Archive for the 'Natura' Category

Buona Candelora

LettriceM Febbraio 2nd, 2008

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Buona Candelora a tutti!

Spogliatevi dei fardelli dell’inverno e incamminatevi nella Luce del nuovo anno che si avvicina,
che la Luminosità diffusa vi investa con tutto il suo potere di guida e speranza, la Primavera del cuore è già viva dentro di ognuno di noi,
basta solo levarsi il cappotto di buio e tristezza e avere Fede nella immensa possibilità che attende solo Noi per divenire certezza.
Chiedete e vi sarà dato, credete e diverrete creatori.

 

P.S. la foto già la conoscete, Dafne la pubblicò qui ed io qui, ma è troppo bella per non usarla una terza volta ;-)

Echi

LettriceM Ottobre 23rd, 2007

Notte fonda… tanto per cambiare…
Mi sono ridotta a far tardi con il nulla questa sera.
Aprivo il blog e lo richiudevo, voglia di dire e voglia di tacere che si accavallavano. Forse in cerca di uno sbocco, forse in cerca del vero silenzio. Non ho voglia di leggere, non ho voglia di commentare, non ho voglia di rispondere. Cerco di creare il vuoto nella testa per buttare via tutte le schifezze che incamero durante il giorno e così mi faccio schermo. Non posso farmele scivolare addosso perché alcune mi riguardano, ma posso, ad un certo punto, la sera, cercare di non pensare a nulla. Creare il vuoto da riempire con le emozioni. E così mi dilungo nel far nulla, o con delle parole crociate, o con giochi similari. Qualcosa insomma che serva all’unico scopo di farmi concentrare su quello che in fondo non ha senso e poter poi ricercare nel vuoto me stessa, in modo da non perdermi in pensieri in coda, in modo da distaccarmi dalle re-azioni che ogni tanto rischio ancora di mettere in pratica. Il tempo però in questo mi è amico e, dove forse non resisterei, accorre qualcosa che lo fa scorrere in modo che io non possa far danno a me stessa. Il prolungarsi fa sì che io possa ritrovare la lucidità perduta e soprattutto la calma, che riesca a vedere dove gli occhi guardavano e a non fare scelte azzardate. L’inganno è sempre dietro l’angolo, la provocazione è un’arma terribile, giocare con il mio orgoglio la peggiore delle armi che mi si possano scagliare contro. E così passano le ore… Nel nulla, nel silenzio, in una falsa concentrazione. Poi qualcosa si apre, una sensazione richiama la mente e sono di nuovo io, sono di nuovo qui. Con poca voglia di leggere, ancor meno di commentare, purtroppo poca anche di rispondere e di tutto questo mi scuso ma non ho mai fatto nulla sui blog, sul mio come su quelli degli altri, che non mi venisse spontaneo fare. In compenso stasera, forse, una latente voglia di scrivere. Perché dopo tanti giorni a non-pensare la testa elabora, il vissuto viene a galla, la parte vera, la parte emozionale, quella che fa vivere e sentire. E quante cose ci sarebbero su cui dialogare, da tirare fuori, da analizzare insieme a voi. Talmente tante che stanotte mi sembra impossibile farlo. Dopo giorni e giorni in cui il vento mi ha praticamente soffocata come in una morsa impenetrabile riesco di nuovo a rimettere in sesto quello che ho dentro. Mi sono ammalata che cominciava a far freddo, nei giorni in cui ero a letto ci sono state continue tempeste di vento e quando domenica ho rimesso piede fuori casa per andare a lavorare ho trovato un clima quasi natalizio e ancora quel vento… gelido… così forte da non poter essere ascoltato se non come eco e lamento, energia anomala, grido lontano, canto di sirene straziante. Eppure sommesso. Una coltre che ti avviluppa, ti avvolge e non fa passare quasi nulla, se non quello che è ben radicato dentro di te, una cortina di ferro, una fitta nebbia, uno scudo, una fredda solitudine. Quasi senza vita, quasi senza corpo, quasi senza energia, quasi come automi, quasi senza sé stessi ma completi di chi siamo ed amiamo, rinchiusi in una bolla di vento, ingoiati in un tempo-non tempo. Tra le fronde il silenzio, anche gli alberi ascoltano, incamerano, anche loro, sbattuti dalle folate, sono in attesa, trasmettono solo forza e tristezza, si lasciano andare e assorbono, imparano e saranno lì per raccontarci cosa ci aspetta…

Sorpresa

LettriceM Settembre 23rd, 2007

Ieri andando al cimitero ho trovato una sorpresa.
Sullo spigolo del loculo (o come caspita si chiama) di una delle persone che ho maggiormente Amato nella mia vita, che sento vicina e che continua comunque a mancarmi, soprattutto in questo periodo, delle vespe hanno costruito un nido. Alcune erano appena nate, altre se ne stavano lì a lavorare per continuare la costruzione. Nascoste dalla marea di fiori finti e bellissimi che tengo lì per non essere obbligata ad andare ogni settimana pur desiderando che, se tomba deve esistere, almeno sia in ordine, c’erano loro. Quando ho spostato i fiori non si sono arrabbiate, mi hanno semplicemente avvisata della loro presenza volandomi intorno.
Tra i centinaia di loculi in fila hanno scelto quello, a dispetto anche di quelli con fiori veri e profumati… Chissà, magari quelli finti, non appassendo, danno la sicurezza di un nido sempre protetto o, forse, è anche questo un messaggio… Se seguo il comune modo di dire “trovarsi in un vespaio” non ho molto da stare allegra… Ma c’è anche la valenza del nido. E forse, chissà, anche della femminilità, non si dice forse “avere un vitino da vespa”??!?!
A voi viene in mente qualche suggerimento?

P.S. la foto è presa da wikipedia, quella che ho fatto io non è venuta un gran che ma il nido era proprio così, forse un po’ più piatto e esagonale.

Luna, incanti, preghiere e ricordi…

LettriceM Settembre 2nd, 2007


Stanotte me ne stavo qui e pensavo a quanto avrei voluto stare sotto un cielo stellato cullata dalla luna, pensavo a quanto letto qualche giorno fa da Melchisedec e ai commenti che il suo post aveva suscitato… quanta dolcezza ed ispirazione, quanto mistero, quanta visibile bellezza in un astro che ci accompagna da secoli e incarna l’animo femminile, così lontana eppure tanto vicina, quasi inviolabile ed umana… così sola. Il femminile che si fa astro, il femminile in tutte le sue sfaccettature anche di desiderio, lei che raccoglie le nostre più intime confidenze notturne, che ascolta gli aneliti del nostro cuore e ce li rende sotto forma di parole ed immagini… ero lì che pensavo e mi è tornata in mente questa bellissima leggenda gitana raccontata magistralmente da una delle più affascinanti interpreti femminili, Sarah Brightman, una voce che sembra giungere dal cielo e toccare fino al profondo delle nostre anime, una personalità variegata con un dono incredibile. Vi metto il video live qui sotto, ma consiglio, soprattutto a chi non conosce il pezzo, questo video che l’autore ha reso non disponile per i trasferimenti ma che ha i sottotitoli in inglese e un bellissimo montaggio di immagini. Il brano si chiama Hijo de Luna, Figlio della luna… La storia della luna che desidera essere madre, di una donna che desidera essere amata e di un uomo che non vede oltre le apparenze…

L’immagine la conoscete perché già ve la proposi, d’altro canto è forse l’unica foto scattata da me che vedrete, quindi me la rivendo ogni volta che posso :-P … A parte gli scherzi, la luna la stavo osservando in un momento di grande gioia, era il luglio 2003, lei era lì, ed io la guardavo da un terrazzino in montagna, decisi d’istinto e nonostante la mia imbranataggine di provare a fermare ciò che vedevo… La foto non è esattamente come si presentava il paesaggio ma era davvero esattamente come lo vedevo io…


P.S. per motivi vari in questi giorni non mi sto loggando in splinder ma ci sono… Un bacio a tutti!

Mare amico

LettriceM Luglio 22nd, 2007

Da quando ho aperto questo blog non credo di aver mai parlato del mare.
Per anni è stata la mia unica fonte naturale di energia, poi qualcosa è cambiato, ho conosciuto la montagna, ho consapevolizzato il mio rapporto con gli alberi e lui, il mare, è passato in secondo piano, o meglio, la sua importanza nella mia vita si è ridimensionata eppure… eppure ogni anno quando arriva l’estate ho bisogno di correre da lui. Mi ricarica, mi rivitalizza, mi fa dormire come una bambina. Di solito le persone lo trovano sovraeccitante, cosa che invece a me provoca il rapporto con gli alberi. Il mare no… mi ricarica rilassandomi. Sto ore e ore come una lucertola sdraiata sul lettino a guardarlo andare e venire, ad annusarlo, ad ammirarlo. E poi mi lascio lambire dalle onde, ci gioco, ci nuoto in mezzo e più alte sono più le amo. Il mare è vivo, meravigliosamente paterno e pericoloso e richiede un rispetto assoluto. Da piccola dicevano che l’acqua era il mio elemento, oggi mi chiedo a quale elemento io non appartenga. Quanta vita nell’acqua, quanta gioia nell’aria, quanta energia nel fuoco e quanta emozione nella terra. Cosa siamo se non materia vivente composta dalla forza di Madre Natura, materia vitalizzata dal vento dell’anima. Unione perfetta ed equilibrata. Siamo uomini, siamo parte della Natura, siamo la Vita e l’Amore e il nostro respiro è energia che si propaga, pensiero che vibra. Quando guardo il mare penso alla vita, alle persone che vanno e vengono, alle emozioni che ti accarezzano e anche quando si ritirano da te lasciano un velo di sentimenti indelebili, così come le onde lasciano la patina di salsedine che penetra nei pori della pelle. Ogni volta che devo lasciare il mare un po’ di tristezza vela i miei occhi, lui sarà sempre lì ma non sarà mai lo stesso nel suo continuo divenire, ogni volta che saluto un amico so che nelle ore di distacco cambierà e avrò qualcosa di nuovo di lui da conoscere e riconoscere al prossimo incontro…

La prima volta

LettriceM Luglio 14th, 2007

Stamattina il piccoletto ha aperto le sue belle ali ed è volato via, finalmente libero… Ogni mattina lo tiravo fuori dalla gabbia e provavo a farlo andar via ma lui inesorabilmente atterrava. Oggi invece ha spiccato il volo. Non è ancora abituato e così sfarfallava, sembrava un frollino impazzito, ma nonostante questo si è alzato in volo. Non ce la faceva più a stare in gabbia ed io non potevo più vederlo soffrire. Per giorni e giorni guardava i suoi simili volare e loro venivano intorno alla gabbia come per mostrargli come fare a raggiungerli. Ora posso solo augurarmi che ce la faccia, che trovi compagnia, che non si spaventi. I miei umani limiti non mi consentivano altro. Solo svezzarlo e poi ridargli la libertà nella speranza che, salvandolo, non lo abbia condannato. Erano già un po’ di giorni che lasciavo che si nutrisse da solo ed ora sulla mia finestra non c’è più la sua gabbietta ma ho lasciato la ciotolina con il suo pastone cosicché possa, se lo vuole, tornare a nutrirsi almeno nei primi tempi… Vola felice uccellino mio e che Madre Natura ti protegga! Grazie per avermi dato l’emozione di vederti librare in volo come un piccolo elicottero!

Aggiornamento: solo 4 ore fa è volato via… pochi minuti fa è tornato… cippetta… è disorientato ed io molto preoccupata. Gli sto preparando la pappa. La sto spargendo nei suoi posti preferiti. E’ tornato lì, da dove ha spiccato il salto verso la libertà. Lo so, sono apprensiva e ora lui ce la deve fare da solo. Non me la son sentita di liberarlo dove lo avevo trovato perché portarcelo avrebbe significato fargli sopportare un lungo viaggio in auto con un caldo soffocante, ho sperato che qui si facesse muovi amici. E’ pieno di uccellini. Intanto fa la cosa più importante per un uccellino: vola! Anche se non si allontana. Ora deve farcela da solo credo, magari con un piccolo aiutino. Dopotutto anche molti altri uccellini che vivono qui si sfamano con le cose che lascio loro. Se me ne dimentico si arrabbiano e me lo fanno notare a gran voce, perché non dovrei fare la stessa cosa con lui??? Vedermelo in giro è una grossa emozione. Che sia un saluto? Un modo per farmi vedere che davvero vola? O una richiesta di aiuto? Che fatica essere mamma uccellino… Incrociate le ali con me e speriamo che ce la faccia!

Lezioni di volo

LettriceM Luglio 8th, 2007

Pochi giorni fa mi è stato affidato un passerotto caduto dal nido… Non è la prima volta che tento di salvarne uno ma purtroppo non vi sono mai riuscita. Alla fine la selezione naturale ha sempre fatto il suo corso. Il piccoletto sta ancora mettendo il piumaggio vero e proprio e ha bisogno di essere nutrito molto spesso così, nelle ore in cui sono in ufficio, sono costretta a lasciarlo in affido ad una “tata”. È un buffo uccellino con una faccetta antipaticissima, è sempre scocciato e quando mi vede arrivare spalanca il beccuccio in attesa di cibo che prende dalle mie unghie o da un beccuccio per capelli. Da ieri manifesta il desiderio di volare e così mi sto improvvisando in buffissime lezioni di volo dal davanzale della mia finestra. Lui si arrabbia moltissimo perché il massimo che riesce a fare è planare a terra, ma almeno ha imparato come atterrare senza schiantarsi faccia avanti. Nelle pause se ne sta lì, nella sua triste gabbietta e osserva i suoi simili che si librano nel cielo. Cerca la sua mamma, gli manca il calore del nido ed io lo guardo e, come al solito, mi chiedo se portandolo a casa ho fatto la cosa giusta. La Natura aveva forse deciso che era troppo debole per salvarsi e l’aveva fatto cadere in un luogo pieno di gatti affamati… Mi pongo queste domande che sono sempre parte della mia vita e che in questi giorni mi pongo ancora di più. Sto vivendo un momento particolare in cui il rischio è altissimo e le prove si sommano ogni giorno. E non solo le mie. Quando un’amico/a si trova nella prova cosa dobbiamo fare mi chiedo… Dobbiamo lasciare che la affronti da solo o possiamo, se lo sentiamo, stargli accanto con la nostra presenza e con il nostro Amore? E se nello stargli vicino facessimo peggio non rendendolo abbastanza forte, accollandoci una parte delle sue fatiche? Ma chi lo dice, d’altronde, che le prove si affrontano da soli? Magari la semplice vicinanza affettiva di chi ci Ama può essere di sostegno, mai risolutiva, ma una sferzata di energia che può aiutare a capire cosa vogliamo o non vogliamo fare. Dove ci conduce il nostro libero arbitrio. Mi rendo conto che anche dalle prove altrui impariamo, e lo facciamo osservando, tendendo la mano, ascoltando… Possiamo aiutare a volare anche se non abbiamo le ali? Chissà, magari le lezioni di volo servono anche a noi e quel salto nel vuoto, fatto ala nell’ala è un modo per superare la prova non solo per chi Amiamo ma anche per noi stessi…

Intanto vivo

LettriceM Giugno 6th, 2007

Ecco, di questo avrei bisogno, abbeverarmi alla fonte della vita, specchiarmi in un lago di montagna, vivere di un momento di non-tempo e trasportarmi attraverso esso nei luoghi della mente, giocare con la nebbia a nascondino, vedere il mondo attraverso il rosa del Cielo, cullarmi in un istante di rinascita, cogliere i colori dell’alba capendo che davvero è un nuovo inizio, uscire fuori e volare, volare alto.
Mi tuffo in un’immagine che è dentro di me e faccio mia e bevo e vivo, e guardo i colori e credo nella rinascita che ogni giorno porta, un ciclo dopo l’altro, un istante dopo l’altro, spazzo via il tempo e non lo guardo scorrere, butto l’orologio e… intanto Vivo! Nel silenzio della mente, nel caos che mi circonda, nella certezza che dove c’è una fine c’è un inizio e dove c’è l’Amore c’è la Vita!

Vivo di te

LettriceM Maggio 19th, 2007

Il bisogno di te mi prende all’improvviso e allora devo raggiungerti, in qualsiasi modo, in qualsiasi tempo, levare lo schermo ai miei occhi e farli inondare da te, dalla tua energia, dalla tua forza, dalla tua vita e so che saprai accogliere la mia pelle nuda sulla tua, so che saprai respirare con me, gioire con me, piangere con me. Mi siedo, mi appoggio, mi libero del velo che mi ricopre e sento la schiena fremere, sento la testa piena e vuota, gli occhi si chiudono per sentire e si riaprono per la paura di perdere un tuo movimento, un tuo qualsiasi e estasiante segnale. Mi accarezzi la pelle con un soffio, mi mostri la bellezza della vita e del cielo, vivi di me, vivo di te, con te, in te, attraverso te, sono parte di te, sei parte di me, e ogni giorno lo sento di più. Tutto intorno è poesia, tutto intorno è vita ed io mi annullo in te, i pensieri corrono, la mente vola, il cuore batte nella sua quasi immobilità e allora non resisto, mi alzo, mi spoglio delle convenzioni e ballo con te, i piedi si muovono da soli, nudo su nudo, il corpo si tende e una danza antica mi percorre, mi libero, ondeggio, fluttuo al ritmo delle tue braccia, mi chiami, mi ascolti, mi accogli, mi doni energia. Mille campanelle risuonano nella mia testa in un’antica melodia di passioni, storie ed eventi ed io mi rivedo. In te, con te, tra le tue braccia che non mi hanno mai abbandonata, alleata dolce e severa, io ed i miei errori, tu e le tue leggi, io e la mia rinascita in te… Finalmente, di nuovo, al soffio di uno spirito alato tendo le braccia e elevo una preghiera al Cielo, e arriva il tuo dono. I tuoi abitanti non hanno paura di me, siamo fatti della stessa forma e sostanza, siamo insieme in te, siamo qui per te, infinita maternità, gioia infinita, un cordone che non si spezza se non per opera tua e tu mi graziasti mostrandomi le meraviglie del mondo. Unica e sola capace di tenere la mia vita strettamente legata al sentire del cuore e di far rilucere il mio Amore come un astro della tua costellazione più luminosa. Vivo di te, mia dolcissima Madre Natura!

Sento e vivo

LettriceM Maggio 16th, 2007

Carezze di vento sulla pelle umida, seduta per terra ascolto il Cielo, vivo di gioia e di Luce ammantata dal chiarore di una notte primaverile, sento un’unica voce, un unico nome, una meravigliosa sensazione di Vita che scivola nel mio corpo umido e caldo, sento la voce del Cielo, e l’abbraccio di una Natura amica, sento un dono che cresce e un Amore che scalpita di desiderio, vivo la notte all’ombra di un albero, vivo la notte in un brivido di gioia, vivo e sento, sento e vivo…

Voglia di…

LettriceM Maggio 9th, 2007

… ehhh, enumerarle tutte oggi è un caos!
E’ stata una luuuunga giornata di voglie soddisfatte. Eh sì, perché alla fine, dopo giorni e giorni di pioggia e temporali, la luce fu e con il sole è tornata anche la mia voglia di pazzie! Le spese le ha fatte la mia adorata macchinina, la LettriceMobile, che mi sopporta nonostante l’età (la sua, ben inteso), che mi fa scorazzare libera, che subisce i miei cambi di marcia quando, nell’enfasi del momento, sfido tutte le norme sul rispetto dei limiti di velocità, quando amo sentire il rombo del suo motore urlare all’unisono con il mio umore, quando corriamo come pazze in giro per Roma e non solo, quando la coccolo, le parlo e lei mi risponde, quando (rarissimamente, ne sono gelosissima) lascio che siano altri a guidarla… insomma il nostro è un rapporto quasi carnale, di amore profondo, rispetto, cura reciproca, sintonia totale… ahhh la mia piccola macchinina. Ed oggi avevo voglia di lei, voglia di sentirmela sotto a rombare, voglia di correre, e lei mi ha assecondata, grata di essere tornata, dopo mesi, lucida e splendente! E dove poteva portarmi tra un BROOOM BROOOM e l’altro la mia macchinetta se non a soddisfare la seconda delle voglie impellenti che avevo??? Ed infatti mi ha portata nel bosco! E lì la prima bella sorpresa. Mentre arrivavo e cercavo un parcheggio un buffo ometto mi faceva dei segnali indicandomi che, seguendolo, avrei potuto mettere la mia auto al posto della sua e premurandosi anche di avvisarmi che mettendola lì non avrei dovuto pagare nulla; sì, decisamente, ci sono giornate che, anche se non iniziano benissimo, possono migliorare notevolmente. Nel mio boschetto c’era un meraviglioso odore di sottobosco e funghi e, per la prima volta nella stagione, MI SONO LEVATA LE SCARPE, me ne sono stata lì, con i piedi infilati tra fogliame e terra, in totale contemplazione e condivisione, con il vento che mi accarezzava la pelle e ritmava le mie emozioni, appoggiata ad un albero, in alcuni momenti con la musica nelle orecchie ed in altri solo con i rumori della natura a farmi compagnia, poi a passeggio e, dopo, sdraiata tra le foglie secche, con mille animaletti che mi passeggiavano addosso (ho una bella collezione di punture di neonate zanzarine sparse un po’ ovunque: piedi, mani, schiena, pancia). Dopo una buona ora l’umidità era veramente troppa, così me ne sono andata a riposare al sole sotto un pino e mi sono quasi addormentata. Al risveglio mi sono resa conto che ormai ero praticamente un abitante dei boschi, non c’era quasi più alcuna differenza tra me e un cespuglio: pezzi corteccia sul viso, piedi pieni di terra, erba e foglie nei capelli, animaletti qua e là e terribilmente FELICE. Ho preso le mie robine, mi sono rinfilata le scarpe e ho ricominciato a vagare per la città in macchina, altri rombi, altre marce scalate, altre strade curvose cercate per giocare un po’ con il filo delle traiettorie, per sentire la macchina rispondere ai comandi, per sentirmi tutt’uno con lei. Ad un certo punto qualcosa mi richiamava verso casa ed infatti c’era una bella sorpresa ad attendermi, una visita inattesa, un abbraccio dolcissimo, un’altra sferzata di amore ed energia.
Dopo un bellissimo bagno pieno di bolle colorate mi sono lasciata coccolare dalla mia micia che, come al solito, mi ha ipnotizzata e fatta addormentare tra le sue fusa e carezze (sì la mia gatta accarezza!).
Qualche mail da scrivere, un’occhiata al blog, la mia pizza giornaliera da divorare, gli amici da sentire in mille modi diversi, voci che tornano e telefonate inattese…
Pensavo di potermi accontentare e invece oggi non ne avevo mai abbastanza!
Improvvisa e terribile: voglia di Coca Cola! Ma la mia gastrite ha risposto per me con un secco NO e così ho deviato (oggi di voglie ne avevo così tante che non è stato difficile trovare una degna sostituta), ma sììì, facciamoci prendere dalla VOGLIA DI GELATO. Tolto il pigiama, infilati al volo jeans, pullover e giubbetto, spolverata di fard (lo so, sono malata!) e viaaaa, a svegliare la LettriceMobile che dormiva in garage e a spingerla a tutto gas verso una zona che ha tre gelaterie nella speranza di trovarne aperta almeno una nonostante fossero le 22 passate. Roma stasera era bellissima, me ne sarei andata in giro per ore, profumava di frizzante primavera, erano tutti a spasso, per poco non mi sono fermata a citofonare a tutte le mie amiche ma… avevo il bottino… la scatola del gelato: cioccolato, pinolo, variegato alla nutella e stracciatella!!!!!!
Ora me ne sto qui, a pancia piena, anzi pienissima, perché il gelato, quando è troppo, chiama pane e formaggio! Me ne sto qui a scrivere e a pensare che è stata una bellissima giornata! Bella bella bella. La cana mi guarda in cagnesco (dopotutto è una cana!!), vuole mettersi a dormire, vuole essere abbracciata (sìì la mia cana dorme abbracciata -__-) ed io ora ho davvero voglia di accontentarla ;-)

San Michele Arcangelo

LettriceM Settembre 29th, 2006

michele_m_greni1635Guido Reni, San Michele Arcangelo, 1635

29 Settembre: si festeggiano gli Arcangeli (“spiriti del fuoco”), almeno i 3 della tradizione cattolica ma, soprattutto, in questa notte e in questo giorno si “festeggia” San Michele Arcangelo (Michael o, secondo la scrittura ebraica, Mikael).
L’Arcangelo Michele, comandante supremo delle schiere angeliche, rappresenta la vittoria della Luce sulle tenebre e non è un caso che questo giorno cada proprio in corrispondenza dell’equinozio di autunno, ognuno dei 4 cicli naturali è presieduta, infatti, da una festività. Solstizio di inverno, equinozio di primavera, solstizio d’estate, equinozio d’autunno, così come Natale, Pasqua, San Giovanni, San Michele. Cicli naturali e cicli religiosi sono infatti da sempre collegati e si sono nei secoli e con le religioni trasformati nei nomi ma non nella sostanza.
Con l’autunno le giornate si accorciano e la luce sembra cedere il passo alla tenebra, è questo in realtà un momento importantissimo, in cui si fa il punto di ciò che è stato il raccolto dell’anno precedente, è il momento del discernimento, il momento in cui si deve “riposare” per mettere a dimora i frutti dell’anno a venire. Grazie a Michele Arcangelo, secondo la tradizione, la Luce guida la nostra evoluzione perché il passaggio nella tenebra sia di crescita, affinché la mancanza di luce naturale non sia anche perdita della Luce Animica. Si “muore” per “rinascere” attraverso la purificazione dell’Anima e del sentimento. In natura è il momento in cui si debbono scegliere i semi che verranno presto messi a dimora per il nuovo raccolto. Tra un mese, infatti riprenderà il ciclo naturale. E questo è il senso spirituale dell’Arcangelo che vittorioso sulle forze oscure ci aiuta ad operare una verifica, a purificare la nostra Anima, a separare il puro dall’impuro.
Così come l’Arcangelo è raffigurato nell’atto di mettersi sotto i piedi il drago brandendo la sua spada di ferro, noi con la nostra volontà (“di ferro”) possiamo abbattere le paure, le nostre debolezze e uscire vittoriosi nel nostro personale cammino.
La Luce ci accompagna sempre a patto che noi si sia in grado di seguire la rotta giusta. Le tenebre non avvolgeranno mai i nostri cuori se essi continueranno a brillare di positività ed Amore.

Luminoso 29 Settembre a tutti!

Malinconico autunno

LettriceM Settembre 16th, 2006

nelbosco_bowserE’ strano come il silenzio urli più di qualsiasi parola, si cerca un momento di silenzio proprio per questo credo, per mettere ordine nel caos che ogni tanto si abbatte su di noi. Devo dire che le condizioni atmosferiche non sono delle migliori, almeno per me. Questa pioggia fitta e incessante mette in moto un perverso meccanismo della memoria che finisce nel far riemergere pensieri malinconici, ricordi, paesaggi, scelte, visi, atti, parole. Anche la musica assume tonalità grigie ma in fondo è la mente che si fa intrappolare in questo gioco al massacro. E’ una specie di tira e molla, una specie di campanello d’allarme, come se per arrivare fino all’ultimo giorno di sole avessi tralasciato qualcosa, stavolta vedo le cose diversamente, eppure il dolore e la costernazione non sono meno forti, semplicemente diversi, semplicemente colorati di altri colori e musicati di note diverse. Il cammino che si compie quando si comincia ad intravedere la Luce non è sempre facile e capita anche di fermarsi ma poi…eccola qua, la pioggia autunnale, cadono nuove foglie, i colori cambiano, tu sei cambiato ma non ancora del tutto evidentemente. Ma poi, alla fine, si può cambiare completamente? Ma soprattutto: cambiare è il termine giusto? O forse sarebbe meglio dire che devi ritrovare quella parte di te che spesso hai volutamente dimenticato? Quella parte che richiedeva e richiede la tua “piena partecipazione”, quella che serve per affrontare la via faticosa, la via dove tutto sembra sfuggirti ma è lì ad un passo e tu non lo vedi…

Quella parte di noi che rievoca i ricordi, il tuo “io”, tutto sommato, è una delle tue parti più belle e non è mai un caso che lo stia facendo, ti dice “attenzione, seguimi e ti mostrerò l’accaduto, osservami, comprendimi e non cadrai ancora”, ti mette di fronte immagini nitide, più nitide di quando le hai vissute e ti guardi vivere in una pelle che non era la tua, allora ringrazi quel rinnovato dolore e capisci che l’autunno spoglia delle foglie del passato perché l’inverno terrà in caldo delle gemme che spunteranno forti e piene di vitalità da sotto il manto di neve. E allora…grazie silenzio, grazie pioggia, grazie malinconico autunno.

Mio Dolcissimo Amico

LettriceM Agosto 28th, 2006

Ancora una volta corro da te, ancora una volta ti cerco in mezzo a tutti i tuoi simili, ancora una volta ti riconosco, come la prima volta, un’umida e fredda pausa pranzo invernale, mi sentivo sola e tu mi hai chiamata, ho girato mezza città in fretta e furia e quando stavo per arrendermi la macchina mi ha portata lì, e tra i tanti c’eri anche tu, ho appoggiato la fronte su di te e ho sentito il tuo calore, ho messo i palmi delle mani sul tuo forte corpo e la tua linfa ha cominciato a scorrermi nelle vene, ho allargato le braccia e mi sono stretta a te: mentre i miei piedi diventavano radici dalla mia testa nascevano rami gemelli, e ondeggiavano nel vento inviando parole e pensieri oltre i limiti delle barriere del gelo. Vibrare all’unisono con te mi riempie di gioia, il tuo abbraccio mi avvince e rigenera, il tuo respiro mi offre il dondolio di una culla, e tu sarai sempre un Amico speciale!Avete mai abbracciato un albero?

No? Provateci…albero

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