Archive for the 'sociale' Category

Gatto nero day :-)

LettriceM Novembre 17th, 2009

Heroes

LettriceM Ottobre 24th, 2007

Se mi avessero detto che un giorno avrei scritto un post su un telefilm mi sarei messa a ridere con una smorfia inorridita eppure… eppure qui la cosa si fa seria. Sto diventando Heroes-dipendente e ho il terrore che, visti gli scarsi risultati di auditel che sta ottenendo, mediaset decida di non programmare la seconda serie. Sulla questione share-posizionamento-bacino di utenza non mi addentro e faccio parlare esperti di televisione, siti e blog che di questo si occupano per “mestiere”. Facciamo tacere subito anche i maliziosi dicendo che se è vero che LUI…

costituisce già di suo un buon motivo per seguire la serie non è però certamente l’unico. Mi sembra infatti che questo telefilm abbia il suo bel motivo di esistere. E il motivo è esattamente quello che piace a me: I DONI!
In fondo non è un argomento nuovo, i supereroi sono da sempre presenti nella storia, nella letteratura, nella fumettistica, nella filmografia, nella cultura umana insomma, basti pensare ai miti greci, all’olimpo, agli egiziani, alle culture più antiche ancora.
Ecco dunque che in un momento storico un po’ particolare si affaccia anche questo nuovo telefilm. La lotta tra il bene e il male e anche, forse diversamente dal solito, la difficoltà di discernere l’uno dall’altro, la confusione, il passaggio a volte obbligato per l’apparentemente “meno bene” per tentare arrivare al superamento del male. La possibilità di cambiare rotta, di aprire gli occhi e imparare a guardare la realtà con occhi diversi.
È presente anche la simbologia, l’interdipendenza, la “coincidenza”.
Tutto sommato, poi, in effetti, se ci pensiamo bene, cosa ci differenzia da questi moderni supereroi? Nulla è la risposta che mi viene spontanea. Siamo esattamente come loro e come loro scopriamo i nostri doni giorno dopo giorno e capiamo anche che non siamo tanto diversi gli uni dagli altri, questo ci fa sentire meno soli, ci aiuta anche a migliorarci, a coltivare ciò che la natura ci ha donato, a imparare che insieme siamo più forti e, soprattutto, a notare ancora di più la nostra interdipendenza, quanto le nostre parole e le nostre azioni agiscano sugli altri, come possiamo aiutarci l’uno l’altro a capire e tutti insieme a operare grandi cambiamenti.
Naturalmente da curiosa quale sono ho sbirciato qualche spoiler e devo dire che la scelta del finale della prima serie me lo ha fatto piacere ancora di più.

Lo guardate? Vi piace? Ditemi che non sono l’unica malata vi prego… rassicuratemi… :cry:

SEGNALAZIONE IMPORTANTE: ho letto questo post dalle amiche di okanimali, credo valga la pena (ed è proprio il caso di dirlo) di leggerlo e aderire ad un’iniziativa che, se non servirà a salvare un essere vivente a quanto pare già defunto, servirà almeno forse ad evitare che questa mostruosità si ripeta.

Rosso sul cuore per la Birmania

LettriceM Settembre 28th, 2007

Per contribuire al tentativo di recuperare il rosso della gioia e della passione per i giusti ideali, per la libertà di sentire e vivere, per una pacifica battaglia per il diritto alla Vita, per essere vicini ed uniti a chi soffre.

Segnalatomi da Blue aderisco volentieri, se non sarà una maglietta sarà un nastro nei capelli o semplicemente il rosso di un cuore che vorrebbe vedere la pace e la fratellanza dimorare su tutta la Terra.

Questa la situazione, questo quello che oggi accade nel mondo.

Segnalazioni

LettriceM Settembre 25th, 2007

Sempre nelle mie scorribande notturne ho incontrato un blog dove si trattano molteplici aspetti della vita con gli animali e del rispetto che si deve loro. Il blog in questione è


vi troverete notizie, normative, curiosità e anche la possibilità di adottare un animaletto o chiedere aiuto nel caso si abbiano delle necessità al riguardo.

Buona lettura :-)

Non si può mai stare tranquilli…

LettriceM Settembre 19th, 2007

Come quasi ogni donna che conosco AMO FOLLEMENTE LE SCARPE!!!
Mi piacciono tantissimo, ne ho un numero spropositato, di tutti i generi, con tutti i tipi di tacco, dei colori e con le decorazioni più strane (e chi ha visto può confermare), impazzirei di gioia se potessi avere quelle della foto, e, non dubitate, le indosserei! Unico problema: piedi delicatissimi e quindi ogni acquisto è una specie di salasso… Ma va beh, basta puntarle e poi eventualmente aspettare i saldi o la botta da matto!
Scarpe e gioielli sono un po’ una mania femminile, ciò che differenzia le une dagli altri è che almeno le prime le puoi indossare senza timore, che poi, detto da una che ha subito una rapina a mano armata per un orologio, che era solo somigliante a uno di quelli di marca senza volerne nemmeno essere un’imitazione, la cosa fa un po’ ridere. Ma tant’è. Ho continuato ad indossare i pochi gioielli che porto sempre fregandomene. A maggior ragione indosso le mie scarpe senza problemi… Ecco! Male faccio! Perché anche con le scarpe si rischia grosso. Almeno fino a ieri, quando la polizia ha arrestato il famoso rapinatore di scarpe. 8O Sì sì, proprio così, questo simpatico ventiseienne bloccava le donne per strada, intimava loro di consegnargli le scarpe e, se le malcapitate facevano resistenza, le aggrediva ai polpacci8O
Ma ve lo immaginate un tipo attaccato ai polpacci come un barboncino ringhioso per portarvi via le vostre amatissime scarpe??!! “Dammi le scarpe”, “Te lo scordi”, “guarda che ti azzanno”, “Ehhh?!?! ?_?”, “Arghhh, grrrr”…. Chissà se dicendogli “a cuccia”? si placherebbe?!?! @_@
Per la cronaca: l’orologio è rimasto mio (e fortunatamente anche la giugulare) e il rapinatore è scappato a gambe levate (lo so sono un’incosciente, ma l’istinto ha prevalso sulla ragione), un rapinatore attaccato al polpaccio che minacci le mie scarpe non so se resterebbe vivo…

Sii il cambiamento

LettriceM Agosto 22nd, 2007

Strano che proprio in questi giorni non si parli altro che di Gandhi, Focus storia ha un articolo a lui dedicato, La7 ha riproposto qualche sera fa il film… Strano? Io dico di no, credo che non sia un caso, sono convinta che, come sempre, anche questo abbia un senso. Ero sul lettino a prendere il sole e leggevo il suo pensiero cui sono tanto affezionata SII IL CAMBIAMENTO CHE VUOI VEDERE NEL MONDO! Per un attimo mi sono sentita in pace con il mondo, rigenerata, con una nuova forza e la mente ha cominciato a ripercorrere tanti sentieri già battuti… Senza la nostra partecipazione nulla è possibile, nel bene e nel male. Il rinnovamento parte da noi, la Vita prende forma grazie alle nostre azioni quotidiane, ogni nostro gesto, ogni nostro pensiero, è sentito, percepito, vissuto vibrazionalmente da altre milioni di persone alle quali siamo collegate da una maglia invisibile. Ecco perché anche una nostra azione non esattamente positiva può influenzare negativamente milioni e milioni di individui, se è vera l’affermazione gandhiana è vero, secondo me, anche il suo opposto: non essere quello che non vuoi vedere accadere nel mondo! Quanto siamo ancora disposti a mentire a noi stessi e a dire che non possiamo fare nulla o, peggio ancora, che non facciamo nulla di male? Sarà capitato e tutti di tenere un comportamento sentendo di non poter far altro ma sapendo in fondo al cuore che cera qualcosa che non andava, trovando giustificazioni, scusanti, riempiendo pagine e pensieri di frasi di abbandono allo stato di fatto? Quante volte abbiamo mentito a noi stessi senza renderci conto del fatto che ognuna di quelle volte quella “verità” creata ad arte ci si sarebbe rivoltata contro? Perché è questo che accade spesso… La nostra mente costruisce delle barriere per non farci vedere o sentire, per non farci affrontare il vero problema ed ecco che il problema all’improvviso diventa un modo di vivere o un boomerang che prima o poi ci colpirà in faccia con la violenza impressagli da una nostra spinta protratta giorno dopo giorno… L’energia del cosmo ci sta insegnando che nella vita nulla è perduto basta affrontarlo con coraggio e soprattutto smettendo di nasconderci dietro un dito e di mentire a noi stessi e agli altri. C’è sempre qualcosa che si può fare, c’è sempre il modo per cercare di migliorare, c’è sempre il modo per limitare i danni, c’è sempre un modo più alto di Amare. Solo noi possiamo migliorare la nostra vita! Solo noi possiamo imprimere al mondo quella marcia in più che serve a dare impulso al cambiamento mosso da altri milioni di piccoli e grandi gesti… Solo altruismo? No, non stavolta, non facendo male agli altri evitiamo di farne anche a noi stessi…
E’ facile riconoscerci negli occhi di chi ci Ama, solo vivendo con coraggio quegli occhi saranno quelli che ci guardano da uno specchio…
Non è sempre facile tirare fuori i pensieri perché hanno la cattiva abitudine di materializzarsi e non sempre possiamo permetterci di farlo, soprattutto quando vanno a toccare le vite altrui, ecco che allora diventa più difficile, tiriamoli fuori davanti a quello specchio e guardiamoli scorrere nel silenzio delle nostre pupille, vedremo più nitidamente e saremo in grado di riprendere il corso della nostra vita…
Le prove non finiscono mai… o almeno non fino a quando abbiamo qualcosa da imparare…

Giustificare o non giudicare?

LettriceM Giugno 4th, 2007

“E va beh, M., tu però giustifichi sempre tutti…”
Da un po’ di tempo mi trovo spesso a far da spartiacque tra persone che, per motivi più o meno futili, non riescono più ad andare d’accordo. Sinceramente questo ruolo me lo eviterei volentieri e, a dire il vero, cerco di farlo dicendo a chi mi si rivolge che dovrebbe gestire da solo/a i suoi rapporti interpersonali senza cercare di coinvolgermi. Capita anche però che le persone continuino a parlarmi e a chiedermi cosa ne penso, quasi a mostrarmi a tutti i costi che loro “hanno fatto di tutto per sanare i distacchi, ma che l’altro/a sembra proprio non volerne sapere”. Il tutto diventa molto più difficile quando alle persone in questione sei molto legato. Ciò che allora cerco di fare non è certamente il consigliare un atteggiamento piuttosto che l’altro, tento invece di far capire all’uno e all’altro che non possiamo pretendere nulla da un’altra persona, e soprattutto non possiamo pretendere che si comporti come faremmo noi. Siamo individui diversi, con caratteri diversi, storie diverse, carismi diversi. Siamo qui per questo, perché siamo diversi, perché nessuno è uguale all’altro. Siamo qui per interagire, per imparare gli uni dagli altri, per amarci, per comprenderci. Non, invece, per imporre il nostro modo di vedere le cose o di comportarci in rapporto ad esse. Qui si intavola un’altra volta, tanto per cambiare, il discorso sul giudizio. Pur avendo un passato fortemente giudicante oggi mi rendo conto che è troppo facile essere così, troppo semplice e nello stesso tempo pericoloso, perché se c’è una cosa che ho imparato è che così come giudichiamo verremo giudicati e non c’è bisogno, per averne prove tangibili, di arrivare di fronte al Giudice Finale. Qualcuno potrebbe dire: allora non giudichi per paura di essere giudicata! Per fortuna è una fase che ho superato, ma questo potrebbe essere un utilitaristico buon motivo per chi non ne trova altri. In fondo alla fine analizzando questo concetto si arriva alla stessa verità. Se guardiamo a noi stessi siamo sempre pronti a trovare giustificazioni e scusanti per i nostri comportamenti, quando si tratta di altri ci ergiamo facilmente a giudici inflessibili. E se qualcuno ci fa notare che abbiamo parlato senza sapere cosa ci fosse dietro quel dato modo di agire altrui allora troviamo ancora un modo per giustificare noi stessi, la più semplice, la più banale, la più infantile delle motivazioni: “ah, ma io non lo sapevo… se me lo avesse detto”. Che bravi che siamo, un gran bel modo di pensar e di agire, con questa scusetta (ora qualcuno mi spiegherà perché word continua a scrivere scuLetta, ma chi è il programmatore? Garrison? O_O) prefabbricata non solo continuiamo a scusare noi stessi ma, ancora una volta, accusiamo l’altro, colpevole di non averci messo a parte del suo vissuto. Non mi pare ci voglia un genio per capire che siamo tutti il frutto di eventi più o meno lontani che ci hanno formati e modificati, che comunque hanno portato il nostro Essere ad essere (scusate il terribile gioco di parole) così com’è e ad agire in un certo modo. Basterebbe in fondo guardare oltre le apparenze e smettere di sentirsi superiori, infallibili, senza macchia. Basterebbe provare davvero a mettersi nei panni altrui e poi chiedersi: “io, che sono sempre pronto a trovare delle scusanti per i miei comportamenti, come avrei agito nella stessa situazione?” ed essere sinceri nelle risposte. Perché continuiamo ad usare un metro per noi ed un altro, molto più corto, per il nostro prossimo?! Perché non siamo disposti a utilizzare il ragionevole dubbio? Perché mai tutti dovrebbero giustificare con noi il proprio operato? Ma poi, giustificare è il termine giusto? A dire il vero a me sembra di non giustificare nessuno, semplicemente accetto quello che l’altro è, con pregi e difetti. Non giudico e non giustifico. Perché dove c’è accettazione e, ancor meglio, accoglienza dell’altro per quello che è non vi bisogno alcuno di giustificazioni. Siamo liberi di Amare o meno le persone che ci circondano, non siamo liberi, invece, di pretendere da loro comportamenti strutturati su nostri modi di pensare e di agire. Questo non esclude ovviamente lo scambio di opinioni, la crescita fianco a fianco, il dire ad un amico “oh, secondo me hai fato una cazzata!”, esclude solo il rimanere fermi sulle nostre opinioni, il chiedere ma non ascoltare, il pretendere di avere sempre e comunque ragione, il non voler accettare spesso di non essere il fulcro della vita di un’altra persona. È scritto Ama il prossimo tuo come te stesso e questo, se ci insegna che per Amare qualcuno bisogna Amare sé stessi prima di tutto, ci dice anche e soprattutto come dovremmo Amare il nostro prossimo…

Guerre di carismi

LettriceM Maggio 30th, 2007

Finalmente a Roma è tornato il sole.
Finalmente stamattina ho potuto fare una sana colazione all’aria aperta, l’aria è ancora fresca, proprio come dopo il temporale, è leggera, pungente, ancora non satura di smog. Nonostante ciò confesso di non riuscire a svegliarmi, il mio corpo è uscito dal letto ma il mio spirito è rimasto sotto le coperte a giocare con i residui di pensieri notturni: volti, situazioni, giochi.
I giorni appena trascorsi sono stati densi di impegni che poco spazio hanno lasciato ai miei pensieri diurni, tutto si è mischiato e contorto, non ho avuto il tempo di fare il punto, di trarre da ogni cosa l’insegnamento e il perché. Sto facendo i conti, anche dove non avrei pensato, con la dura realtà dell’egocentrismo, del sentirsi onnipotenti anche quando si opera in settori dove l’onnipotenza è esteriormente riconosciuta ad un’unica Entità. La cosa che più mi ha disturbata è stato, invero, il constatare come si creino spesso “guerre di carismi”, di come ci si senta migliori di quello che si è, di come, pur affermando di aver bisogno di guide si tenti di imporre a tutti la guida che noi abbiamo prescelto, di come si cerchi, insomma, sempre e comunque di schiacciare gli altri. Di come persone che si dicono aperte e cordiali inesorabilmente, fingendo un’apertura, siano alla fine le più chiuse e cerchino solamente di portare le persone là dove vogliono loro. Ho partecipato a riunioni in cui, a dispetto del sorriso mostrato e dell’ascolto apparente, sentivo terribili correnti di chiusura, in cui mentre la bocca si tirava al sorriso e il corpo fingeva posture imparate sui libri per dissimulare reali e interiori chiusure, il pensiero volgeva all’intolleranza totale dell’enunciato altrui. E così l’aria si faceva rarefatta e l’ascolto diventava ricerca di un appiglio a cui attaccarsi per polemizzare. Così mi sono chiesta il perché anche laddove l’uomo cerca di fare del bene poi debba lottare contro schematismi ed imposizioni e si dimentichi l’apporto dato da altri che non possono più collaborare, come è possibile che l’uomo, dotato per ciò che vuole di una memoria elefantiaca, non riesca poi a fare perno proprio su insegnamenti e valori che altri ci hanno trasmesso e insegnato?! Come si fa ad essere tanto irriconoscenti e a volersi mettere una benda sugli occhi fingendo che non vi siano problemi dove ve ne sono solo per portare avanti un discorso che non è stato concordato?! Insomma, signori miei, dove caspita è finito lo spirito di gruppo e dove si è nascosta la nostra capacità di imparare e trasmettere a nostra volta valori e Amore?
Mah… stamattina, nonostante il sole, mi sono svegliata amareggiata… passerà anche questa, anche perché non ho nessuna intenzione di arrendermi!!!

Tacchini

LettriceM Maggio 24th, 2007

L’uomo oggetto

Esterno: mare, bellissima serata con musica all’aperto
Tacchino di 38 anni
Simula un servizio di “offerta televisiva” per sole donne

“bello, aitante, giovane… servizio completo chiama il 338 123…”
Io “…”
Lui “anche cene all’aperto, disponibile tutto l’anno… 338 123…”
Io “…”

Giorno dopo: LettriceM si prepara per il ritorno in città e saluta
Lui: “beh, il mio numero ce l’hai…”
Io “…”

Il volontario

Esterno: sede volontariato
Tacchino di 19 anni
Persona autorevole “invita” lui a lasciare il numero per eventuali emergenze
Io “ho capito che non hai gran voglia di operare con noi, ti chiamo solo per delle vere emergenze”

Lui: “chiamami solo per uscire con te a prende una biretta
Io: “…”

Il fulminato

Esterno: luogo di lavoro
Tacchino di età imprecisata tra i 30 e i 40

Primo incontro, presentazione:
Lui: “piacere sono Tacchino… certo che con quegli occhi illumineresti un palazzo”
Io: “piacere LettriceM, …”

Secondo incontro:
Lui: “a casa mi si son fulminate tutte le lampadine, verresti a portare un po’ di luce per cena?”
Io: “…”

Il bianco e il nero

LettriceM Maggio 23rd, 2007

Due amiche, due modi di pensare e di vedere, due percorsi, due estremizzazioni.
Una delle due, la chiamerò B, mi racconta di un uomo, del dolore che le ha procurato e le procura, di quante probabili menzogne e di quante falsità la ricopra eppure lei è lì, capace di vedere un fiore anche dove c’è solo un’erbaccia. B è una persona estremamente “positiva”, nel senso che vuole sempre vedere il bello e il buono nelle cose e nelle persone, ha bisogno di questo, sta facendo un percorso di rifiuto di ciò che non sembra tale, ma anziché osservarlo e capire che comunque esiste decide ogni giorno che ciò che non è “bene” non esiste, lei non lo vuole vedere, non è che non lo vede ma non VUOLE vederlo, perché se lo vedesse esisterebbe. E così vive la sua vita spesso nascondendo a sé stessa anche le proprie sofferenze, dicendosi che sta bene quando bene non sta affatto e in questo modo, spesso, evita di affrontare i problemi e li accantona perché “tali non sono”.
L’altra amica, la chiamerò C, è l’esatto opposto, o meglio vive la sua esistenza lontana da qualsiasi tipo di spiritualità, positivo e negativo non sembrano esistere per lei se non come manifestazioni di quello che vive e vede, bello e brutto sono due superfici, due apparenze, nulla di più, conta solo come il mondo si relazionerà con lei, seguendo o meno quello che lei si era rappresentata per il mondo. Ha una discussione con una persona e da questa comincia a immaginarsi i comportamenti futuri dell’antagonista, si crea delle aspettative negative… “vedrai che domani farà così” ed inesorabilmente “domani” cerca nel comportamento altrui la prova di quello che lei si era prefigurata, ed, ovviamente, non può che trovarlo.
Voglio un gran bene a B e a C, le trovo tanto simili nel loro essere completamente opposte. L’ottimista e la pessimista. Entrambe precorrono i tempi e le azioni altrui, entrambe hanno più aspettative che pensieri, entrambe giudicano, nessuna delle due riesce a guardare la vita con obiettività, una è troppo presa dal vedere il bello anche dove non c’è, l’altra a cercare il brutto dove nemmeno ve ne è l’ombra.
Nel loro modo di comportarsi si sentono entrambe inattaccabili. Una perché troppo fiduciosa, l’altra perché troppo sfiduciata. Entrambe ostentano una sicurezza di sé che non hanno. Per chi sta in mezzo è come avere accanto la materializzazione dei fumettistici “angioletto e diavoletto”. Su uno stesso argomento l’una risponderà con una pioggia di cuoricini, l’altra inviterà a lasciar perdere riuscendo a trovare lati terrificanti in ogni persona. Ma il punto non è questo, non è il mio relazionarmi con loro (che detto tra noi è anche divertente), il punto è, secondo me, invece, che il mondo non è né bianco né nero, il mondo è composto di mille sfumature di grigio ed è per di più pieno di persone che non cercano altro che uomini e donne come loro, talmente ancorate alle proprie “certezze” da essere le più attaccabili. La vita, purtroppo, nasconde mille mistificazioni e non sempre quello che sembra buono è tale e viceversa. Bene e Male sono fatti, in fondo, della sostanza e similarmente si manifestano. L’uno apparirà spesso la parte dura, quella difficile, quella tanto faticosa da apparire come male, l’altro farà di tutto per apparire il suo opposto. Quale persona è più attaccabile di quella ferma nelle sue certezze? Quanto poco ci vuole ad approfittare della bontà e della purezza d’animo altrui? Se volessi prendermi gioco di B quanto poco ci metterei? I suoi punti deboli sono così evidenti, così facili, e lei non se ne renderebbe conto perché sarebbe occupata a vedere il bello e il buono dove in realtà c’è solo una persona che sta cercando di utilizzare la sua energia positiva per i suoi scopi. E d’altro canto, quanto poco ci vuole anche a prendersi gioco di C? Basta fare il suo gioco, dubitare di lei, approfittare anche del suo pessimismo, della sua incapacità di vedere e godere le gioie della vita, basta insinuarsi nella sua negatività imperante e sfruttarla come una falla in un cui far passare energia e prendersi la sua.
Nella vita credo di essere passata per una e per l’altra delle estremizzazioni e di schiaffi ne ho presi tanti, tantissimi, molti più di quanti avrei mai immaginato.
Oggi cerco di osservare, di ascoltarmi, di avere un dubbio soprattutto là dove il mio intuito non mi lascia in pace. Quello che spesso cerco di dire a B è che dubitare non significa non saper godere della bellezza della vita, né significa offendere chi abbiamo di fronte, il non farlo dove invece lo sentiremmo è un offesa ben più grave, perché annulla la sensibilità donataci. Allo stesso modo vedere tutto nero, sempre e comunque, non consente di vivere, non ci permette di ricaricarci se non di energia negativa. Il pregiudizio, in bene o in male che sia, non porta a nulla o, almeno, non porta a godere di quello che DAVVERO abbiamo di fronte.
Se cerco il bello troverò il bello, ma non è detto che il bello sia reale, potrebbe essere creato ad arte per ingannarmi, se cerco il brutto allora lo troverò perché ogni nostra azione può essere guardata da angolazioni diverse, basta spostarsi di qualche millimetro. Le aspettative non possono, a mio parere, guidare la nostra vita che dovrebbe, credo, essere improntata a prendere ed accettare quello che accade e a vederlo per quello che realmente è. Non si vuole meno bene alle persone, non si vive con minor pienezza la gioia, non si smette di meravigliarsi… semplicemente, forse, si dà ad ogni cosa e persona la dignità di ciò che, nel bene e nel male, realmente sono.

Energie

LettriceM Maggio 17th, 2007

È arrivata la notte e, stavolta, oserei dire FINALMENTE! Molti di noi hanno vissuto una pessima giornata, quanto meno a livello di sensazioni. C’è stato chi sentiva rabbia, chi insicurezza, chi sofferenza, è evidente che qualcosa nell’aria c’era, così come è evidente che, almeno per me, questo qualcosa è cominciato a diminuire nel tardissimo pomeriggio. Esistono giornate così, in cui siamo più profondamente connessi con le energie del creato che si incontrano e, soprattutto, a volte, si scontrano, ecco che quindi più persone percepiscono sensazioni negative. Ognuno nella sua intimità, ognuno con emozioni simili. Scoprire che altre persone si sentono agitate o hanno avuto delle percezioni anomale al risveglio può aiutare a sentirsi meno soli e anche a focalizzare il problema, la causa, la provenienza di certe emozioni. Ma non solo: attraverso questo tipo di esperienza collettiva si acquisisce maggiore consapevolezza delle proprie potenzialità, si acquista così maggiore fiducia in sé stessi. Ecco perché, se pure è vero che la negatività si combatte con il suo opposto, che è la positività, è pure vero che manifestare il proprio disagio a persone di cui ci si fida può aiutare. La prima reazione che si ha in queste occasioni è, infatti, focalizzare l’attenzione su noi stessi o su qualcuno di molto vicino affettivamente a noi, ed è una reazione più che normale anche perché chi ha determinate sensibilità spesso le ha più acuite nei confronti di coloro a cui è in qualche modo legato. Ognuno di noi ha qualcosa nella sua vita o nella vita dei suoi cari che non va esattamente come si vorrebbe ed ecco che è molto semplice scaricare la sensazione di negatività su una di queste cose che automaticamente divengono un pensiero fisso e generano proprio quelle sensazioni di paura, confusione, ansia e rabbia di cui parlavamo all’inizio. Cosa accade se singolarmente ognuno di noi ha questo genere di reazione? Semplice: le energie negative già presenti nell’aria si intensificano e diventano più forti perché è proprio di queste emozioni che si nutrono. Ecco perché comunicare il disagio può essere utile. Se il “problema”? appartiene a più persone e se queste sono in città, luoghi, occupazioni diverse, il significato non può che essere uno: il problema non è solo del singolo ma di tutti, e solo tutti insieme possiamo uscirne. Come è semplice, basta opporre alla negatività la positività che può venirci dal capire che non si è soli, siamo dotati di una coscienza collettiva per cui le sensazioni positive di uno vanno a mescolarsi con quelle degli altri. Se all’odio si risponde tutti insieme con l’Amore sarà questo ad avere la meglio. Sempre, in ogni momento, ogni giorno. Ed ecco l’importanza di non perdere la calma e non lasciarsi andare alla negatività, nonché l’importanza della condivisione. Sarà, in questo modo, più semplice anche affrontare le situazioni negative che in queste giornate si verificano nelle vite di ognuno di noi e capire che senza l’azione Amorevole congiunta sarebbero state di molto peggiori. L’Amore crea una barriera protettiva potentissima, allora continuiamo a vivere nell’ottica della collettività e non del singolo, prendiamoci cura gli uni degli altri anche in giornate che sembrano votate alla tragedia e ne usciremo tutti più forti, più consapevoli e comunque vittoriosi!

La bacheca degli scambi

LettriceM Maggio 4th, 2007

… ho detto SCAMBI, scandite insieme a me S C A M B I, non scambisti, quindi non fatevi subito strane idee.
Sono andata fuori di testa? Forse, ma, visto che per mesi abbiamo gridato alla gratuità del donare e del donarsi, proviamo, tanto per cambiare, a mischiare le carte in tavola. Un vecchio ritornello dice più o meno: se tu dai una cosa a me, io poi do una cosa a te (poi c’era anche mamma Ciccio mi tocca; toccami Ciccio che mamma non vede, ma questa è un’altra storia). Mi piacerebbe provare a giocare un po’ con voi e a mettere su un gran “mercato”. Direi che ormai i frequentatori di questo blog si conoscono abbastanza e altrettanto conoscono me, perché allora non fare degli scambi fittizi mettendo in luce quello che ci piacerebbe avere di un’altra persona e cosa ci piacerebbe darle in cambio?! Chiedete, offrite, scambiate… Cosa? Tutto quello che vi viene in mente di fisico o psichico che sia. Oh, in mancanza d’altro c’è la scimmia che in cambio di una banana (buoni… vi ho visti… avevamo detto niente malizia!!) un bacio secondo me non lo nega a nessuno!

Avvertenza: attenti a quello che chiedete perché magari potrebbe esservi concesso e richiedere poi la contropartita
Esclusi perditempo e inviti a giocare a dottore e ammalata.

Formule magiche

LettriceM Febbraio 11th, 2007

“Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere” dicono molti cercando una giustificazione ai frequenti problemi di comunicazione tra i sessi, io ho sempre pensato che probabilmente non comunica chi non vuole farlo perché costa fatica e “sacrificio”. E questo dipende da ambo i sessi, insomma, cari maschietti, vi ho sempre difeso e, anzi, mi siete sempre piaciuti più delle appartenenti al mio stesso genere, le vostre contraddizioni, il vostro essere fumantini, il vostro essere protettivi, insomma, normalmente tifo per voi ma quando poi apri il programma di statistica del blog e trovi che sono arrivati a te cercando “frasi d’amore dopo averla già conquistata” ti viene proprio la voglia di fare di tutta l’erba un fascio, prendere il genere marziano e, dopo averlo sottoposto a immani torture, metterlo a fare i lavori forzati. Poi torni in te e cerchi di instaurare un dialogo con questo genio che va facendo così pregnanti ricerche su internet per chiedergli cosa caspita vuole, che problemi ha, se la madre lo ha maltrattato da piccolo causandogli immani turbe psichiche. Mio caro, se ci sei batti un colpo, sì anche una testata al muro va bene. Cosa caspita vai cercando? Sta poveretta per la quale ti affanni l’hai conquistata facendo il gioco dei mimi? L’hai conquistata ma non te la dà? Ti sei illuso di averla conquistata e, invece, lei è a passeggio con il tuo migliore amico? Sei forse lo stesso minorato mentale che è approdato sul mio blog cercando “collant usati“, li hai trovati, ne vuoi fare dono alla tua bella e non sai cosa scrivere sul biglietto? O sei il tipo, mi auguro cinese, che andava cercando “scene di sesso, glande“? Fai pace con il cervello e se vuoi un consiglio spassionato la prossima volta che non te la dà prova con un magico APRITI SESAMO, hai visto mai…

Sesso e Amore

LettriceM Gennaio 24th, 2007

The lovers di Lindi Kirwin

Fin da tempi antichissimi si è riconosciuto il valore “rituale” dell’atto sessuale, unione di corpi ed energia, fonte stessa di un’energia senza pari che si scatena e ricarica i partecipanti.
Penso sia innegabile per ognuno di noi che quando la nostra vita sessuale è soddisfacente ogni aspetto della vita appare meglio affrontabile e la nostra salute è più forte. Dopotutto l’uomo e la donna, o più in generale il maschio e la femmina, sembrano creati apposta per essere uniti, fisicamente quanto spiritualmente. Due corpi, due entità fisiche, destinate all’unione per tornare alla completezza, caratteristiche psico-fisiche diverse e pur complementari mescolate in ogni essere in misura diversa, maschile e femminile in ognuno di noi. E la ricerca della “mezza mela” che, in fondo, è uno dei punti salienti della nostra esistenza. Nel corso della ricerca capita spesso di prendere degli abbagli o comunque di “testare” diversi partner nella speranza che siano quello giusto. A volte il corpo, poi, risponde automaticamente a dei richiami emessi da altri esseri e trascina il nostro “sentire” in un turbine ed in un’esplosione tale che confonde le idee o, per lo meno, le confonde in coloro che, votati ad un sentimentalismo più accentuato, credono di riconoscere in una risposta fisica anche una risposta più intimamente emozionale. Il punto, secondo me, sta nel rapporto tra Amore e Sesso e in una cultura indotta che ci porta a mascherare pulsioni sessuali dietro l’apparenza di qualcosa di più profondo. Come se dovessimo per forza riconoscere che dietro un’attrazione c’è qualcosa di più. Ma non è sempre così, a volte le attrazioni nascono e restano pure attrazioni fisiche, spesso anche fortissime e trascinanti ma senza alcuna partecipazione emotiva. Il nostro corpo va alla ricerca di quella energia primordiale che solo l’unione sessuale è capace di dare. Le differenze poi, almeno per chi ha davvero Amato, sono facilmente riconoscibili. E, se ci si pone attenzione, lo sono fin dall’inizio. S si riesce a porre un freno all’istinto non c’è nemmeno bisogno di andare oltre per riuscire a percepire una sorta di sdoppiamento che avviene dentro di noi. Il rituale dell’accoppiamento è trascinante perché, in fondo, sempre al mondo animale apparteniamo. Ci si guarda, ci si studia, a livello più o meno consapevole ci si annusa anche e si viene attratti o respinti dalla persona che ci sta di fronte. Se ci si lascia andare ad un’attrazione le sensazioni sono, già dal momento del corteggiamento, talmente intense da lasciar presagire quello che avverrà dopo e da diventare una specie di vortice che avviluppa l’anima trascinata dal corpo ma spesso in assenza della partecipazione dello spirito.
Sesso O Amore, Sesso E Amore, unione fisica, unione spirituale… indubbiamente lo scambio energetico si sviluppa a tutti i livelli ma la differenza esiste e si sente, si riconosce fin dai primi battiti del cuore, fin dalla diversa risposta dei sensi, basta ascoltarsi, basta riuscire a staccarsi per un attimo da una morale che spesso confonde, abbandonare il tentativo di nascondere la nostra natura istintuale e capire cosa ci sta capitando. Nessuna sorpresa, nessuna delusione così ci verrà incontro in un momento successivo. Inutile continuare a chiamare fare l’Amore, qualcosa che tale non è. Ognuno è libero di scegliere come utilizzare il proprio corpo, decidere e sapere cosa sta facendo, senza falsi moralismi, senza maschere. Non vivremmo tutti più tranquilli se solo smettessimo di nasconderci?
C’è poco da fare il sesso senza amore esiste e, a mio parere, non è poi così condannabile, è una questione di scelte, scelte che però, in quanto tali, devono essere fatte consapevolmente. Soprattutto se quello che davvero si vuole è Amore e non Sesso. Solo nell’unione d’Amore la fusione è completa a tutti i livelli e oltre alla spinta (niente battute please) dell’energia fisica si arriva ad un’estasi spirituale che coinvolge tutti i sensi e tutta la persona.

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