Into the wild

LettriceM Marzo 9th, 2008

Da quando ho finito di vedere il film mi viene in mente una sola parola: ECCESSIVO!
Tratto da una storia vera avvenuta una quindicina di anni fa.
Fermo restando la bellezza della fotografia che in certi momenti lascia davvero senza fiato devo dire che il film non mi ha soddisfatta. Troppo lungo innanzitutto, troppo lento in alcuni momenti, scelte di montaggio “anomale” e soprattutto una onnipresente voce narrante a raccontare cose che erano già assolutamente evidenti… Sembrava un po’ di avere dei sottotitoli per non intelligenti. La trama è nota ormai a tutti: Chris McCandless, giovane benestante e intellettivamente vivace ma traumatizzato da un passato mendace dei genitori e da un presente degli stessi altamente materialistico, si laurea e molla tutto, “va in viaggio alla ricerca della verità”, senza soldi, senza esperienza, senza nulla, solo con la sua voglia di essere e ritrovarsi a contatto con la natura… Incontra persone, situazioni, emozioni, incontra sfaccettature della vita che non conosceva (ovvio aveva 20 anni) e purtroppo non è chiaro se queste esperienze gli chiariscano che nella vita non è tutto bianco o nero ma esistono delle sfumature, dei diversi punti di vista. Raggiunge la sua meta, l’Alaska, e lì muore di stenti o veleni, dopo poco più di 100 giorni. Proprio quando vuole tornare indietro non ci riesce e quella natura che tanto desiderava lo intrappola… questo appare dal film, nella realtà, a quanto ho letto qua e là nella rete sulle sue biografie, è lui stesso a farsi intrappolare perché a poco più di un giorno di viaggio avrebbe trovato un rifugio di rangers, quindi ancora una volta quello che a me sembra è che lui valutasse “un’unica via”… a poche ore dalla morte lascia scritta la verità trovata “la felicità non è reale se non puoi condividerla”.
Perché non mi è piaciuto il film? Perché mi sembra che si voglia rendere McCandless un martire e un profeta. Eppure non mi pare vi sia nessuna profetica novità nella conclusione cui arriva, mi pare vi siano millenni di storia, letteratura e antropologia a testimoniare che la ricerca interiore si deve poi materializzare nel rapportarsi con l’esterno altrimenti diviene bieco egoismo, un egoismo da cui, peraltro, non si esce alla fine di questa storia ove la ricerca sembra volta alla propria felicità e vede la condivisione come mezzo anziché vederle intrecciate in modo equilibrato tanto da essere fine e mezzo l’una dell’altra. Ma questo è quello che a me ha detto il film, Chris non mi ha invece detto nulla…
Non ho letto il libro da cui è tratto (e non credo lo leggerò) che è stato costruito sulla base delle poche note diaristiche del protagonista e delle testimonianze di chi lo aveva incontrato e continuo a chiedermi se quelle note non fossero davvero troppo poche per capire. La sensazione è che all’eccesso manchi il succo. Mi sembra che, almeno dalla visione del film, il giovane Chris abbia sparso qua e là una filosofia spicciola imparata sui libri, nulla però esce di quello che realmente sentiva. Il viaggio, la fuga dal materialismo, la ricerca del proprio Sé in rapporto alla realtà, tutto vissuto fuori, ma dentro? Perché alla fine il vero viaggio e la vera fuga si svolgono dentro, non fuori da noi stessi. Dio è in tutto ciò che ci circonda e ogni manifestazione è fonte di gioia, questo ci dice Chris, e siamo d’accordo. Lui necessita di un viaggio per trovarsi e anche qui ci siamo, il film ce lo mostra morire con il sorriso sulle labbra per essersi trovato ma anche con il rammarico di non essere tornato in tempo. Chi sarebbe stato Chris? Cosa avrebbe scritto in una ipotetica autobiografia?
Non so… manca qualcosa. Lui che non lesina consigli sul coraggio di cambiare strada alla fine resta intrappolato proprio perché in fin dei conti non la cambia. Novello Icaro? O forse solo qualcuno a cui è mancato il tempo per raccontarci davvero quello che sentiva, viveva e voleva? Non parla mai di sé, apre le menti di coloro che incontra con il suo comportamento da bravo ragazzo intriso del suo sogno, sparge qua e là consigli su una vita che, da quanto appare, nemmeno lui conosce.
Forse avrebbero fatto un miglior servizio alla sua memoria lasciando che fossero unicamente le sue poche memorie a parlare… questa la sensazione che non mi abbandona!

29 Responses to “Into the wild”

  1. killinmilkil 09 Mar 2008 alle 17:35

    e da quand’è che si scrivono ancora post in questo blog? :-P

  2. Dafneil 10 Mar 2008 alle 09:18

    Non ho visto il film, perché fin da subito mi era sembrata semplicemente un’operazione commerciale molto furba.
    Un’idea molto bella rovinata da una confezione “fast food” preconfezionata, facilmente digeribile da tutti (e nel caso non fosse così, c’è pure la voce narrante ad aiutarti!), in cui si rivende una filosofia antica come il mondo come se fosse l’ultima novità, very cool and new age…
    Infatti dove vai vai, con chiunque parli, tutti ne sono entusuasti, lo trovano meraviglioso, vero, illuminante, etc
    E io diffido di una cosa che piace proprio a tutti tutti.
    A parte questo, pur non avendo visto il film ho adorato questo post, non so perché…
    Forse perché mi piace quello che dici, forse perché è una gioia rivederti qui sul blog, o forse perché condivido le tue idee a prescindere dal tema di partenza.
    O forse perché tu sei tu.
    Ciao Lettry :)

  3. MonicaGellerBil 10 Mar 2008 alle 15:19

    Il mio motivo per il quale non l’ho voluto vedere è molto terra terra: ma se in fondo racconta la storia di un solitario…ma che c’avrà da di’ pe’ du’ ore?

  4. Dafneil 10 Mar 2008 alle 15:33

    Te per esempio c’avresti da ridì su qualsiasi cosa.
    Così, un esempio a caso eh…

  5. MonicaGellerBil 10 Mar 2008 alle 23:04

    Beh, ma è quello che mi riesce meglio, mica per niente eh, ma c’ho un ruolo preciso…

  6. Dafneil 11 Mar 2008 alle 12:24

    …e non ti sei nemmeno dovuta sorbire un viaggio simil-filosofico in mezzo al nulla per scoprirlo!!
    Anche se scommetto che qualcuno con una mezza idea di sperderti nel primo bosco disponibile da qualche parte c’è…

  7. Blueil 21 Mar 2008 alle 14:12

    …io per ora ti lascio l’augurio per una bellissima festa di primavera :)

  8. enzail 22 Mar 2008 alle 10:51

    Buona Pasqua Emme :) un bacione

  9. Unpensieroil 23 Mar 2008 alle 11:43

    Possa questo inizio di primavera con le sue sorprese… sorprendere felicemente i tuoi sogni e di chi ti sta a cuore. Auguri per ieri, per oggi, e per il domani…

  10. caosil 23 Mar 2008 alle 20:46

    Auguri a tutti i tuoi Sogni :)

  11. grig-io il blogorroicoil 25 Mar 2008 alle 21:12

    da bravo lazzarone, ripasso dopo un’eternità, chiedendo umilmente scusa..
    e chiedo venia anche della mia ignoranza, visto che i molti nomi riportati sopra mi sono praticamente sconosciuti..
    ma da quel che leggo, la critica mi pare veramente valida.

  12. enzail 01 Apr 2008 alle 22:02

    Ciao Emme, un bacione :)

  13. Ebeeil 07 Apr 2008 alle 14:02

    Io ne avevo letto qualche articolo quì e là, ma niente di estremamente positivo o negativo…tu invece l’hai proprio stroncato…il che mi fa proprio venir voglia di vederlo…anche se mi verrà da ridere sulla voce narrante “sottotitoli per non intelligenti” :P
    Ebee

  14. killinmilkil 07 Apr 2008 alle 23:34

    …balle di fieno rotolano spinte dal vento…

  15. Elenail 13 Apr 2008 alle 09:13

    Lettriiii … ma come, io torno e tu ancora latiti … ufff … il film NON andrò a vederlo però ho letto tutti i libri che avevo e ho di nuovo bisogno dei tuoi preziosissimi consigli quindi fatti viva! Ok lo so che posso andare a leggere nella colonnina di destra ecc. però preferisco sentirti direttamente ^_^ un bacione ovunque tu sia! Befana :-P

  16. giulias83il 28 Apr 2008 alle 09:15

    Ciao! Sono PERFETTAMENTE d’accordo con te, anche io ho trovato la resa della storia molto superficiale e a tratti facilona. Manca di un’interpretazione che non sia il glorificare una persona visibilmente fuori dalla realtà e incatenata dai conflitti familiari che si porta appresso durante tutto il viaggio. Vogliamo parlare del realismo del suo viaggio? Gi hippie in crisi coniugale, il mietitore bucolico, l’infermiera “yo homie”, il nonno buono, questo in giro da solo per gli USA non ha beccato uno che lo guardasse storto? Magari non l’ha scritto nel diarietto, ma un regista non si pone il problema? E le menate della sorellina? ARGH! Uno dei pochi film che mi ha fatto venire voglia di alzarmi e andarmene senza finirlo, ho resistito solo perché costretta da mio marito :-O
    Ciao

  17. Chiarail 19 Mag 2008 alle 19:26

    Passeggiando nel web, lascio qui un abbraccio per te :)

    Chiara

  18. alpenil 25 Mag 2008 alle 12:52

    non ho visto il film, non ho intenzione di vederlo e non lo vedrò,,,

  19. Blueil 02 Giu 2008 alle 20:17

    …passavo a vedere se per caso sei tornata a scrivere…ti lascio un sorriso…

  20. gipsyqueenil 13 Giu 2008 alle 16:51

    Recupero questo post per darti un mio parere sul film, che a me è piaciuto. Ho discusso a lungo con mio fratello che la pensava nel tuo stesso modo. Secondo me avete frainteso il messaggio del regista. Che già in Mystic River era stato accusato di ambiguità.

    Secondo me McCandless non è presentato come un martire o un profeta, ma si è solo voluto rappresentare realisticamente il grande entusiasmo che lo ha portato a intraprendere un’avventura - sbagliata - in cui credeva fermamente. Anche le reazioni di “portatore di felicità” che legge negli occhi degli altri sono solo rispecchiamenti delle sue convinzioni.
    L’esperimento fallisce. Tutto ciò in cui lui crede gli crolla addosso, e la chiave è proprio quella frase “la felicità non è reale se non puoi condividerla”. McCandless viene sconfitto dall’aver creduto il contrario, dall’aver fatto della solitudine, prima ancora che della natura, uno stile di vita. Tu giustamente dici: “…la ricerca interiore si deve poi materializzare nel rapportarsi con l’esterno altrimenti diviene bieco egoismo, un egoismo da cui, peraltro, non si esce alla fine di questa storia”. Ma certo, è esattamente questo! Non è la storia di un mito (è lì il fraintendimento che ho fatto notare anche a mio fratello); è la storia di un’inevitabile sconfitta! Il protagonista altro non è che un perdente, esattamente come i protagonisti dei film anni Settanta (che Penn vuole “omaggiare” con quelle “inquadrature anomale” di cui tu parli) erano rimasti sconfitti dall’ideale opposto, quello del “Sogno americano”.

    spero che torni presto a scrivere
    ciao
    gipsy

  21. Fata Alchechengiil 25 Giu 2008 alle 11:24

    Devo ancora vederlo e leggerlo per poter commentare…

  22. enzail 06 Lug 2008 alle 09:27

    Io passo…sia mai…
    Un bacione

  23. Elenail 30 Set 2008 alle 21:16

    E porca zozzaaaaaaaaaaaaa -__- ma torna no? Mi sono rotta di passare da qui e non trovarti! Uffaaaaaaaaaaaaaaa. Eccheppalleeeeeeeee. :-P Torna anche solo per mandarmi a ………… ma TU mi hai trascinato qui ed ora ti devo un favore AHAHHAHAHAHAHAHAHA quindi rendimi possibile ricambiare ariporcazozzaaaaaaaa. Sono stata abbastanza incisiva? :-)

  24. Blueil 20 Ott 2008 alle 19:47

    …ecco sì…quando torni?…

    :)

  25. elenail 01 Nov 2008 alle 19:41

    E vero che questa donna mi sta tormentando la vita…(Elena la mia compagna),sono tutte cosi?…..aspetto risposte…

  26. wolfghostil 30 Nov 2008 alle 22:52

    Ecco… un altro blog abbandonato! Povero! :(

    :)

  27. enzail 16 Dic 2008 alle 20:25

    Manchiiiiiiiiii! Uff…

  28. Chiarail 23 Dic 2008 alle 09:02

    Mbhé… io ti aspetto. Tanto torni. Lo so. :)
    Un abbraccio

    Chiara

  29. Dreamdustil 18 Set 2009 alle 23:48

    dopo millenni, ci passo senza neanche crederci, dal tuo vecchio link e… guarda chi vedo risuscitare!!! ^^

    lo sai che ci sei mancata, anche se letteralmente ci hai cagati da secoli?? :D

    spero che ritornerai presto a pieno regime nella blogosfera, Emme ;)

    e soprattutto che tutto sia ok nella vita “reale” ^_-

    baciotti ;***

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