Archive for the 'sensazioni' Category

Ciao Elena, Amica mia

LettriceM Maggio 19th, 2010

     

Mia dolcissima Amica,  http://www.youtube.com/watch?v=MfAuiF-EHv4

rientro nel blog solo per lasciarti un saluto… qui è tutto in disordine… non so più quante volte mi ha i chiesto di riprendere a scrivere ma non ce l’ho fatta… era terminato per me il tempo di questo tipo di comunicazione, avevo bisogno di staccarmi da qui. Poi è venuto il trasloco e tutto è diventato più difficile. Non sei mai uscita dai miei pensieri che abitavi costantemente. Ti ringrazio Elena per i giorni che mi hai donato, ti ringrazio per avermi voluta vicina, per essermi stata vicina in quest’ultimo mese e per essermi vicina ogni giorno… La tua “Cascata di Luce” non smette mai di inondarmi… ora sai tante cose che prima non sapevi, ora hai conoscenze che vanno al di là della vita terrena, ora guardi i cuori nella loro interezza e sai… Quante volte abbiamo discusso, quante volte ci siamo date padellate a vicenda, quante volte ci siamo fatte compagnia…  Ti sento sai, sei in me, così quanto io sono in te e viaggiamo insieme e mi porti tra quelle meravigliose stelle delle quali ti piaceva guardare le fotografie… Sei un essere speciale, sei Luce pura, sei una delle persone più sentimentalmente generose che mi sia mai capitato di incontrare e ringrazio Dio per avermi dato la possibilità di trovarti… che poi mi vien da ridere… sì perché è giusto ringraziare Dio, ci incontrammo proprio parlando di lui sul forum di libero… tu eri Cascatadiluce ed io anabole2006, mi piacesti immediatamente e non ti ho più lasciata andare… mi ricordo ancora quando con tutto il candore di cui sei capace mi chiedesti “perché Gesù sta sulla croce? Perché non lo levano da lì? Lui non è lì, è risorto… fa impressione vederlo ancora su quella Croce”… e avevi ragione… non dovrebbe stare su quella croce, non abbiamo bisogno di quel monito cruento che non tiene conto del dopo e dell’ancora e ancora e ancora… Mi hai insegnato e mi insegni tantissime cose, sento il tuo calore, le tue risate e, sì, anche le tue padellate. Avevi ragione sai… non mi manchi… sei sempre con me… ci ho messo un paio di giorni a smaltire la botta ma ora so che hai sempre avuto ragione tu! In verità non lo mettevo in dubbio, in verità non ci pensavo proprio a questa eventualità. Grazie Elena, Amica mia, per tutto quello che mi hai dato, mi dai e mi darai. Grazie!

Perché

LettriceM Dicembre 30th, 2007

Perché quando la Natura decide che è giunta l’ora del tuo risveglio puoi assecondarla o ignorarla ma da quel momento qualcosa cambierà…

Perché quando cominci la tua nuova Vita sta solo a te scegliere, ora con consapevolezza, il Bene o il Male…

Perché anche se sbagli una dolce melodia proverà a risvegliarti ancora…

Perché il tempo delle prove non termina in un giorno, né in un mese, né in un anno, dura il tempo di cui la tua Anima necessita per fare il grande salto…

Perché puoi credere o non credere ma quello che non puoi fare è non vivere…

Perché fin che riesci a creare qualcosa per qualcuno allora puoi sperare…

Perché l’Amore è l’unica vera fonte e la musica lo accompagna…

Pausa

LettriceM Novembre 24th, 2007

Eccomi qui dopo quasi un mese di silenzio… purtroppo devo dire che in questo periodo non ho voglia di scrivere e nemmeno di parlare… la sensazione è quella di non aver nulla da dire… sono sicura che presto questa sensazione passerà. È come trovarsi in una galleria, non c’è buio, semplicemente si sta attraversando un passaggio e bisogna andare fino in fondo. Chissà cosa capita nella mente umana, chissà cosa capita nella mia. Sto comunque cercando di mantenere una sorta di serenità e penso a ciascuno di voi anche se non riesco nemmeno ad avvicinarmi ai blog. Questo accade perché in ufficio (dove mi reco anche il sabato e la domenica) non ho a disposizione un pc se non per pochi minuti al giorno e sempre con qualcuno intorno a condividere ciò che guardo e leggo, è un miracolo che riesca a leggere la mia posta una volta al giorno e la sera, quando torno a casa (sempre molto oltre l’ora di cena), sono veramente stanca e la mia vista si sta abbassando, quindi fatico a stare al pc. Tornerò comunque a leggere e scrivere, questa è una certezza. Vi ringrazio e vi abbraccio tutti!

Buon anno magico!

LettriceM Novembre 1st, 2007

Copyright © Josephine Wall

Pensieri accavallati a note che si incastrano ringiovanite dal ritmo del tempo che scorre, come in una danza, come in una magica armonia di giorni che vanno e vengono e sembrano riportare in superficie momenti di vita che non sono terminati, melodie che chiedono di essere compiute e si affacciano in giorni inattesi. Abbracci di rugiada e piccole stille di desiderio a far riemergere l’essenza abbandonata. Percorsi interrotti per la vita e speranze che si rincorrono tra ieri, oggi e domani. Nel futuro che si affaccia ancora l’ombra del non so, nebbia che copre la possibilità e Vite che proseguono guidate dalla luce che inseguono. Errori o vita? Rinuncia o forza di un sogno e sentimento? La Vita prosegue, la Vita ricomincia oggi, la Vita non si arresta mai e porterà quello che a noi non è dato sapere ma che ci abbaglia della Luce soffusa di un arcobaleno di emozioni…

Con qualche ora di ritardo buon anno magico a tutti, che la Vita vi riservi ciò per cui continuate a sognare, ciò per cui continuate a far pulsare i vostri cuori e il Cielo accolga le vostre preghiere in un abbraccio di luce e colore.

Avrei voluto dedicare tempo ai blog ma corro in ufficio! Vi lascio in compagnia di Yanni però!!!

Suppliche e… risposte

LettriceM Ottobre 28th, 2007

Oggi…

momento di grande sconforto…

una supplica si è levata in alto partendo dal profondo…

immediata la risposta…

questa… 

non è possibile rimanere ciechi e sordi…

l’Universo risponde sempre e le prove basta saperle vedere! 

P.S. questa canzone è stata spesso confusa con quello che non è… non è dell’amore terreno che parla. Per chi non ne conoscesse il testo, eccolo qui insieme alla traduzione.

Echi

LettriceM Ottobre 23rd, 2007

Notte fonda… tanto per cambiare…
Mi sono ridotta a far tardi con il nulla questa sera.
Aprivo il blog e lo richiudevo, voglia di dire e voglia di tacere che si accavallavano. Forse in cerca di uno sbocco, forse in cerca del vero silenzio. Non ho voglia di leggere, non ho voglia di commentare, non ho voglia di rispondere. Cerco di creare il vuoto nella testa per buttare via tutte le schifezze che incamero durante il giorno e così mi faccio schermo. Non posso farmele scivolare addosso perché alcune mi riguardano, ma posso, ad un certo punto, la sera, cercare di non pensare a nulla. Creare il vuoto da riempire con le emozioni. E così mi dilungo nel far nulla, o con delle parole crociate, o con giochi similari. Qualcosa insomma che serva all’unico scopo di farmi concentrare su quello che in fondo non ha senso e poter poi ricercare nel vuoto me stessa, in modo da non perdermi in pensieri in coda, in modo da distaccarmi dalle re-azioni che ogni tanto rischio ancora di mettere in pratica. Il tempo però in questo mi è amico e, dove forse non resisterei, accorre qualcosa che lo fa scorrere in modo che io non possa far danno a me stessa. Il prolungarsi fa sì che io possa ritrovare la lucidità perduta e soprattutto la calma, che riesca a vedere dove gli occhi guardavano e a non fare scelte azzardate. L’inganno è sempre dietro l’angolo, la provocazione è un’arma terribile, giocare con il mio orgoglio la peggiore delle armi che mi si possano scagliare contro. E così passano le ore… Nel nulla, nel silenzio, in una falsa concentrazione. Poi qualcosa si apre, una sensazione richiama la mente e sono di nuovo io, sono di nuovo qui. Con poca voglia di leggere, ancor meno di commentare, purtroppo poca anche di rispondere e di tutto questo mi scuso ma non ho mai fatto nulla sui blog, sul mio come su quelli degli altri, che non mi venisse spontaneo fare. In compenso stasera, forse, una latente voglia di scrivere. Perché dopo tanti giorni a non-pensare la testa elabora, il vissuto viene a galla, la parte vera, la parte emozionale, quella che fa vivere e sentire. E quante cose ci sarebbero su cui dialogare, da tirare fuori, da analizzare insieme a voi. Talmente tante che stanotte mi sembra impossibile farlo. Dopo giorni e giorni in cui il vento mi ha praticamente soffocata come in una morsa impenetrabile riesco di nuovo a rimettere in sesto quello che ho dentro. Mi sono ammalata che cominciava a far freddo, nei giorni in cui ero a letto ci sono state continue tempeste di vento e quando domenica ho rimesso piede fuori casa per andare a lavorare ho trovato un clima quasi natalizio e ancora quel vento… gelido… così forte da non poter essere ascoltato se non come eco e lamento, energia anomala, grido lontano, canto di sirene straziante. Eppure sommesso. Una coltre che ti avviluppa, ti avvolge e non fa passare quasi nulla, se non quello che è ben radicato dentro di te, una cortina di ferro, una fitta nebbia, uno scudo, una fredda solitudine. Quasi senza vita, quasi senza corpo, quasi senza energia, quasi come automi, quasi senza sé stessi ma completi di chi siamo ed amiamo, rinchiusi in una bolla di vento, ingoiati in un tempo-non tempo. Tra le fronde il silenzio, anche gli alberi ascoltano, incamerano, anche loro, sbattuti dalle folate, sono in attesa, trasmettono solo forza e tristezza, si lasciano andare e assorbono, imparano e saranno lì per raccontarci cosa ci aspetta…

Return to innocence

LettriceM Ottobre 10th, 2007

Nel post precedente si è parlato d’Amore e di energia, si è parlato del più grande dei poteri e del più grande dei misteri e, alla fine, come sempre e come è naturale che sia, si è finito per parlare di quello che proviamo, di quello che sentiamo, di quello che desideriamo, perché a questo dovrebbero portare, nella speranza di chi li pratica, i famosi legamenti d’amore, a tornare all’unione, al raggiungimento di quella unità che ricerchiamo da tempo. E lasciamo stare per un attimo le importanti implicazioni che tali rituali portano con sé, pensiamo al desiderio che li muove, pensiamo che, in fin dei conti, a generarne l’uso è (o quantomeno dovrebbe essere il desiderio di …) un sentimento che apre il cuore, che se vissuto pienamente riempie cuore e vita. Astriamoci per un secondo dal fatto che sono opinabili, così come opinabile è il reale sentimento che ne determina l’uso, anche perché su questo vi rimando ad un bellissimo post scritto proprio in questi giorni da 1pensiero. Soffermiamoci, invece, su quello che ognuno di noi avrà provato almeno una volta nella vita, quella meravigliosa sensazione che dà una delle fasi dell’amore, una delle sue componenti: l’innamoramento. Quel brivido di gioia che ti pervade, quell’emozione che ti invade e ti fa camminare ad un metro da terra, che ti fa vivere con maggiore “leggerezza” i problemi quotidiani. Proviamo a richiamarla dentro di noi, proprio ora, mentre stiamo leggendo, mentre ci stiamo dedicando un po’ di tempo per leggere i blog, sentiamola scorrere nelle vene e nutriamoci di essa anche se ne abbiamo solo il ricordo. Cosa provate? Non vi sentite un po’ come vi sentivate da bambini quando ogni cosa era sorpresa, ogni ostacolo veniva vissuto e superato con energia, quando il ricordo di una caduta non impediva che ricominciassimo immediatamente a correre sulla nostra bicicletta? Quando non avevamo paura di piangere per una strillata presa dai genitori, quando ridevamo a crepapelle per qualcosa di buffo… quando eravamo in contatto con quello che siamo davvero. La fonte dell’Amore è lì, proprio lì, nella nostra capacità di vivere, gioire, piangere, di essere noi stessi, di sentirci in sintonia con l’universo. Osservate un bambino quando si getta alla scoperta della natura, quando gioca con un cane, quando si fissa per interi minuti a guardare un filo d’erba mosso dal vento. Il bambino vive, respira, immagazzina dati e si meraviglia. Il bambino non “pensa”… Ama. Certo lo fa ad uno stato embrionale, lo fa in maniera “incosciente”, lo fa e basta e non si chiede il perché. Cresciamo e ci lasciamo imbrigliare, cresciamo e impariamo, cresciamo e sperimentiamo, cresciamo e spesso purtroppo perdiamo una parte di noi, quella capace di “sentire” davvero, pienamente, senza paura, senza rancore, senza schermi. L’Amore è la nostra origine e la nostra meta. L’Amore è vita. E allora ricominciamo prima di tutto a sentirci un po’ bambini, il resto verrà da sé…
Vi lascio una canzone che ho reincontrato stasera ed era in sintonia con quello che sentivo. Chi non conosce l’inglese trova la traduzione qui.
Buonanotte a tutti!

L’ombra della luce

LettriceM Settembre 27th, 2007

Oggi il tempo stringe, ma vi lascio un regalo che in quetsi giorni particolari spero vi farà compagnia…

Nella notte… la Luce

LettriceM Settembre 26th, 2007

Queste che stanno volando via sono giornate parecchio faticose per me, faticose e confuse. Vado dritta per la mia strada con il tempo che si fa tiranno e, in questo momento, una gatta semisdraiata sulla tastiera che rende difficile scrivere questo post. A volte ho la sensazione di camminare nel buio, nel buio ma non al buio, perché ad ogni passo il buio si fa luce, perché la Luce siamo noi, il nostro cuore, la nostra mente, la capacità che abbiamo, e che dobbiamo solo imparare ad usare, di rendere ogni cosa una bagliore infinito di Luce, la nostra immaginazione creativa è capace di tutto, basta crederci, basta volerlo, basta sentirlo. Mi piace dire che la nostra vita è un grande e potente atto di Fede, e non sto parlando di religione, sto parlando di uomini, sto parlando di quello che sentiamo, di quello che Amiamo, di quello che vogliamo. Di quello che è il nostro desiderio di Vita e libertà. Dagli schemi, dalle sovrastrutture, dalle paure, sì soprattutto dalle paure, perché sono le paure a creare i blocchi più gravi, quelli che ci allontanano da ciò che siamo e dovremmo essere. Quanti post ho scritto sul cammino che ho fatto, quante righe, quanto vissuto tra le virtuali pagine di un pubblico diario e poi quanti silenzi e quanto bisogno di condividere.
E stasera, di nuovo, un piccolo miracolo lo ha fatto la foto che proprio oggi Dafne ha pubblicato sul suo blog, andate a vederla, è lì che ti guarda e ti parla, e mi parla e mi fa tornare la voglia di scrivere. Mi rendo conto però che in questo periodo non mi riesce, non mi riesce come una volta, perché sono concentrata sulle mie scelte, sulla realizzazione delle stesse, sul rendere finalmente materiale un piccolo sogno racchiuso nel cuore, un passetto in più verso quella che sono, un sogno da realizzare, un traguardo e un nuovo inizio. E non importa se le cose sono diverse da come tempo fa le avrei desiderate, perché siamo il frutto delle nostre scelte ed azioni. Ora è su questo che devo costruire e allora costruisco, con qualche rischio ma ne vale la pena. L’obiettivo è chiaro, devo solo renderlo traguardo e tagliare il nastro di arrivo per ripartire subito dopo. Senza sosta, senza tregua, senza più aspettare, perché non ho più paura, non ho più timore, ho solo la voglia di fare!
E lo so, lo vedo… ad ogni passo nel buio la Luce è più forte e camminare, seppure con stille di sudore rosso ed amaro, rende il mio essere ancora più forte. Mi interrogo a volte, mi sembro indurita, mi sembro distaccata, poi mi guardo meglio e vedo che, invece, non sono mai stata meno distaccata di così. La via verso gli altri passa necessariamente per sé stessi, e il viaggio è fatto di tappe, spirituali quanto materiali, momenti e decisioni, sentimenti e astrazioni, azioni. Non sono scomparsa nella realtà, sto ancora una volta costruendo un altro pezzetto di me che mi tiene centrata su obiettivi ed emozioni. La mancanza apparente di emozioni a volte nasconde la consapevolizzazione delle stesse con una forza più profonda, le emozioni che non scuotono ma costruiscono. Per sé e per altri. Un mattone dopo l’altro in un tempo che sembra confondere vissuto e vivente, ma va bene così.

Aggiornamento delle 3.00: stavo mettendo un minimo di ordine tra le tags dei vecchi post e ho ritrovato questo… poco più di un anno fa, in quella fascia che non è stata divorata dal crash del server e quindi completa dei vostri preziosissimi commenti. Bello rileggersi, bello rileggervi e vedere che molti di voi c’erano già e magari ci saranno per molto tempo ancora. :-) Buon autunno allora

Sorpresa

LettriceM Settembre 23rd, 2007

Ieri andando al cimitero ho trovato una sorpresa.
Sullo spigolo del loculo (o come caspita si chiama) di una delle persone che ho maggiormente Amato nella mia vita, che sento vicina e che continua comunque a mancarmi, soprattutto in questo periodo, delle vespe hanno costruito un nido. Alcune erano appena nate, altre se ne stavano lì a lavorare per continuare la costruzione. Nascoste dalla marea di fiori finti e bellissimi che tengo lì per non essere obbligata ad andare ogni settimana pur desiderando che, se tomba deve esistere, almeno sia in ordine, c’erano loro. Quando ho spostato i fiori non si sono arrabbiate, mi hanno semplicemente avvisata della loro presenza volandomi intorno.
Tra i centinaia di loculi in fila hanno scelto quello, a dispetto anche di quelli con fiori veri e profumati… Chissà, magari quelli finti, non appassendo, danno la sicurezza di un nido sempre protetto o, forse, è anche questo un messaggio… Se seguo il comune modo di dire “trovarsi in un vespaio” non ho molto da stare allegra… Ma c’è anche la valenza del nido. E forse, chissà, anche della femminilità, non si dice forse “avere un vitino da vespa”??!?!
A voi viene in mente qualche suggerimento?

P.S. la foto è presa da wikipedia, quella che ho fatto io non è venuta un gran che ma il nido era proprio così, forse un po’ più piatto e esagonale.

Il coraggio di sognare

LettriceM Settembre 20th, 2007

Sospesa in un tempo indefinito accarezzo i miei sogni nutrendoli di energia e di vita

perché

i miracoli avvengono se si ha la forza di crederci.

Cavalco l’onda

LettriceM Settembre 18th, 2007

Come sapete questo blog segue l’onda della mia vita, né più né meno, e questo avviene tra silenzi, post giocosi, post riflessivi, post di sfogo. È un vero diario di bordo, in cui le cose vengono annotate e rivissute, esternate, metabolizzate. Tutto accade qui come accade nella mia vita.
Ebbene, stasera una “coincidenza” mi ha portato un’altra poesia. In una casa che non era la mia, in un modo del tutto anomalo. Una fotocopia che era servita a ben altro uso, che non avrebbe nemmeno dovuto essere lì, mi attendeva e mi chiamava… L’ho presa, l’ho letta e i miei occhi si sono inondati di lacrime di commozione. Non posso non postarla qui, non posso non condividerla con voi. E non posso non metterle come accompagnamento una delle bellissime foto di Dafne (di nascosto, nella notte, come è spesso accaduto) perché nella ricerca di un’immagine adatta l’ho vista ed ho pensato E’ LEI!!! Evidentemente è il momento della poesia, evidentemente i messaggi è così che hanno deciso di arrivarmi in questi giorni, evidentemente…

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ITACA
Konstantinos Kavafis

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d’incontri
se il pensiero resta alto e il sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo
né nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga
che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche aromi
penetranti d’ogni sorta, più aromi
inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca
- raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo,per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

Reazione all’”arte”

LettriceM Settembre 16th, 2007

Desperation di Jonah Michael Hodgkins

Sarà che ci son giorni in cui dovresti stare a casa e dedicarti alla poesia ritrovata.
Sarà che ci sono momenti della vita in cui ogni cosa sembra messa lì per riaprire delle ferite mai del tutto rimarginate.
Sarà che quando hai mal di testa da piangere da giorni forse dovresti cercare altri svaghi.
Sarà che poi, alla fine, non mi informo mai abbastanza.
Fatto sta che stasera (da intendersi come sabato sera visto che sono le 2 passate della notte…) dovevo andare al cinema a vedere questo film, ma si è fatto tardi e la sala era al completo, e allora, perché no, vediamo quest’altro film, ha vinto un premio importante, ne hanno parlato benissimo…
Ed ora sono qui… con un nodo allo stomaco, il mal di testa, se mai fosse possibile, sembra triplicato e mai, dopo un film, mi sono sentita così sola, impotente, senza energia, violentata nella mia intimità di donna e di essere umano, disperata, angosciata, nuda…

Non sono una cinefila, non capisco un cavolo di cinema, non riesco a capire certa “arte”, a cercare i simbolismi. Il film non mi è piaciuto, non lo consiglierei, non lo rivedrei nemmeno sotto tortura, ma, visto come mi sento, chissà… forse è davvero un capolavoro…

Roma tra Esculapio e Ismael Lo

LettriceM Settembre 9th, 2007

Ieri a Roma c’era la “Notte Bianca”, eventi un po’ in ogni dove, di tutti i generi, per tutti i gusti.
La mia serata è iniziata, e non poteva andare diversamente, a Villa Borghese dove, nella meravigliosa cornice del laghetto di Esculapio, un anomalo e mondialmente riconosciuto artista francese, Llorenc Barber (di cui trovate un video qui), dava vita a un suggestivo spettacolo sull’acqua. Barber è famoso per le sue Sinfonie di Campane, strumenti dai quali trae melodie che incantano. Il laghetto era illuminato in pochi punti strategici, il tempio aveva un chiarore diffuso che lo rendeva quasi mistico, il pelo dell’acqua era popolato da tantissime anatre e da un bellissimo cigno che ogni tanto si accodavano al suono delle campane… Barber aveva la sua orchestra di campane su una barca che veniva trainata a sua volta da un barcaiolo sul pelo dell’acqua, appariva e scompariva tra le fronde, in una luce irreale e magica. Peccato non potersi sdraiare sul bordo del laghetto lasciandosi andare a quelle strane melodie… E qui devo fare una notazione poco simpatica: la gente. Che non capiva la bellezza di quello che stava andando in scena, di quale miracoloso evento naturale stesse avvenendo, il vociare scomposto si sovrapponeva a quello della natura che rispondeva allo scampanio con un meraviglioso gioco di eteree presenze. Il tempio del dio Asclepio, incorniciato dalla luce, dava valore a un suono che sembrava davvero voler guarire da ogni male.
Per chi non lo sapesse Esculapio, nome romano di Asclepio, era il dio della guarigione, figlio di Apollo e Coronide, salvato dal padre dalle fiamme in cui era stata gettata Coronide per punirla del tradimento ai danni del dio, e affidato a Chirone che lo istruì nell’arte della medicina. Figlio di un dio e di una principessa dunque, e guaritore… Come la migliore tradizione insegna e tramanda nello scorrere incessante dei cicli dell’uomo, figlio di quella tradizione che ricorda Enoch e arriva fino a noi attraversando le religioni e le culture.
La serata è continuata al Ministero dell’Economia e della Finanza dove, nel cortile interno, davanti ad uno sparuto gruppo di persone, si esibiva Ismael Lo, l’autore di Tajabone (qui il video, anche se con un po’ troppo casino di sottofondo), la colonna sonora di Tutto su mia madre vincitrice dell’Oscar. Musica africana con bassi incredibili resi purtroppo distorti da un’acustica a dir poco vergognosa, dovuta credo ad errori dei fonici che non hanno saputo evitare il rimbombo dovuto alle spesse pareti del Ministero che fungevano da casse di risonanza eccessiva. La voce dell’artista si percepiva appena e il nostro torace era diventato una specie di tamburo su cui vibravano ritmi ipnotici…
Un peccato perché anche qui una cornice diversa avrebbe reso il concerto memorabile…

Alla fine della serata avevo comunque fatto il pieno di una strana energia multietnica e trascinante che ha risvegliato diverse sensazioni e percezioni…

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