa. Il prolungarsi fa sì che io possa ritrovare la lucidità perduta e soprattutto la calma, che riesca a vedere dove gli occhi guardavano e a non fare scelte azzardate. L’inganno è sempre dietro l’angolo, la provocazione è un’arma terribile, giocare con il mio orgoglio la peggiore delle armi che mi si possano scagliare contro. E così passano le ore… Nel nulla, nel silenzio, in una falsa concentrazione. Poi qualcosa si apre, una sensazione richiama la mente e sono di nuovo io, sono di nuovo qui. Con poca voglia di leggere, ancor meno di commentare, purtroppo poca anche di rispondere e di tutto questo mi scuso ma non ho mai fatto nulla sui blog, sul mio come su quelli degli altri, che non mi venisse spontaneo fare. In compenso stasera, forse, una latente voglia di scrivere. Perché dopo tanti giorni a non-pensare la testa elabora, il vissuto viene a galla, la parte vera, la parte emozionale, quella che fa vivere e sentire. E quante cose ci sarebbero su cui dialogare, da tirare fuori, da analizzare insieme a voi. Talmente tante che stanotte mi sembra impossibile farlo. Dopo giorni e giorni in cui il vento mi ha praticamente soffocata come in una morsa impenetrabile riesco di nuovo a rimettere in sesto quello che ho dentro. Mi sono ammalata che cominciava a far freddo, nei giorni in cui ero a letto ci sono state continue tempeste di vento e quando domenica ho rimesso piede fuori casa per andare a lavorare ho trovato un clima quasi natalizio e ancora quel vento… gelido… così forte da non poter essere ascoltato se non come eco e lamento, energia anomala, grido lontano, canto di sirene straziante. Eppure sommesso. Una coltre che ti avviluppa, ti avvolge e non fa passare quasi nulla, se non quello che è ben radicato dentro di te, una cortina di ferro, una fitta nebbia, uno scudo, una fredda solitudine. Quasi senza vita, quasi senza corpo, quasi senza energia, quasi come automi, quasi senza sé stessi ma completi di chi siamo ed amiamo, rinchiusi in una bolla di vento, ingoiati in un tempo-non tempo. Tra le fronde il silenzio, anche gli alberi ascoltano, incamerano, anche loro, sbattuti dalle folate, sono in attesa, trasmettono solo forza e tristezza, si lasciano andare e assorbono, imparano e saranno lì per raccontarci cosa ci aspetta…

son fortune…

LettriceM Ottobre 17th, 2007

la situazione, nell’unico giorno libero che ho, è questa

se passate di qui fate piano e non dite cattiverie perché quando ho la febbre ho la lacrima facile e non vorrei causare qualche danno grave all’ecosistema…

ora capisco perché continuavo a sognare una sella O_o

e capisco anche perché ho questa voglia inesauribile di prelibatezze… ho un regresso allo stadio infantile… ecco non lo intendevo così, sia chiaro…

eh… cosa? ahhhh già… stasera c’è il dr. House :-D comincio a vedere la mia malattia in un’ottica diversa… magari potrei farmi visitare, il lupus tanto è evidente che non ce l’ho, al massimo potrei avere un equus

Nella notte… la Luce

LettriceM Settembre 26th, 2007

Queste che stanno volando via sono giornate parecchio faticose per me, faticose e confuse. Vado dritta per la mia strada con il tempo che si fa tiranno e, in questo momento, una gatta semisdraiata sulla tastiera che rende difficile scrivere questo post. A volte ho la sensazione di camminare nel buio, nel buio ma non al buio, perché ad ogni passo il buio si fa luce, perché la Luce siamo noi, il nostro cuore, la nostra mente, la capacità che abbiamo, e che dobbiamo solo imparare ad usare, di rendere ogni cosa una bagliore infinito di Luce, la nostra immaginazione creativa è capace di tutto, basta crederci, basta volerlo, basta sentirlo. Mi piace dire che la nostra vita è un grande e potente atto di Fede, e non sto parlando di religione, sto parlando di uomini, sto parlando di quello che sentiamo, di quello che Amiamo, di quello che vogliamo. Di quello che è il nostro desiderio di Vita e libertà. Dagli schemi, dalle sovrastrutture, dalle paure, sì soprattutto dalle paure, perché sono le paure a creare i blocchi più gravi, quelli che ci allontanano da ciò che siamo e dovremmo essere. Quanti post ho scritto sul cammino che ho fatto, quante righe, quanto vissuto tra le virtuali pagine di un pubblico diario e poi quanti silenzi e quanto bisogno di condividere.
E stasera, di nuovo, un piccolo miracolo lo ha fatto la foto che proprio oggi Dafne ha pubblicato sul suo blog, andate a vederla, è lì che ti guarda e ti parla, e mi parla e mi fa tornare la voglia di scrivere. Mi rendo conto però che in questo periodo non mi riesce, non mi riesce come una volta, perché sono concentrata sulle mie scelte, sulla realizzazione delle stesse, sul rendere finalmente materiale un piccolo sogno racchiuso nel cuore, un passetto in più verso quella che sono, un sogno da realizzare, un traguardo e un nuovo inizio. E non importa se le cose sono diverse da come tempo fa le avrei desiderate, perché siamo il frutto delle nostre scelte ed azioni. Ora è su questo che devo costruire e allora costruisco, con qualche rischio ma ne vale la pena. L’obiettivo è chiaro, devo solo renderlo traguardo e tagliare il nastro di arrivo per ripartire subito dopo. Senza sosta, senza tregua, senza più aspettare, perché non ho più paura, non ho più timore, ho solo la voglia di fare!
E lo so, lo vedo… ad ogni passo nel buio la Luce è più forte e camminare, seppure con stille di sudore rosso ed amaro, rende il mio essere ancora più forte. Mi interrogo a volte, mi sembro indurita, mi sembro distaccata, poi mi guardo meglio e vedo che, invece, non sono mai stata meno distaccata di così. La via verso gli altri passa necessariamente per sé stessi, e il viaggio è fatto di tappe, spirituali quanto materiali, momenti e decisioni, sentimenti e astrazioni, azioni. Non sono scomparsa nella realtà, sto ancora una volta costruendo un altro pezzetto di me che mi tiene centrata su obiettivi ed emozioni. La mancanza apparente di emozioni a volte nasconde la consapevolizzazione delle stesse con una forza più profonda, le emozioni che non scuotono ma costruiscono. Per sé e per altri. Un mattone dopo l’altro in un tempo che sembra confondere vissuto e vivente, ma va bene così.

Aggiornamento delle 3.00: stavo mettendo un minimo di ordine tra le tags dei vecchi post e ho ritrovato questo… poco più di un anno fa, in quella fascia che non è stata divorata dal crash del server e quindi completa dei vostri preziosissimi commenti. Bello rileggersi, bello rileggervi e vedere che molti di voi c’erano già e magari ci saranno per molto tempo ancora. :-) Buon autunno allora

Sorpresa

LettriceM Settembre 23rd, 2007

Ieri andando al cimitero ho trovato una sorpresa.
Sullo spigolo del loculo (o come caspita si chiama) di una delle persone che ho maggiormente Amato nella mia vita, che sento vicina e che continua comunque a mancarmi, soprattutto in questo periodo, delle vespe hanno costruito un nido. Alcune erano appena nate, altre se ne stavano lì a lavorare per continuare la costruzione. Nascoste dalla marea di fiori finti e bellissimi che tengo lì per non essere obbligata ad andare ogni settimana pur desiderando che, se tomba deve esistere, almeno sia in ordine, c’erano loro. Quando ho spostato i fiori non si sono arrabbiate, mi hanno semplicemente avvisata della loro presenza volandomi intorno.
Tra i centinaia di loculi in fila hanno scelto quello, a dispetto anche di quelli con fiori veri e profumati… Chissà, magari quelli finti, non appassendo, danno la sicurezza di un nido sempre protetto o, forse, è anche questo un messaggio… Se seguo il comune modo di dire “trovarsi in un vespaio” non ho molto da stare allegra… Ma c’è anche la valenza del nido. E forse, chissà, anche della femminilità, non si dice forse “avere un vitino da vespa”??!?!
A voi viene in mente qualche suggerimento?

P.S. la foto è presa da wikipedia, quella che ho fatto io non è venuta un gran che ma il nido era proprio così, forse un po’ più piatto e esagonale.

Non si può mai stare tranquilli…

LettriceM Settembre 19th, 2007

Come quasi ogni donna che conosco AMO FOLLEMENTE LE SCARPE!!!
Mi piacciono tantissimo, ne ho un numero spropositato, di tutti i generi, con tutti i tipi di tacco, dei colori e con le decorazioni più strane (e chi ha visto può confermare), impazzirei di gioia se potessi avere quelle della foto, e, non dubitate, le indosserei! Unico problema: piedi delicatissimi e quindi ogni acquisto è una specie di salasso… Ma va beh, basta puntarle e poi eventualmente aspettare i saldi o la botta da matto!
Scarpe e gioielli sono un po’ una mania femminile, ciò che differenzia le une dagli altri è che almeno le prime le puoi indossare senza timore, che poi, detto da una che ha subito una rapina a mano armata per un orologio, che era solo somigliante a uno di quelli di marca senza volerne nemmeno essere un’imitazione, la cosa fa un po’ ridere. Ma tant’è. Ho continuato ad indossare i pochi gioielli che porto sempre fregandomene. A maggior ragione indosso le mie scarpe senza problemi… Ecco! Male faccio! Perché anche con le scarpe si rischia grosso. Almeno fino a ieri, quando la polizia ha arrestato il famoso rapinatore di scarpe. 8O Sì sì, proprio così, questo simpatico ventiseienne bloccava le donne per strada, intimava loro di consegnargli le scarpe e, se le malcapitate facevano resistenza, le aggrediva ai polpacci8O
Ma ve lo immaginate un tipo attaccato ai polpacci come un barboncino ringhioso per portarvi via le vostre amatissime scarpe??!! “Dammi le scarpe”, “Te lo scordi”, “guarda che ti azzanno”, “Ehhh?!?! ?_?”, “Arghhh, grrrr”…. Chissà se dicendogli “a cuccia”? si placherebbe?!?! @_@
Per la cronaca: l’orologio è rimasto mio (e fortunatamente anche la giugulare) e il rapinatore è scappato a gambe levate (lo so sono un’incosciente, ma l’istinto ha prevalso sulla ragione), un rapinatore attaccato al polpaccio che minacci le mie scarpe non so se resterebbe vivo…

Cavalco l’onda

LettriceM Settembre 18th, 2007

Come sapete questo blog segue l’onda della mia vita, né più né meno, e questo avviene tra silenzi, post giocosi, post riflessivi, post di sfogo. È un vero diario di bordo, in cui le cose vengono annotate e rivissute, esternate, metabolizzate. Tutto accade qui come accade nella mia vita.
Ebbene, stasera una “coincidenza” mi ha portato un’altra poesia. In una casa che non era la mia, in un modo del tutto anomalo. Una fotocopia che era servita a ben altro uso, che non avrebbe nemmeno dovuto essere lì, mi attendeva e mi chiamava… L’ho presa, l’ho letta e i miei occhi si sono inondati di lacrime di commozione. Non posso non postarla qui, non posso non condividerla con voi. E non posso non metterle come accompagnamento una delle bellissime foto di Dafne (di nascosto, nella notte, come è spesso accaduto) perché nella ricerca di un’immagine adatta l’ho vista ed ho pensato E’ LEI!!! Evidentemente è il momento della poesia, evidentemente i messaggi è così che hanno deciso di arrivarmi in questi giorni, evidentemente…

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ITACA
Konstantinos Kavafis

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d’incontri
se il pensiero resta alto e il sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo
né nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga
che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche aromi
penetranti d’ogni sorta, più aromi
inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca
- raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo,per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

Reazione all’”arte”

LettriceM Settembre 16th, 2007

Desperation di Jonah Michael Hodgkins

Sarà che ci son giorni in cui dovresti stare a casa e dedicarti alla poesia ritrovata.
Sarà che ci sono momenti della vita in cui ogni cosa sembra messa lì per riaprire delle ferite mai del tutto rimarginate.
Sarà che quando hai mal di testa da piangere da giorni forse dovresti cercare altri svaghi.
Sarà che poi, alla fine, non mi informo mai abbastanza.
Fatto sta che stasera (da intendersi come sabato sera visto che sono le 2 passate della notte…) dovevo andare al cinema a vedere questo film, ma si è fatto tardi e la sala era al completo, e allora, perché no, vediamo quest’altro film, ha vinto un premio importante, ne hanno parlato benissimo…
Ed ora sono qui… con un nodo allo stomaco, il mal di testa, se mai fosse possibile, sembra triplicato e mai, dopo un film, mi sono sentita così sola, impotente, senza energia, violentata nella mia intimità di donna e di essere umano, disperata, angosciata, nuda…

Non sono una cinefila, non capisco un cavolo di cinema, non riesco a capire certa “arte”, a cercare i simbolismi. Il film non mi è piaciuto, non lo consiglierei, non lo rivedrei nemmeno sotto tortura, ma, visto come mi sento, chissà… forse è davvero un capolavoro…

Strani risvegli…

LettriceM Settembre 15th, 2007

Stamattina mi sono svegliata, ho guardato fuori, annusato l’aria e… all’improvviso, cosa per me anomala, hanno cominciato a fluir in testa i versi de L’aquilone di Pascoli…
E così ho deciso di fare una cosa che difficilmente faccio, postare la poesia…
Si richiede consulenza psichiatrica e pure letteraria… Sarà l’amore del poeta per la natura vista come contrapposizione alla “materiaità cittadina”, sarà il suo carattere, il suo amore per le piccole cose, non ne ho la più pallida idea, l’unica cosa che so è che stamattina Pascoli mi accompagna e per me è una novità assoluta…

L’Aquilone
Giovanni Pascoli

C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole,
anzi d’antico: io vivo altrove, e sento
che sono intorno nate le viole.

Son nate nella selva del convento
dei cappuccini, tra le morte foglie
che al ceppo delle quercie agita il vento.

Si respira una dolce aria che scioglie
le dure zolle, e visita le chiese
di campagna, ch’erbose hanno le soglie:

un’aria d’altro luogo e d’altro mese
e d’altra vita: un’aria celestina
che regga molte bianche ali sospese…
sì, gli aquiloni! E’ questa una mattina
che non c’è scuola. Siamo usciti a schiera
tra le siepi di rovo e d’albaspina.

Le siepi erano brulle, irte; ma c’era
d’autunno ancora qualche mazzo rosso
di bacche, e qualche fior di primavera

bianco; e sui rami nudi il pettirosso
saltava, e la lucertola il capino
mostrava tra le foglie aspre del fosso.

Or siamo fermi: abbiamo in faccia Urbino
ventoso: ognuno manda da una balza
la sua cometa per il ciel turchino.

Ed ecco ondeggia, pencola, urta, sbalza,
risale, prende il vento; ecco pian piano
tra un lungo dei fanciulli urlo s’inalza.


S’inalza; e ruba il filo dalla mano,
come un fiore che fugga su lo stelo
esile, e vada a rifiorir lontano.


S’inalza; e i piedi trepidi e l’anelo
petto del bimbo e l’avida pupilla
e il viso e il cuore, porta tutto in cielo.

Più su, più su: già come un punto brilla
lassù, lassù… Ma ecco una ventata
di sbieco, ecco uno strillo alto… - Chi strilla?

Sono le voci della camerata mia:
le conosco tutte all’improvviso,
una dolce, una acuta, una velata…


A uno a uno tutti vi ravviso,
o miei compagni! E te, sì, che abbandoni
su l’omero il pallor muto del viso.

Sì: dissi sopra te l’orazioni,
e piansi: eppur, felice te che al vento
non vedesti cader che gli aquiloni!

Tu eri tutto bianco, io mi rammento:
solo avevi del rosso nei ginocchi,
per quel nostro pregar sul pavimento.

Oh! te felice che chiudesti gli occhi
persuaso, stringendoti sul cuore
il più caro dei tuoi cari balocchi!

Oh! dolcemente, so ben io, si muore
la sua stringendo fanciullezza al petto,
come i candidi suoi pètali un fiore


ancora in boccia! O morto giovinetto,
anch’io presto verrò sotto le zolle
là dove dormi placido e soletto…

Meglio venirci ansante, roseo, molle
di sudor, come dopo una gioconda
corsa di gara per salire un colle!

Meglio venirci con la testa bionda,
che poi che fredda giacque sul guanciale,
ti pettinò co’ bei capelli a onda tua madre…

adagio, per non farti male.

E dopo Il vento tra le foglie…

LettriceM Settembre 13th, 2007

… vi presento Il vento tra le nebbie
Che ne dite? Diciamo che anche questo sto finendo di modificarlo, e alcune cose NON LE TROVO!!!!O__O
Però mi sto applicando :-P

Ora voglio fare una piccola prova e quindi vi faccio una lista di quello che ho scoperto:

  • sono un’incapace (ma questo lo sapevamo già)
  • sono pigra (mi hanno passato manuali e manuali su css e affini ma io preferisco continuare ad andar per tentativi)
  • tra Fire Fox, Internet Explorer 6 e Internet Explorer 7 è tutto un gran casino, ci fosse una pagina che viene sempre visualizzata allo stesso modo…

Detto questo passo alla sperimentazione e vediamo se la lista di cazzate che ho scritto viene visualizzata con le foglioline :-P
E con questo simpatico ed inutile post torno alle mie occupazioni (ossia in questo periodo POLTRIRE!!!!)

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